IL VIAGGIATORE NOTTURNO
Maurizio Maggiani
Feltrinelli , 2055
Ascoltate, è ancora il tramonto sul colle dell’Assekrem. Giallo, ocra, azzurro, oltremare, carmino. Cielo, terra, montagne e valli.
Tutto.
Ma giù nelle gole c’è già il crepuscolo e la notte. Rosa, terra bruciata, viola, nero. Il nulla laggiù.
L’aria è così limpida che l’increspatura dell’ultimo orizzonte potrebbe essere all’altro capo del mondo. Se la terra fosse piatta. E il fondo della valle su cui si sta poggiando la roccia dell’Assekrem, il centro della Terra. Se il cuore della Terra fosse freddo come i crepacci a quest’ora della sera. (...)
Maggiani ha scritto un piccolo gioiello. Poesia. Poesia in narrativa. C’è uno specialista di migrazioni animali che aspetta il passaggio delle rondini nel deserto. C’è la guida Jibril, l’orsa Amapola, il poeta itinerante Tighrizt. C’è la Perfetta, una donna che cammina per il mondo con una busta di plastica in mano. Una capacità descrittiva invidiabile.