LA
CAMERA CHIARA. NOTA SULLA FOTOGRAFIA
Roland
Barthes
Einaudi,
Torino, 1980 Titolo originale: La chambre claire. Note
sur la photographie
Cahiers du Cinéma, Éditions Gallimard,
Seuil, 1980.
«Da
un corpo reale, che era là, sono partiti dei
raggi che raggiungono me, che sono qui; la durata dell’esposizione
ha poca importanza; la foto dell’essere scomparso
viene a toccarmi come i raggi differiti di una stella.
Una specie di cordone ombelicale collega il corpo [...]
al mio sguardo: benché impalpabile, la luce è
qui effettivamente un nucleo carnale, una pelle che
io condivido con colui o colei che è stato fotografato.».
Le
critiche mosse da alcuni addetti ai lavori mi suggeriscono
che “La camera chiara” non sia un’opera
adatta né a spiegare la fotografia né
ad offrirne un resoconto plausibile.
E chi lo vuole?
Semplicemente fotografie e testo scivolano assieme in
un corpo unico e inseparabile, come un racconto, per
me piacevolissimo, dove tutto si consuma e si esaurisce
nel tempo di cento pagine, nel tempo di una nota, appunto.
Tutto qui, e in questo senso, a mio avviso, perfetto.
Pablito