T.A.Z
- Zone Temporaneamente Autonome
Hakim
Bey
Shake
edizioni underground, 1995
Titolo
originale: T.A.Z. The Thempotary Autonomous Zone, Ontologicol
Anarchy, Poetic Terrorism (1985)
“La
TAZ è come una sommossa che non si scontri direttamente
con lo stato, un’operazione di guerriglia che
libera un’area (di tempo, di terra, di immaginazione)
e che si dissolve per riformarsi in un altro dove, in
un altro tempo, prima che lo stato la possa schiacciare.”
Hakim
Bay è forse una delle figure più interessanti
della controcultura americana degli anni ottanta e novanta.
T.A.Z. è un saggio, una riflessione sulla società,
sulla necessità di costruire, fisicamente, o
mentalmente, qualcosa che sia come noi lo vogliamo,
qualcosa che non sia contaminato dal potere e dalla
globalizzazione. Partendo da una critica sulle rivoluzioni
e una predisposizione per le insurrezioni, Bey teorizza
la possibilità di occupare quegli spazi, che
sono terra di nessuno, che rimangono fuori dall’intricata
rete dei controlli.