VITA
Melania G. Mazzucco
RCS
Libri 2003
“La mano di Vita - umida, appiccicosa di zucchero,
stretta nella sua - sarà l’unica cosa
che Diamante finirà per ricordare del momento
in cui il traghetto ha accostato ai moli di Battery
Park”
“La differenza tra un cavallo americano e un
bambino italiano è la seguente. Se il padrone
lascia il cavallo al freddo per troppo tempo, la Society
for Prevention of Cruelty to Animols può denunciarlo
per maltrattamenti, appioppargli una multa fino a cinque
dollari e toglierli l’animale. Se il padrone
al freddo ci lascia il ragazzino, nessuno ci fa caso.”
E’ bello quando un libro comprato per caso ti
fa scoprire una scrittrice che scrive veramente bene,
per niente buonista, perchè sarebbe stato facile
essere buonista raccontando questa storia. Sembra una
donna forte, molto forte.
E’ bello quando un libro comprato per caso ti
tiene gli occhi incollati alle pagine, e i personaggi
diventano corpi reali che ti si muovono intorno anche
quando non leggi, che quando lo hai finito non riesci
a mandarli via.
Vita
ha nove anni e Diamante dodici. Emigrano da Tufo,
in Italia, all’America nei primi del novecento,
e lì, insieme, scoprono tutto...amore, amicizia,
dolore, tradimento, gioia, la forza del sogno. Insieme
ad altri personaggi altrettanto meravigliosi, personaggi
che però non sono perfetti, come spesso accade
nei romanzi. In questo libro non esiste l’eroe
perfetto. E questo mi è piaciuto.
Sarà perchè questi personaggi sono esistiti
davvero. “Vita” è la storia della
famiglia della Mazzucco, che con un lungo lavoro di
ricerca riporta alla luce visi e circostanze, storie
e luoghi.
E se questo non bastasse ad incuriosirvi, leggendo
questo libro si ha un quadro talmente preciso di cosa
ha significato per gli italiani immigrare in America
in quel periodo da rendere praticamente impossibile
non trovare inquietanti similitudini con l’immigrazione
in Italia adesso.
Mafalda