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VITA DI CARMELO BENE
Carmelo Bene e Giancarlo Dotto

tascabili Bompiani , 2055

(...) Lo so. Quella che sto raccontando è una vita immaginaria. Qualunque autobiografia è sempre immaginaria. Tu credi di raccontare la tua vita e chissà cosa racconti. In questo resto di vita, vita come naufragio. C’è solo da disdire. Le cose sottaciute e non dette valgono di più delle cose raccontate. Lo so. Siamo in democrazia. Tra le miserie vantaggiose, prerogativa della democrazia è garantire l’invivibilità della vita (la vita è invivibile). Uno stato democratico, appena intravede un individuo, al suo solo apparire, si terrorizza e se non può schiaffarlo in galera lo consegna alla mediazione poliziesca della stampaglia. Ogni forma di qualità gli è estranea: va omologata o soppressa, che poi è la stessa cosa. Assimilata al gregge. La democrazia è ripugnante. Disprezza le masse ma le vezzeggia perchè votano e portano voti. Non c’è nulla che mi dia il panico quanto la massa. Egalité, liberté, fraternité, le tre somme bestialità becerate nella presa della Bastiglia. Nessuno ama il prossimo suo come se stesso. E’ inumana e disumana la democrazia. Hobbes. (...)

Una lunga conversazione tra Carmelo Bene e Giancarlo Dotto. Parlano di tutto. Teatro, cinema, politica. La vita di Carmelo Bene che scivola tra pubblico e privato. Più di cinquant’anni di storia del nostro paese. Da leggere, se si ama Carmelo Bene. Da leggere, se si odia Carmelo Bene.

 

 

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