20
maggio 2004 – 18 giugno 2004
Una
specie di bilancio a alcune novità nello
spazio immagine e nella sala di scrittura.
E
dunque, ridendo e scherzando, ormai è quasi
un mese che Artaria ha fatto capolino nel fantastico
mondo della rete. E ci è venuta voglia di bilanci,
riflessioni, annotazioni. Un po’ di cifre, allora,
per quanto riguarda il Forum: 26 utenti registrati,
96 messaggi, grande successo per “il compleanno
del gatto di Paolo” in bacheca, e per l’argomento “viaggi” in
caffetteria. Segnali molto positivi. Vuol dire che
ad Artaria c’è tanta voglia di scherzare
e di non prendersi troppo sul serio, e anche tanta
voglia di viaggiare. Bene, benissimo!!! Eppure. Forse
un mese è troppo poco, però eravamo
partiti con la speranza di aver creato un luogo che
stimolasse i navigatori esperti a creare argomenti
di discussione, e che mettesse a proprio agio quelli
che invece internet lo bazzicano poco.
Certo
essere scovati nella miriadi di siti non è facile.
Eppure
sono tanti gli ospiti passeggeri che entrano ad Artaria,
che però non hanno voglia di fermarsi,
di registrarsi (ma questo non è molto importante),
di dire qualcosa. E
allora, forse, abbiamo bisogno del vostro aiuto.
Sapere se c’è qualcosa che non va, cosa
non vi convince. E non solo del forum, ma anche, e
forse ancora di più, delle altre stanze di Artaria. La
biblioteca, la sala di scrittura, lo spazio immagine.
Abbiamo bisogno di materiale per andare avanti, per
vedere di realizzare quei progetti e quelle idee che
sono la giusta evoluzione di Artaria.
Comunque.
Ci sono delle novità.
Nello spazio immagine ci
sono delle foto nuove. Una Londra in bianco e nero
del fotografo Dario Orlandi. A noi sono piaciute,
e tanto anche.
Nella sala di scrittura,
invece, un esperimento. Daniele Orlandini ci ha mandato
alcuni suoi lavori. Uno è un racconto classico. Gli
altri hanno come protagonista lo stesso personaggio,
dunque sono “in serie” e, per le ambientazioni
e lo stile, possono essere letti come fossero gli albi
di un fumetto. Per cominciare, naturalmente, abbiamo
pubblicato il primo “numero”. Non
vi nascondiamo che ci è passata
per la testa la voglia di ricevere un romanzo breve
a puntate, come facevano gli scrittori di un tempo,
che pubblicavano a puntate sulle riviste.