libere parole & legatoria cartotecnica su misura

SERIE LETHA O2
Daniele Orlandini

 

Potere maligno

1983: era notte, e la sedicenne Anna se ne stava appartata in macchina col suo ragazzo, il diciottenne Gianni, davanti a un grosso capannone sito alla periferia di Torino.

“Dai! Non aver paura a fare certe cose, dopotutto ci vogliamo bene.” Disse Gianni.

Gianni era un bel ragazzo, era alto, biondo e aveva labbra carnose. Anna voleva concedergli la sua verginità, però lo voleva far penare ancora un pochino.

“Sono ancora vergine, non è meglio aspettare ancora un po’?”

Riconoscendo dal tono della sua voce che in realtà voleva dire si, Gianni si fece avanti ma, poco prima che riuscisse a spogliarla venne pesantemente tirato fuori dalla macchina e gettato con forza di testa contro lo spigolo delle mura di quel capannone. La sua testa si aprì e assieme al sangue, della materia grigia schizzò per terra.

“Gianniiii!!!!!” Urlò Anna.

Stava per andare a soccorrerlo, quando una bionda col volto coperto da una maschera dorata gli si parò davanti.

“Ahhh!!! Chi sei? Che vuoi da me?!” Urlò Anna.

“Bene! Tu stavi con quel bel ragazzo, ma a me certe cose sono negate per colpa di certe brave persone che tuo padre corrotto si è astenuto dal punire. Ora lo farò soffrire atrocemente poi lo ucciderò come un cane.” Disse la donna mascherata.

“Non è vero! Mio padre è sempre stato onesto!”Disse Anna piangendo.

“Il fatto che tu lo creda tale è irrilevante, infatti lui deve pagare e pagherà, attraverso te e tutti coloro che ama.”

“Ma Gianni cosa c’entrava! L’hai ucciso!” Disse Anna.

“Lui stava con te attratto dalla tua bellezza, bellezza che a me è stata cancellata, e allora io ho deciso di fare di me stessa ciò che le merde come tuo padre e quelli che mi hanno fatto questo volevano, ho allineato la mia personalità al mio aspetto diventando sadica e spietata per eliminare quella feccia! Sono Letha e mi sa tanto che morirai vergine piccola.”

Intanto, il corrotto giudice Morano, dopo essere stato fino a tarda notte a parlare d’affari con un suo amico malavitoso,  stava tornando a casa, assieme a sua moglie.  Stava attraversando un ponte, quando scoppiò una gomma alla sua auto. Siccome stava andando molto forte, non  riuscì a tenere la strada e, sbandando, cadde nel fiume.

Si risvegliò in una stanza buia, avvertendo lancinanti dolori alle mani e ai piedi. Dopo un po’ realizzò il perché di quei dolori, era stato inchiodato mani e piedi a testa in giù in un grosso crocefisso.

Dopo un quarto d’ora circa, la debole luce di una lanterna gli rivelò che si trovava in una chiesa sconsacrata (che era sconsacrata lo si capiva dai simboli di magia nera disegnati alle pareti), la lanterna era tenuta in mano da una bionda mascherata.

“Ahhh! Chi sei? Perché mi hai fatto questo?” Disse Morano.

“Ora sono solo Letha! Un tempo mi chiamavo Maria, ti dice niente? Hai assolto chi mi ha distrutto il viso!”

“Ahhh! Mi ricordo! Ma non c’erano prove!” Disse Morano.

“Non c’erano prove?!  Le prove c’erano e come!  Mi ricordo di come sul giornale c’era scritto che tu avevi trasformato la giustizia in una barzelletta! Siccome la legge degli uomini non può farti nulla, ci penserà la giustizia a colpirti, la mia giustizia! E pagherai, così come ho colpito i tuoi cari adesso colpirò te!” Disse Letha.

“Cosa vuoi dire?! Cos’ è successo a mia moglie?!” Disse Morano.

“Ho schiacciato tua figlia Anna in uno schiacciasassi e tua moglie adesso è all’ospedale. Dopo averla tirata fuori dall’acqua le ho cavato gli occhi, tagliato le orecchie, le labbra, il naso, la lingua e infine l’ho scotennata.” Disse Letha.

“Ahhh!!! Maledetta troia schifosa!” Disse Morano piangendo.

“Troia schifosa?! Non hai idea di quanto ha lungo abbia lottato per diventare ciò che sono e realizzare il mio desiderio di vendetta! Da quando sono stata sfigurata e mio padre è morto ho dedicato ogni singolo istante della mia vita a preparare la mia vendetta. Sono diventata esperta di arti marziali, mi sono allenata ad usare le armi e ho studiato magia nera. Ho fatto un patto con un demone, un demone che mi diede temporaneamente poteri straordinari, come quello di trasmettere telepaticamente anche a distanza, specialmente con chi ho affinità,  e posso anche scrutare un po’ nella mente delle persone fissandole negli occhi. Ma il potere più grande fra quelli che mi ha dato è quello di manifestare il male che voglio su chi voglio, e sarà questo potere a rendere la mia vendetta più appetitosa.” Disse Letha.

“Ahhh! Cos’intendi fare strega?! Vuoi uccidermi? Fallo pure! Tanto non m’importa più di vivere!” Disse Morano.

“Ah! Ah! Ah! E pensi di cavartela con così poco? No! Io non ti concederò la morte, ma la sofferenza eterna!” Disse Letha con voce sibilante.

“C- cosa vuoi dire?!” Disse Morano.

“Te ne accorgerai presto!” Disse Letha.

Poi la ragazza fece degli strani segni nell’aria e gettò una polvere rossa addosso allo sventurato Morano. Lui, lipperlì sentì solo un gran caldo, ma dopo alcuni minuti gli sembrò di bruciare vivo.

“Ahhh! Cosa mi hai fatto strega maledetta!” Disse Morano.

“Ti ho gettato addosso la maledizione del fuoco eterno!” Disse con voce sibilante e aggiunse,” tu sentirai per sempre il tuo corpo bruciare pur on rilevando danni fisici e resterai così! Non ti sarà permesso di morire!”

“Ahhh!!! Nooooo!!! Uccidimi!!!! Ti pregoooooooooo!!!!!!!”

“Ti murerò vivo nei sotterranei di questa chiesa dove ti ciberai di ratti, scarafaggi, cimici, lucertole e altre creaturine schifose e  berrai il piscio che ti arriverà dagli scarichi che ho deviato. Inoltre ti sarà impedito il suicidio,  perché maledicendoti, ho anche messo un blocco alla tua mente che ti impedirà di suicidarti, inoltre ti ho somministrato l’elisir di lunga vita! Vivrai mille, duemila anni anche al buio di quel sotterraneo mangiando merda e bruciando, bruciando come sono bruciata io!”

“Noooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”

Letha mise in atto la sua minaccia murando vivo il giudice corrotto. Dentro di se provava un enorme soddisfazione, un enorme senso di potere  sapendo che avrebbe inflitto ai suoi carnefici una sofferenza mille volte superiore di quella che lei aveva subito. La sua vendetta era iniziata e non si sarebbe fermata fino a quando non li avrebbe stroncati tutti, dal primo all’ultimo.


FINE EP.