SPETTERS
IL ROSSO 01
Daniele Orlandini
L'arrivo
di Spetters
Era una domenica primaverile e a Perignano
era una bella giornata. Quasi tutti i giovani volevano
andare al mare.
Non però Alessandro, e neanche tre dei suoi
amici, loro infatti volevano andare in discoteca speravano
di riuscire a conoscere alcune ragazze già da
loro precedentemente adocchiate.
Erano tutti e quattro belli e benestanti. Non gli
sarebbe stato difficile fare nuove conquiste, bastava
avessero un po’ di grinta. Alessandro addirittura
era talmente conteso che molte lo andavano a cercare
a casa.
Lo stesso Graziano, mentre Marco riusciva spesso
grazie alla sua simpatia e Riccardo aveva la battuta
pronta per ogni occasione. Un altro ragazzo, un tempo,
faceva parte di quel gruppo, ma era misteriosamente
scomparso, ed era proprio lui l’argomento della
loro conversazione durante il tragitto.
“Qualche mese fa Daniele era con noi e adesso è scomparso
e non fa ritorno, non riescono a trovarlo, che cosa
gli sarà successo?”
Riccardo sospirando alzò le spalle.
”Non lo so! A me ha detto solamente che doveva
sbrigare delle faccende. Da solo. Infatti se ricordate
bene i giorni che precedettero la sua scomparsa lui
quasi non usciva più.”
“ Era come…non so, come se rimuginasse
su qualcosa, come se avesse un importante decisione
da prendere e non sapesse decidersi. Sembrava quasi
come se si trovasse tra due fuochi, come se si trovasse
immerso nella melma fino al collo e non sapesse come
uscirne, almeno era questa l’impressione che
mi dava con i suoi discorsi. Però non si confidava,
nonostante lo avessi invitato a farlo, ma era divenuto
scontroso e chiuso in se stesso.”
“ Per la verità io ci ho parlato il giorno
prima che sparisse, ricordo benissimo le sue parole,
perché mi allarmarono non poco!”
Flashback:
il giorno prima della sua scomparsa, Daniele andò dal
suo migliore amico e compagno di lotte Alessandro.
“Alessandro, ne abbiamo passate tante, tu sei
il mio migliore amico per cui voglio confidarti una
cosa molto importante.”
“ Confidati pure, sai che puoi contare sul mio
aiuto e quello dei ragazzi!”
“Le tue parole mi sono di grande conforto! Fino
ad ora ci siamo sempre guardati le spalle l’un
l’altro, in molti casi mi hai aiutato molto!”
“Lo farò ancora, stai tranquillo! Anch’io
devo molto a te, tutti debbono molto a te! Però ora
confidati, poiché dal tuo ansimare si vede benissimo
che c’è qualcosa che ti rode.”
Daniele sospirò: “ Vedi giusto! Però purtroppo
questa volta ne tu ne i ragazzi potete nulla. Si tratta
di una cosa terribile che però devo risolvere
da solo. Mi trovo sull’orlo di un precipizio
di cui non vedo la fine. Devo prendere una decisione
che probabilmente comprometterà il mio avvenire!
E la cosa peggiore è che non posso fare a
meno di prendere questa decisione, non posso fare
a meno di saltare in questo precipizio.”
E dopo si chinò singhiozzando.
Preoccupato per l’amico Alessandro incalzò.
“Cosa è successo di tanto terribile? Qual’ è questa
terribile decisione che devi prendere?”
“Questo, amico mio, non posso assolutamente dirtelo,
ti posso solamente dire che tutto cambierà anche
se quello che accadrà è oltre le mie
previsioni. Comunque voglio che tu sappia una cosa,
qualunque cosa accada e qualunque cosa possano dire
di me sappi che il mio solo interesse è sempre
stato quello di fare del bene, anche se a volte per
fare del bene sei costretto a rinnegare te stesso.” – Disse
Daniele abbassando gli occhi.
Quelle furono le ultime parole di Daniele udite da
Alessandro, infatti il giorno dopo non tornò a
casa .
“Ricordo bene lo scompiglio che ci fu! I suoi
familiari erano tutti allarmati!” Disse Riccardo.
“Ora basta parlarne però! Altrimenti saremmo
di cattivo umore! Pensiamo a divertirci, dopotutto è domenica
e anche lui amava divertirsi la domenica! Divertiamoci
anche per lui e teniamogli in caldo una ragazza per
quando tornerà.”
Arrivarono alla discoteca molto presto rimanendo
un po’ fuori per osservare le ragazze che entravano.
Ne passarono molte, delle quali alcune erano davvero
carine, una in particolare che fece perfino l’occhiolino
a Alessandro. Lui, senza perdere tempo le andò dietro
e non gli fu difficile attaccare discorso con lei.
Però anche gli altri non furono da meno, infatti
riuscirono, insistendo pochissimo, a fare amicizia
con ragazze altrettanto carine.
Il bene iniziale venne subito comunque compensato dal
male, infatti alcuni ragazzacci, invidiosi delle conquiste
dei quattro amici, si raggrupparono con altri facendo
ogni genere di scherzo in particolare modo a Alessandro.
Quest’ultimo, dato che voleva solo divertirsi
e non scatenare una rissa, per un po’ tentò di
ignorare e stare calmo, però quando vide che
esagerarono (uno di loro versò il caffè addosso
alla ragazza) decise che era venuto il momento di
dar loro una lezione di buone maniere.
Afferrò la mano a uno di loro senza mettere
troppa forza. Lui, credendolo un debole strinse con
forza tentando di stritolargli la mano. Con sua grande
sorpresa e indignazione vide però che Alessandro
rimaneva tranquillo.
Pensò, forse sperò che fingesse e che
in realtà non resisteva dal dolore così si
concentrò per stringere di più.
Però sentì lui stesso un forte dolore.
Dapprincipio tentò di non farlo notare ma la
mano di Alessandro stringeva sempre di più,
pareva fosse d’acciaio. Alla fine, quando il
dolore divenne insopportabile il ragazzaccio non ce
la fece più a fingere e iniziò a urlare
a squarciagola, poi si chinò piagnucolando
e supplicando.
Un altro di quei ragazzacci tentò di colpirlo
ma Alessandro, colpendo dal basso verso l’alto
arrivò al suo mento con un tremendo colpo
che gli fece volare qualche dente.
Comunque la rissa (almeno quella che volevano fare
quei ragazzacci) ebbe subito termine, infatti un
branco di militari ubriachi si era messo a fare confusione
e i ragazzacci furono i primi a prenderle sode perché si
credevano di fare i furbi. Poi le presero anche i
buttafuori, i militari spaccarono loro i denti con
delle spranghe di ferro.
Il bello comunque venne quando i militari iniziarono
a molestare delle ragazze, quelle che si rifiutavano
venivano picchiate. Poi un militare prese per un
braccio la ragazza che si trovava con Alessandro,
il quale, infuriato, parlò al militare sforzandosi di
ragionare con lui. Il militare non voleva capire allora
Alessandro riprovò.
Il militare addirittura gli rise in faccia dopo il
secondo tentativo ma Alessandro sforzandosi riprovò una
terza volta. Il militare lo mandò a quel paese
allora Alessandro lasciò partire il pugno
che tanto aveva trattenuto.
Al militare volarono per terra tutti i denti, ma
questo fatto destò l’attenzione di tutti
gli altri militari i quali si gettarono velocemente
addosso ad Alessandro.
Allargando le braccia sbaragliò la prima mandata,
ma i militari erano una cinquantina e tutti molto
forti.
Inevitabilmente finirono per avere la meglio su di
lui e i suoi amici accorsi in suo aiuto.
Poi uno dei militari esagerò: dopo aver preso
un accendino diede fuoco ai capelli di una ragazza
la quale, spaventata a morte iniziò a correre
con la chioma in fiamme mentre i militari sadicamente
ridevano.
In quel momento il fuoco si spense a causa di una
ventata improvvisa prima che potesse fare dei danni
alla ragazza, poi una moto che parve passare attraverso
il muro entrò nella
discoteca e salì le scale.
La cosa avvenne talmente in fretta che nessuno riuscì a
vedere bene il guidatore, videro solo la sua sagoma.
Un militare, incazzato per essere stato privato del
divertimento salì le scale a sua volta solo
per tornare giù in fiamme urlando.
Un altro venne trovato impiccato mentre il rombo della
moto continuava creando un aura di terrore tra i militari,
i quali comunque tentavano di farsi coraggio brandendo
spranghe e coltelli per far fuori il misterioso motociclista.
Però uno per uno vennero eliminati nei modi
più diversi: uno si trovò a fare il volo
dalla finestra più alta; un altro si trovò senza
un pezzo di gola; due vennero infilzati assieme da
un arpione; uno si trovò un’ascia piantata
in piena faccia; uno si mangiò un grosso sasso;
uno si prese le dita negli occhi; a un altro venne
fatta volare via la mascella con una pedata; a un altro
fu fatto sparire il naso con un pugno sovrumano mentre
una gran parte di loro andò semplicemente
a schiantarsi contro le pareti dopo aver tentato
vanamente di fare fronte al misterioso uomo con la
moto.
Comunque anche Alessandro non stette fermo, dopo essersi
liberato diede una mano allo sconosciuto.
Stritolò la mano a un militare mentre a un
altro con un pugno gli fece piegare la testa di lato.
I militari erano quasi tutti sistemati. I pochi ancora
operativi tentavano di chiamare aiuto via radio.
Il trasmettitore però improvvisamente esplose
e pezzi di metallo rovente si conficcarono addosso
ai militari.
Quello che teneva la radio in mano aveva la mano nera
e gli era partito qualche dito.
Gli altri tentavano ancora di fermare il misterioso
personaggio, del quale si riusciva ad intravedere soltanto
il contorno e si notava anche il fatto che vestiva
di rosso, probabilmente aveva una calzamaglia.
Una gettata di acido solforico in faccia scoraggiò il
militare che si trovava più avanti, mentre altri
due furono invece scoraggiati quando lo sconosciuto
cavò loro gli occhi con un rapidissimo movimento.
L’ultimo dei militari tentò la fuga
ma, arrivato alla porta si accorse con orrore che
non si apriva.
Vedendo lo sconosciuto dietro di lui provò a
chiedere pietà.
In quel momento un ringhio spaventoso venne udito
in tutta la discoteca, seguito da un urlo di dolore
disumano, poi ogni grido cessò. La moto fu vista andar
via e per la seconda volta sembrò che attraversasse
il muro, mentre il militare rimase in piedi davanti
alla porta .
Le luci quando vennero accese rivelarono però un
agghiacciante verità: il militare era rimasto
in piedi davanti alla porta perché vi era stato
inchiodato e col suo sangue per terra c’era
la scritta SPETTERS IL ROSSO.
A quella visione la gente rabbrividì e mormoravano
tra loro facendo commenti sul fatto.
“Mio Dio! Spetters! Era Spetters allora! E’ stato
lui che ha sconfitto i militari! E’ terribile!
Quel mostro ha terrorizzato mezza Italia!” Disse
una ragazza.
“Si, però avevano detto che era morto!” Disse
un ragazzo.
“Si saranno sbagliati! Molte volte era stato
dato per morto ma è sempre tornato” Disse
un altro.
Tutti sapevano bene di Spetters, infatti al telegiornale
per molto tempo ne parlavano, da alcuni mesi un terribile
Criminale che rivendicava quel nome aveva iniziato
a uccidere, lasciandosi dietro una paurosa scia di
cadaveri con la sua firma scritta per terra col sangue
delle sue vittime. Fino ad allora aveva colpito per
lo più al nord della penisola distruggendo
un circolo sottufficiali, usando una chiesa per esperimenti
di magia nera, lanciando maledizioni e uccidendo
chiunque si trovasse sulla sua strada.
La polizia arrivò in fretta arrestando i militari
ancora vivi (due o tre soli non di più) e
facendo delle
domande su Spetters. Ma nessuno lo aveva visto bene
inoltre erano spaventati da lui.
Tornando a casa i quattro amici parlavano di Spetters:
“A sentire ciò che dice la gente Spetters è davvero
una minaccia, nessuno adesso sarà più al
sicuro.” Disse Riccardo.
“Dipende dai punti di vista. Intanto ci ha salvato
dai militari, non so cosa sarebbe successo se non fosse
intervenuto lui, probabilmente una ragazza sarebbe
rimasta sfigurata o peggio, tanto per cominciare, per
non parlare di quello che sarebbe successo a noi e
a molta altra gente. Per quanto riguarda il circolo
sottufficiali al telegiornale dissero in seguito che
erano stati scoperti traffici di droga legati ad esso
a scapito dei ragazzi delle scuole medie vicine.” Disse
Alessandro con voce grave.
Riccardo sussultò. ” Dico! Non ti starai
per caso mettendo dalla parte di quel criminale!”
“Io sto solo raccontando i fatti, poi ognuno giudichi
da solo.”
“Sapete una cosa ragazzi? La scomparsa di Daniele
coincide più o meno con l’arrivo di spetters!
Secondo me lui ha fatto qualcosa a Daniele, forse lo
ricattava!” Disse Graziano.
“Non hai prove per affermare ciò! Anzi sapete
cosa farò? Chiederò a Spetters di aiutarmi
a trovare Daniele, metterò un annuncio sul giornale.” Disse
Alessandro.
“Ma sei impazzito!?! Non dirai sul serio! Quello
ti ammazza senza pensarci due volte!” Disse Riccardo.
“Io gli chiedo solo un favore! Lo pago anche se
mi aiuta, perché dovrebbe uccidermi?” Disse
Alessandro.
Qualche giorno dopo Alessandro stava facendo una girata
in macchina quando gli scoppiarono due ruote.
Erano stati dei militari a spararci perché,
avendo letto l’annuncio sul giornale pensavano
che Alessandro sapesse dove trovare Spetters, per poter
vendicare i loro amici.
Alessandro non sapeva nulla, ma loro non volevano capirlo
e diedero fuoco alla sua macchina, poi lo minacciarono
con una torcia fiammeggiante.
Improvvisamente uno di loro venne afferrato e tirato
sopra un albero da qualcosa. I militari lo videro sparire
tra le foglie che improvvisamente si macchiarono di
sangue.
Un militare notò un’ombra muoversi e sparò,
senza però colpire nessuno e non riuscì a
sparare di nuovo perché un pugnale lo colpì conficcandoglisi
in un occhio e raggiungendogli il cervello. Dalla ferita
il sangue sbrillava come da una fontana e il militare
rimase alcuni secondi in piedi dondolando prima di
cadere con la faccia per terra facendo così in
modo che il pugnale si conficcasse ancora più in
profondità. Sotto di lui si era formata una
pozza di sangue. Poi, velocemente, qualcuno passò in
mezzo a loro, prese la torcia e successivamente i militari
sentirono
arrivarsi addosso dell’alcol. Poi la torcia volò in
mezzo a loro. Trasformati in torce umane corsero via
urlando.
Alessandro non riuscì a vederlo bene ma capì che
si trattava di Spetters il rosso e lo chiamò,
ma lui rimase nascosto dietro la siepe e Alessandro
non riusciva a vederlo.
“Tu sei Spetters vero?”
“Può darsi, che cosa vuoi da me’”
“Vorrei il tuo aiuto per ritrovare un mio amico
scomparso, Daniele Orlandini!”
“Non posso aiutarti! Lascia perdere! E’ meglio
se non ti immischi in certe cose.”
“Perché?”
“Credo di sapere cosa gli è successo! Non
si può più fare nulla per lui. Potrebbe
anche tornare, ma non sarà più lo stesso
Daniele che conoscevi.”
“Come puoi dirlo?”
“Non hai detto che sono Spetters?” Disse
lo sconosciuto andandosene.
Alessandro era molto preoccupato per il suo amico.
Sentiva che Spetters gli aveva detto la verità e
si rendeva conto che doveva trovarsi in guai grossi.
Però non si dette per vinto e continuò a
fare domande in giro e a cercarlo.
Le teorie sulla scomparsa di Daniele erano molteplici:
c’era chi sosteneva che si fosse dato alla droga;
chi diceva che era stato rapito dagli ufo; qualcuno
diceva che si era suicidato per delusioni amorose e
qualcuno addirittura pensava che fosse andato a lavorare
per il governo in segreto.
Per Alessandro erano tutte assurdità, infatti
Daniele stava lontano dall’alcol e non aveva
mai fumato una sigaretta, figurarsi se si drogava,
ed era anche da scartare l’ipotesi che lavorasse
per il governo dato che lo detestava, inoltre era da
scartare la poco credibile ipotesi degli ufo e mai,
per nessuna ragione al mondo si sarebbe suicidato.
Alessandro punzecchiava i suoi amici per andare alla
ricerca di Daniele e, dopo aver raccontato loro del
suo dialogo con Spetters li esortava con rinnovato
zelo.
Tutti e quattro alla fine decisero di recarsi da un
potentissimo medium specializzato in persone scomparse.
La strada per arrivare al medium era tutta buia. La
tetra casa sul fondo della strada sterrata sembrava
uscita da un film dell’orrore. I quattro si chiedevano
cosa li aspettasse lì dentro e quasi volevano
rinunciare.
Ma Alessandro, nonostante anche lui avesse i brividi,
sapeva che il medium non era un ciarlatano e poteva
essere l’unica speranza di trovare l’amico
scomparso, per cui forzò per non rinunciare.
Bussarono alla porta, una vecchia dall’aspetto
sinistro gli aprì indicandogli la sala senza
dire una parola.
Si impressionarono ancora di più entrando nella
sala: era una stanza tetra e buia. Poche candele illuminavano
le pareti, tappezzate con immagini sinistre.
Il medium, un tipo molto magro con la faccia quasi
scheletrica li fece sedere al tavolino e loro chiesero
se poteva aiutarli a rintracciare Daniele, Alessandro
gli diede anche degli oggetti appartenuti all’amico
e una sua foto.
Il medium abbassò lo sguardo verso gli oggetti
poi parlò:
“Adesso chiederò al mio spirito guida, formate
la catena medianica e svuotate le vostre menti”
La voce del medium era tremula e cupa, Alessandro era
sempre più convinto che non fosse una buona
idea ma dato che ormai erano in ballo tanto valeva
andare fino in fondo.
Il medium disse, mentre loro si concentravano, che
avrebbe anche tentato di contattare lo spirito di Daniele,
cosa che avrebbe verificato se era vivo o morto.
Il medium chiamò lo spirito di Daniele e sembrò che
un qualcosa entrasse dentro di lui. Poi però iniziò ad
agitarsi, a sbavare e a vomitare sangue, poi una forza
sconosciuta lo spinse contro il muro. Dopo iniziò a
levitare tra lo sbigottimento e la paura dei quattro
e, con una voce che non era la sua iniziò a
parlare.
“ Daniele…. Daniele vedo morte ma no! Vedo
anche terrore e distruzione! Scelte terribili sono state
fatte! Daniele dato sua vita, ma le conseguenze…..adesso
un essere terribile si aggira sulla terra…. Nessuno
sicuro mai più…….”
Poi il corpo del medium cadde per terra iniziando a
tremare. Le sue pupille erano diventate bianche e non
riusciva più a riprendersi. I quattro erano
terrorizzati. Dopo quindici minuti arrivò la
vecchia che riuscì, con molta fatica a farlo
riprendere.
Il medium si rialzò tutto intontito e i quattro
amici lo aiutarono a sedersi.
“ Cos’è successo? Che notizie ci dai
del nostro amico?” Chiese Alessandro.
Il medium li guardò tutti male per alcuni secondi,
poi gridò a squarciagola.
“Fuori di qui ! Fuoriiiiiiiiiiiii!!!!”
“Ma dobbiamo sapere del nostro amico…”Disse
Graziano.
“Fuoriiiiiiii!!!!!! Andate via e non tornate mai
più! Non ho niente da dire!”
“No! E’ evidente che hai scoperto qualcosa
e non andremo via finche non ci avrai detto tutto!” Disse
Alessandro.
“Non c’è nulla da dire, credete a
me se vi dico che è meglio non immischiarsi in
certe cose! Prendete i vostri soldi e andatevene!”
Li buttò letteralmente fuori. Rimasto solo,
ripensò alla seduta, alle cose inconcepibili
che gli erano state rivelate.
Non c’era alcun dubbio, Daniele era morto, ma
poi era ritornato in vita richiamato da forze oscure.
Tutta l’umanità avrebbe patito per le
nefandezze inconcepibili che erano successe. Il medium
sapeva a cosa sarebbe andato incontro il mondo, sapeva
ma non aveva il coraggio di rivelarlo, tanto sapeva
che né lui né altri avrebbero potuto
farci nulla.
Intatto un'altra idea balenò nella mente di
Alessandro, e la fece presente agli altri, quella che
Daniele fosse andato ad allenarsi al Castello Degli
Spettri.
Il Castello Degli Spettri, così era chiamata
una zona maledetta adiacente al paese. Era una zona
recintata dichiarata stato indipendente ove gli abitanti
erano ridotti in schiavitù. Al centro della
zona vi era un enorme castello ove venivano allenati
giovani ai quali venivano promessi straordinari poteri.
L’unica condizione era quella di trasferirsi
al castello per diversi mesi senza mai uscire.
Però molti di quelli andati là erano
scomparsi. Alessandro si chiedeva come mai il governo
italiano non intervenisse, dato che anche se la zona
era molto grande, mancava dell’appoggio di ogni
partito, del governo italiano e anche di ogni governo
straniero.
Daniele, attratto com’era dal mistero avrebbe
potuto anche addentrarsi laggiù.
Alessandro avrebbe voluto impegnare i ragazzi per una
missione laggiù alla ricerca di Daniele, ma
tutti, tranne lui, erano impegnati in una missione
in terra straniera per cui tentò di convincere
i suoi 3 amici ad andare laggiù a cercare Daniele.
“Ma ti sei bevuto il cervello? Nessuno esce vivo
da là, nessuno!” Disse Graziano.
“Questo non puoi dirlo! Sappiamo solo che chi è andato
là è scomparso, anzi, si presume, dato
che nessuno ha mai detto apertamente che andava là.” Disse
Alessandro.
“E’ vero! Però, anche se nessuno lo
ha mai detto apertamente, si sapeva da altre persone
che gli scomparsi avevano più volte manifestato
l’intenzione di andare laggiù.” Disse
Riccardo.
In quel momento giunse il fratello minore di Alessandro
il quale aveva udito buona parte della conversazione.
“Va bene! Se nessuno di voi vuole venire andrò da
solo!” Disse Alessandro.
“Non lo fare!” Disse suo fratello.
“Ma Daniele potrebbe essere tenuto prigioniero!
Devo tentare di trovarlo, lui mi ha salvato la vita molte
volte, e ha anche salvato molta gente, non possiamo lasciarlo
perdere, se c’è una possibilità,
anche una sola di trovarlo….” Disse Alessandro.
“Cosa vuoi dire con questo? Sappiamo che è un
tipo in gamba ma tu lo descrivi come un eroe, c’è qualcosa
che non sappiamo?” Disse Marco.
“ Va bene! Dovete sapere che io, lui e altri ragazzi….”
“Ci andrò io! Tu devi rimanere non ricordi?” Lo
interruppe suo fratello.
Poi lo chiamò da parte:
“Non devi rivelare cosa fate tu e i ragazzi, cercate
di mantenere l’anonimato.”
“Non preoccuparti, non siamo mai stati troppo anonimi,
in molti sanno già delle nostre imprese, tempo
poco e diverremo un gruppo ufficiale come il Pronto Intervento.” Disse
Alessandro.
“Va bene, comunque finche potete state in incognita,
comunque andrò io a cercare Daniele! E’ tanto
che voglio prendere parte alle vostre imprese e adesso
ne ho l’occasione!”
“Non se ne parla! E’ pericoloso, e tu non
sei ancora preparato a correre simili rischi!”
“Però adesso sei l’unico dei ragazzi
rimasto qui e hai la responsabilità di fare la
guardia alla sede! Devi stare alla radio per eventuali
richieste d’aiuto, inoltre devi anche essere pronto
a intervenire in caso di emergenza! Se scompari anche
tu chi farà queste cose?”
Alessandro chinò il capo.” Hai ragione
ma non ho scelta, tanto i miei compagni non avranno
certo bisogno di aiuto, qualunque sia la minaccia certamente
la spunteranno, inoltre la sede per qualche giorno
potrà restare vuota.”
“Non sono d’accordo! Se sono andati tutti
assieme deve essere qualcosa di terribile, e non puoi
permetterti di tralasciare la possibilità che
abbiano bisogno d’aiuto! Senti, andrò laggiù e
poi riferirò a te cosa ho visto!”
“No! Troveremo un'altra soluzione!”
Poi si riunirono nuovamente agli altri e tutti assieme
andarono a spasso per le strade del paese.
Erano arrivati sulla piazza principale e si sedettero
sulla panchina, osservando le stelle e le belle ragazze
che passavano di tanto in tanto.
Però la loro quiete era destinata ad essere
interrotta perché quattro teppisti armati li
assalirono mettendo fuori combattimento Graziano, Marco
e Riccardo.
Però Alessandro era abituato a situazioni simili
e suo fratello era stato allenato da lui per cui in
breve tempo sbaragliarono i quattro teppisti.
“ Sono alcuni teppisti che io e i ragazzi abbiamo
sgominato mesi fa! Se sono di nuovo in giro non potrò certo
andarmene, devo rimanere per contrastarli ! Però cercherò Daniele
in ogni modo e quando i ragazzi torneranno invaderemo
il Castello Degli Spettri!” Disse Alessandro.
“Nel frattempo io farò delle indagini sul
Castello Degli Spettri!”
“Sei testardo! No! E’ troppo pericoloso!
Non sei ancora abbastanza allenato!”
“Ormai ho deciso!”Disse suo fratello andandosene.
Alessandro era preoccupato, sia per Daniele che per
suo fratello, il quale pareva ignaro del rischio che
correva.
Così andò a casa per cercare di dissuaderlo.
Intanto, nella notte, un gruppo di spacciatori aveva
bloccato una ragazza di 16 anni e volevano darle la
droga per forza. Graziano, passando di lì per
andare a casa notò la scena e si fermò per
intervenire. Però un tremendo diretto lo stese
subito e con la siringa uno di loro tentò di
drogarlo. Ma qualcosa gli cadde addosso da un albero,
una terribile sagoma a forma di persona che era feroce
come una belva. In poco tempo il criminale si ritrovò con
la gola squarciata. I suoi compagni non riuscivano
a vedere chi l’aveva ridotto così perché era
buio e lui stava nell’ombra. Tentarono di sparare,
ma non lo colpirono e quello che sparò si trovò con
i suoi stessi occhi in mano.
Il terzo del gruppo era esperto nel combattimento col
coltello, addirittura ritenuto invincibile dato che
non era mai stato battuto, per cui sfidò lo
sconosciuto a un combattimento con i coltelli.
Il criminale era molto abile e per un attimo sembrò avere
la meglio. Poi però lo sconosciuto fece una
finta in alto, per poi riabbassarsi all’improvviso
conficcandogli il pugnale nei testicoli fino ad arrivare
alla vescica.
Il criminale rimase in piedi sbalordito poi parlò:
“Ohhh, ma come sei stato bravo! Io credevo diessere
imbattibile, però ho ancora molto da imparare!
Sono contento di averti incontrato perché è un
onore essere battuto da uno così abile, grazie
di avermi sconfitto! Sono contento di morire per mano
tua.”
Lo sconosciuto stette zitto e, dopo che il criminale
morì, si voltò per andarsene.
“Aspetta! Fatti vedere!” Disse la ragazza.
“Non posso farlo adesso, comunque spero di rivederti.”
Per terra, col sangue dei criminali c’era scritto
SPETTERS INCUBO ROSSO
FINE EPISODIO