SPETTERS
IL ROSSO 02
Daniele Orlandini
Spetters
incubo rosso
Il
bar ristorante Da Milo si trovava alla periferia
di Perignano e in origine era destinato per lo più a
camionisti.
Però i tramezzini squisiti, i piatti favolosi
e il caffè da favola attiravano una moltitudine
di clienti da tutte le parti.
Sfortunatamente però quella volta avevano attirato
dei clienti non graditi.
Erano chiamati i Teppisti Gialli per via della loro
eccentrica abitudine di tingersi la faccia con strisce
gialle di vernice e di macchiare con vernice gialla
i luoghi delle loro scorrerie . Stupravano, rubavano
e uccidevano senza esitare.
Si erano recati Da Milo sapendo per l'appunto che era
frequentato da belle ragazze e anche da benestanti.
Avevano appena messo sottosopra tutto il locale, malmenato
e derubato i clienti e stavano accingendosi a spogliare
le ragazze. Il gestore sene stava rannicchiato sotto
quello che restava del bancone e osservando il telefono
omai messo fuori uso dai vandali.
Mentre alcuni teppisti spogliavano le ragazze, altri
facevano la guardia ai clienti pestati e prestavano
attenzione se da fuori arrivava qualcuno.
Ad un tratto, i teppisti notarono una macchina che
si avvicinava.
Saverio, un rappresentante sessantenne, cliente occasionale,
si recava Da Milo ogni volta che il suo giro d'affari
lo portava da quelle parti. Fermò la macchina
avviandosi verso la porta, ma quando fece per entrare
fu aiutato da una spinta e una pedata sul fondoschiena.
Successivamente fu bastonato per bene e gettato nel
mucchio.
Saverio era un uomo orgoglioso e in passato aveva praticato
il karatè riuscendo a diventare un esperto.
Si rialzò velocemente e colpì in faccia
con un calcio un teppista facendolo sanguinare, poi,
con un pugno preciso, ne fece volare un altro molto
lontano. I teppisti però erano tanti e tutti
delle belve umane e, in breve tempo gli furono addosso
e lo colpirono ripetutamente a pugnalate e bastonate
alla testa. Poi, dopo essersi divertiti a turno con
le ragazze, violentandole, picchiandole e strinandole
con sigarette e sigari,incendiarono il locale e andarono
via canticchiando.
Tempestivamente il P.i.( Pronto Intervento, un associazione
di volontari dediti principalmente al pronto soccorso,
alle calamità naturali e a combattere il male
) si recò a spegnere l'incendio. Le persone
stavano tutte bene, nonostante i vari traumi subiti
dalle ragazze e le contusioni dei clienti, tranne Saverio,
il quale era morto dissanguato.
La domenica pomeriggio al bar di Perignano era commentato
da tutti l'accaduto e anche Alessandro, Riccardo e
Graziano non parlavano d'altro.
Accidenti! Adesso c'è scappato anche il morto!
I Teppisti Gialli divengono sempre più cattivi
e pericolosi!
Certo Riccardo! Ho visto le testate all'edicola stamattina
e la gente nel mio rione non parlava d'altro! Prima
distruggono segnali stradali, poi incendiano i pollai,
stuprano e torturano ragazzine , era evidente che prima
o poi avrebbero ucciso! Disse Graziano.
Riccardo deglutì; Quello che è peggio è che
adesso si sono stabiliti in una zona qua vicino!
Già! Se non sene vanno ho paura che presto celi
vedremo arrivare qui, mamma mia!
Mi vengono i brividi solo a pensarci! Alessandro! Cosa
pensi di tutto ciò? Non hai ancora detto una
parola!
Scusate amici Disse voltandosi verso di loro Ero distratto!
Una settimana fa mio fratello minore è voluto
andare al Castello Degli Spettri per avere notizie
di Daniele, e non è più tornato!
Graziano tentò di rasserenarlo: Non credo che
gli sia successo qualcosa, probabilmente starà indagando!
So che è molto abile come investigatore! Andiamo
in discoteca e cerchiamo di pensare positivamente,
altrimenti non rimorchieremo.
Alessandro si tranquillizzò un po', tantopiù sapeva
che presto i ragazzi sarebbero tornati dalla missione
e avrebbe così potuto dare inizio ad una bell'
indagine con tutta la squadra al completo.
Andarono in discoteca intenzionati a divertirsi e,
dopo essersi messi in pista a ballare, conobbero alcune
Coetanee.
Comunque, specialmente in quel periodo, teppisti e
vandali si trovavano un po' da tutte le parti e quel
giorno fecero una capatina anche in quella discoteca.
Iniziarono a buttare tutto all'aria e ad insultare
e spingere la gente. Uno di loro spinse Alessandro
mentre
corteggiava una ragazza e la cosa lo mandò in
bestia: con un pugno mandò via uno di loro,
mentre un
altro cercava di sopraffarlo lo stese con un calcio
al basso ventre.
Pezzi di merda! Venite avanti se n' avete il fegato!
Però, nonostante le audaci parole presto fu
sopraffatto dal numero dei vandali che lo pestarono
a sangue.
Poi, inferociti ancora di più molestarono le
ragazze palpando loro il sedere, i seni e tentando
di spogliarle
E quelle che opponevano resistenza erano prese a schiaffi
e anche a pugni.
Improvvisamente una misteriosa figura in motocicletta
entrò in discoteca sbaragliando tre di loro.
La motocicletta sembrava essere passata attraverso
le pareti lasciando tutti estrefatti, vandali e vittime.
La misteriosa figura, sempre rimanendo nell'ombra,
saltò addosso ad un vandalo, ma un altro di
loro accese
le luci illuminando il misterioso individuo: aveva
una calzamaglia rossa con tanto di cappuccio, cappuccio
che gli arrivava fino al naso, ma dei nastrini partivano
da dove finiva il cappuccio arrivando fino al mento
rendendo in questo modo ancora più difficile
un identificazione della persona. Aveva un teschio
con due
ossa ad ics disegnato all'altezza della fronte e uno
scheletro capellone in moto disegnato all altezza del
petto.
Una cintura cingeva il suo bacino piena di svariate
boccette e alla sua destra aveva una fondina con la
pistola mentre alla sua sinistra un lungo pugnale.
I suoi occhi brillavano di una gran brama di sangue,
non c'era alcun dubbio, era Spetters il rosso.
Accidenti! Lo riconosco dalle foto sui giornali! E'
Spetters! Spetters l'assassino!
Anche se fosse il Padre eterno non farebbe alcuna differenza!
Forza diamogli una lezione!
Un ragazzaccio tentò di saltargli addosso, ma
Spetters si concentrò: il ragazzaccio fu preso
da uno strano
malore e si piegò in avanti vomitando sangue.
Un altro tentò di sorprenderlo alle spalle,
ma, come se avesse gli occhi sulla nuca, Spetters lo
vide e lo
Colpì con un tremendo calcio all'indietro e
lo fece volare contro le bottiglie del bar.
Due di loro, sia pure un po' titubanti, si fecero avanti
per affrontarlo assieme, ma lui, dopo aver schiacciato
Il naso con un pugno ad uno di loro, velocemente si
accucciò entrando fra le gambe dell'altro. Poi,
velocemente, si rialzò con il vandalo a spalle.
Il ragazzaccio era spaventato e aveva paura di cadere
per terra, per cui non fece nulla, sperando che Spetters
lo mettesse giù senza fargli troppo male.
Improvvisamente Spetters si mise a correre in maniera
disordinata facendo oscillare il vandalo il quale implorava
Spetters di smetterla, poi piangeva. Spetters poi corse
in cima alle scale e, saltando molto in alto, rovesciò mentre
stava per toccare di nuovo terra, il ragazzaccio sui
gradini con tutto il peso del suo corpo.
Gli altri tirarono fuori catene e coltelli e piombarono
verso di lui. Spetters, con calma, prese la pistola
e sparò colpendo uno di loro ai genitali, mentre
un altro lo stese con una pedata al basso ventre. Uno
di loro aveva una pistola e tentò di sparargli,
ma Spetters, implacabile, gli tirò il pugnale
colpendolo al cuore. Il sangue sgorgava dalla ferita
ad intermittenza e il teppista lasciò cadere
la pistola e, urlando, cadde per terra.
Un altro provò a bastonarlo ma Spetters, dopo
avergli sparato alle ginocchia, con la mano messa ad
artiglio
gli strappò parte della faccia. Gli saltarono
addosso in cinque ma Spetters, come una furia scatenata
li colpì
velocemente e i teppisti tornarono indietro via aerea
ed andarono a spiaccicarsi contro la parete.
Avendo visto la sorte toccata agli altri, gli ultimi
due tentarono la fuga. Spetters però, con un
lungo salto li
raggiunse facendo entrare la testa di uno di loro in
un acquario che fungeva da parete. Naturalmente avendo
spaccato il vetro con la testa il teppista era tutto
ferito e acqua mescolata a sangue cadeva per terra.
Spetters resse ben bene il teppista onde evitare che
togliesse la testa troppo presto. L'altro tentò di
fuggire dalla parte
opposta ma Spetters, mentre reggeva l'altro, con l'altra
mano impugnò il bastone del teppista e glielo
tirò alle gambe con una forza tale che le sue
ossa andarono in frantumi. Poi lasciò andare
quello con la testa dentro l'acquario e andò ad
interrogare l'altro con le gambe rotte.
Allora? Come la mettiamo? Perché gente come
voi crede di poter fare tutto? Non mela dà a
bere! Voi
agite per conto di una banda più grande e questa
doveva essere una specie d'iniziazione!
La voce di Spetters faceva rabbrividire tutti i presenti
e il suo sguardo maniacale faceva capire che le cose
Si stavano mettendo male.
S-s-si! E' così! Dovevamo far vedere che siamo
dei duri, dimostrare che non temiamo nessuno!
Benissimo! Adesso invece dimostrerete che non temete
nemmeno la morte se non mi dite qual è la
banda che ha organizzato tutto, quindi parla altrimenti
ucciderò tè e i tuoi compagni in maniera
efferata!
N- Non posso farlo! Non ci sarebbe scampo per me se
parlo! Mi troverebbero ovunque!
Era visibilmente terrorizzato, aveva una paura folle
di chi lo aveva mandato, paura come del diavolo in
persona.
Spetters lo guardò, poi si voltò come
se volesse andarsene. Poi però si voltò di
nuovo prendendo una mano del ragazzaccio. Iniziò a
spezzargli lentamente ma inesorabilmente tutte e cinque
le dita e nella sala si udivano sinistri scricchiolii
che facevano rabbrividire tutti i presenti, il ragazzaccio
urlava ed aveva le lacrime agli occhi.
Hai più probabilità di sfuggire a loro
che a me, parla adesso! O passerò all'altra
mano! Poi sarà la volta delle orecchie! Poi
del naso! Poi degli occhi! Poi
Nooooooo! E va bene! Parlerò!
Sono tutto orecchie!
Sono stati i famosi Teppisti gialli! Non ammettono
superiorità da parte di nessuno! Vogliono fare
da padroni ovunque! Spadroneggiano già nell'Emilia
Romagna! Noi dovevamo con questa prova dimostrarci
degni di servirli così tramite noi avrebbero
spadroneggiato anche qui! Essi avevano sentito di uno
che aveva sbaragliato i militari in questa discoteca
ed è per questo che ci hanno mandato qui!
Invece avete dimostrato solo che siete delle merde
ed e' mia abitudine schiacciare le merde! Ho sentito
parlare dei Teppisti Gialli, sono solo delle merde
un po' più grosse, ma io li faro a pezzettini
uno ad uno! Poi li darò in pasto ai gatti!
S- Si! Ormai ho visto che sei superiore a loro, ma
mi darai protezione? Io ti aiuterò contro di
loro tanto ormai vorranno la mia pelle!
Arrangiati! Non mi serve il tuo aiuto !
M- ma almeno fai in modo che non mi uccidano!
Va bene! Farò in modo che non ti uccidano! Disse
Spetters.
Spetters portò con se il teppista caricandolo
sulla sua moto, poi mise in moto e partì, uscendo
dalla discoteca.
Il teppista si chiedeva dove Spetters volesse portarlo
e vide che Spetters imboccò una lunga strada
sterrata in salita. La strada ad un certo punto finiva
e c'era un enorme dirupo.
Non possiamo passare di qui Spetters! Dovrai passare
da un'altra strada per portarmi in quel posto sicuro
che avevi detto.
No! Il posto sicuro per te è in fondo a quel
burrone!
M- ma avevi promesso che avresti impedito ai teppisti
Gialli di uccidermi!
Infatti! E manterrò la mia promessa! Impedirò loro
di ucciderti uccidendoti io stesso!
Poi lasciò cadere il teppista nel burrone. Le
urla continuarono lungamente, poi cessarono.
Il giorno dopo la gente al bar polemizzava sull'accaduto
e in particolare modo Alessandro e i suoi amici
Essendo stati diretti testimoni dell'accaduto.
Il vandalo interrogato da Spetters è stato trovato
morto in fondo ad un burrone! Non bastava che lo avesse
fatto parlare, no! Doveva anche ucciderlo! Non conosce
la pietà! Disse Riccardo.
Non conosce la pietà, dici tu? Mah? Però bisogna
vedere le cose da tutti i punti di vista! Intanto dobbiamo
a lui la salvezza ragazzi! Quelli mica scherzavano!
E poi, forse, gli ha fatto un favore ad ucciderlo!
Infatti
è morto senza soffrire, mentre i Teppisti Gialli
avrebbero potuto torturarlo prima di ucciderlo, ho
sentito
certe cose circa il trattamento riservato a chi li
tradisce. Disse Alessandro.
Ma avrebbe potuto anche salvarsi! Disse Graziano.
Non credo proprio! Nessuno è mai sfuggito alla
loro vendetta! Hanno alleati ovunque , alleati dominati
col terrore certo, ma che sarebbero disposti a morire
piuttosto che subire la loro vendetta! Alleati che
lo avrebbero trovato e consegnato a loro. I Teppisti
Gialli sono una vera calamità! Speriamo che
Spetters li faccia fuori tutti o nessuno sarà più al
sicuro. Disse Alessandro.
Come conferma delle parole d'Alessandro circa la pericolosità dei
teppisti, ad un altro bar del paese erano
Giunti quattro di loro con la moto. Il barista capì subito
che si trattava dei Teppisti Gialli e telefonò ai
carabinieri.
I teppisti entrarono nel bar sfondando la porta, poi,
vedendo un vecchio che camminava con le stampelle,
gliele levarono e gli fecero sgambetto facendolo cadere
con la faccia a terra.
Maledetti figli di puttana! È solo un vecchio
invalido e Disse uno alzandosi.
Cosa hai detto faccia di cazzo? Vieni un po' qua!
Lo presero per il bavero della camicia poi uno di loro,
con una spranga di ferro lo colpì fortemente
alle ginocchia, uno dei clienti voleva uscire, ma un
teppista si mise davanti alla porta e, con un calcio
in faccia, lo scaraventò oltre il bancone contro
le bottiglie.
Ormai scatenati, i teppisti iniziarono a picchiare
la gente e a sfasciare tutto mentre il barista pregava
che i
Carabinieri arrivassero in fretta.
Intanto Alessandro, uscendo dal bar, notò un
pulmino di carabinieri recarsi di volata a sirene spiegate
verso l'altro bar e si sentì in dovere di andare
a dare un occhiata.
I Teppisti Gialli stavano sfasciando tutto. D'un tratto
videro i carabinieri giungere lì e, intuendo
che li aveva
chiamati il barista , lo presero scaraventandolo contro
il muro. Poi lo bastonarono e uno di loro iniziò a
saltellarci sopra. I carabinieri entrarono in fretta
al bar intimando con armi alla mano ai teppisti di
arrendersi.
Ma loro velocemente, lanciarono bottiglie contro i
carabinieri e, servendosi delle persone per ripararsi,
sgattaiolarono fuori . I carabinieri, semistorditi,
uscirono a loro volta, ma i teppisti presero a sassate
sia loro che il pulmino. I carabinieri spararono ma
i teppisti, con grand'agilità balzarono sulle
loro moto e, evitando con maestria tutti i colpi di
mitra, investirono i carabinieri stordendoli poi, con
i loro pugnali li sgozzarono.
Altri carabinieri si fecero avanti ma uno dei teppisti
scese al volo dalla moto e, balzando in mezzo a loro
con il pugnale in mano e roteando velocemente su se
stesso li stese tutti e quattro con un solo calcio
e si mise a sgozzarli uno ad uno. Poi, facendo una
capriola in aria, risalì sulla moto al volo.
Un altro carabiniere stava prendendo la mira con la
pistola, ma un teppista scese dalla moto poi gliela
lanciò addosso a tutto gas mandandogli in frantumi
buona parte dell'ossatura.
Giunto in quell'istante, Alessandro prese velocemente
la mano ad un teppista tentando, con la sua forza di
stritolargliela dato che una delle sue principali capacità era
la forza delle sue mani alla quale nessuno poteva sfuggire
.
Però il teppista non mostrava il minimo segno
di dolore nonostante Alessandro usasse tutta la sua
forza.
Alessandro provò con tutte e due le mani sempre
senza il minimo risultato.
Il teppista scoppiò a ridere e, strizzando leggermente,
fece piegare Alessandro sulle ginocchia urlando e piangendo.
Alessandro non ebbe neanche il tempo di stupirsi più di
tanto , perché il teppista lo colpì con
un calcio alla bocca dello stomaco, poi un altro calcio
lo fece entrare nel bar dalla finestra chiusa.
I teppisti finirono tutti i carabinieri, ma altre macchine
, sia di polizia che di carabinieri arrivarono, e anche
i
volontari della misericordia giunsero lì.
Potremmo anche farli fuori senza battere ciglio, ma
perderemmo troppo tempo e noi abbiamo un'importante
riunioni d'affari!
Hai ragione! Ritiriamoci!
Però vorrei anche che ci lasciassimo dietro
dei cadaveri!
Questo non c'era nemmeno bisogno di dirlo!
Prendendo ognuno in mano una tanica di benzina che
avevano tutti attaccato ai fianchi delle moto, partirono
impennando e, saltando al di sopra delle macchine della
polizia rovesciarono le taniche velocemente, poi, prima
che i poliziotti e i carabinieri si rendessero conto
della situazione uno di loro gettò sulla benzina.
Ci fu un enorme fiammata seguita dall'esplosione delle
macchine. Un attimo dopo lo scenario era apocalittico.
Le fiamme erano altissime, per terra c'erano vari pezzi
di quelli più vicini all'esplosione e ovunque
poliziotti e Carabinieri in fiamme correvano urlando
con le grida soffocate dalle fiamme mentre quelli della
misericordia tentavano disperatamente di soccorrerli.
Il puzzo della carne bruciata si sentiva ovunque in
paese.
I teppisti si voltarono assistendo divertiti alla scena.
Oh che sbadato! Mi è caduto un fiammifero, ih!
Ih! Ih!
Ah! Ah! Ah! Ma sei proprio maldestro! Cerca di fare
più attenzione un'altra volta!
Poi andarono via a tutto gas strillando e ridendo a
squarciagola.
Alessandro uscì dal bar tutto insanguinato,
e la terribile scena di carneficina che gli si parò davanti
agli occhi lo fece sentire ancora peggio. Ambulanze
arrivavano in continuazione e i pompieri volontari
della misericordia tentavano di domare l'incendio e
di salvare le forze dell'ordine avvolte dalle fiamme,
ma solo pochi poliziotti riuscirono a salvarsi e in
ogni modo sarebbero restati sfigurati quelli più fortunati,
mentre alcuni sarebbero rimasti ciechi, altri sordi
e altri sulla sedia a rotelle o addirittura paralizzati
completamente oltre che sfigurati.
Alessandro se la prese con se stesso per non essere
stato all'altezza della situazione poi pensò che
forse non era tagliato per far parte della Squadra
Avventura. Avrebbe dovuto proteggere il paese in loro
assenza, invece aveva fallito miseramente.
Giorni dopo la Squadra Avventura tornò dalla
lunga missione, e Alessandro informò loro dell'attacco
dei Teppisti Gialli.
Boggione, un pugile un po' spaccone facente parte della
Squadra Avventura parlò: ah! Quei teppisti si
credono dei grandi ma la mia quartarola gli farà cambiare
idea!
Fatea, l'ipnotizzatore supersnodato del gruppo disse
la sua: e anche noi tutti! Siamo una squadra non dimenticarlo!
Sono troppo forti! Non cederanno certamente ad uno
solo di noi! Ma in gruppo gli faremo passare dei brutti
quarti d'ora. Disse il capo del gruppo.
Il maestoso culturista Perseus parlò: la mia
forza li stritolerà!
Il calciatore esperto d'occultismo Giovanneschi disse
che tutti avrebbero dovuto chiedere una settimana di
ferie ai rispettivi posti di lavoro per stanare i Teppisti
Gialli.
Vinicio, custode di una misteriosa macchina che a suo
dire vedeva nel passato e nel futuro affermò che
avrebbe preso con essa importanti dati su di loro.
Zucconi, un esperto fissato di kung fu volle dire al
sua: Le mie palme d'acciaio, il mio bastone li faranno
tremare!
Il Malloggi, anch'esso esperto di kung fu ma campione
regionale, volle sminuire l'amico: frena la lingua!
In
confronto a me la tua arte è un gioco da bambini!
I fratelli pugili Roki Joe non vedevano l'ora di menar
le mani, ma Menichini tentò di infondere loro
un po' di umiltà: la modestia nelle battaglie è una
forza, ricordatevelo!
Jocca, un karateka al solito inutile, ma molto gasato,
volle dire la sua: al diavolo la modestia! Col mio
karatè li faccio fuori tutti con un colpo solo!
Anche il resto del gruppo, Brunello il marines, Luca
il falegname, Simone il fortissimo contadino, Michelino
il cecchino, ecc. vollero dire la loro, poi Alessandro
parlò:
Io in ogni caso intendo lasciare la Squadra Avventura!
A quelle parole tutti i membri del gruppo sgranarono
gli occhi.
Non puoi andartene adesso! Siamo nel momento di maggior
bisogno! Disse Brunello.
Avrei dovuto impedire la carneficina, invece non sono
riuscito a adempiere al mio incarico, vi ho deluso
e temo sarei solo un peso per voi.
Forse avresti potuto fermare una minaccia più lieve,
ma i Teppisti Gialli no! Sono rinomati per la loro
invincibilità e solo i nostri sforzi combinati
avranno una piccola probabilità di successo!
Disse Domizio.
Ma le incoraggianti parole del velocissimo macellaio
non servirono granché. Alessandro ormai aveva
perso la fiducia nei propri mezzi e il capo della banda
si accorse subito di ciò, per cui non insistette:
prenditi una licenza, un periodo di riposo, ma le tue
dimissioni non le accetto se prima non ci rifletti
bene.
Grazie per essere così comprensivo capo! Così intanto
farò delle indagini su mio fratello e Daniele.
Quando avremo finito di contare i pezzettini dei Teppisti
Gialli verremo anche noi! Disse Boggione.
Sarà la nostra prossima missione! Dopo aver
sistemato i teppisti cercheremo sia Daniele sia il
tuo fratellino
che a quanto dici è scomparso! Disse il capo.
Si! E' scomparso mentre faceva indagini sul Castello
Degli Spettri!
Vorremmo occuparcene subito, ma quei teppisti debbono
essere messi in condizione di non nuocere!
Si capo! Capisco! So bene che debbono essere fermati
ad ogni costo, ma con Daniele avreste maggiori probabilità,
quindi a modo mio vi do una mano.
Il giorno dopo i Teppisti Gialli tornarono e in pieno
giorno, consci ormai della loro superiorità.
Questa volta entrarono in un negozio, distrussero la
vetrina e iniziarono ad incendiare i vestiti mentre
alcuni di loro palpeggiavano le commesse.
La Squadra Avventura non si fece attendere ma arrivarono
in forze attaccando i sette teppisti :
Boggione tentò subito di usare la sua quartarola
ma una sassata lo mise fuori combattimento. Domizio,
tentò di usare i suoi coltelli da macellaio
a tutta velocità per fermarli, ma senza che
nemmeno lui capisse come, si ritrovò legato
come un salame. Jocca, facendo il gradasso partì per
fermarli, ma come al solito si mise fuori combattimento
per conto suo colpendosi in faccia con un piede. Michelino
da un albero sparò riuscendo a forare solamente
la ruota di una moto, ma il teppista gliela scagliò addosso.
Roki Joe riuscì con un fortissimo pugno a stendere
uno di loro, ma un altro stese sia lui che suo fratello.
Menichini, Zucconi, Takeshi e Malloggi erano i più bravi
nelle arti marziali ma un solo calcio di uno dei teppisti
li mise tutti fuori combattimento.
In breve tempo la Squadra Avventura fu sottomessa dai
feroci teppisti.
Poi mentre si riprendevano si ritrovarono tutti legati
a testa in giù ad un albero. Uno dei teppisti
parlò loro:
Se siete ancora vivi la ragione è una sola,
non c'interessate! Il nostro bersaglio per ora è Spetters
il rosso!
Fateci combattere contro di lui! Voi non siete degni
dei nostri sforzi! Lui invece potrebbe alla fine
rappresentare una minaccia alla nostra supremazia.
Se non ci fate combattere con noi raderemo il paese
al suolo e voi con esso! E poi, dopo avervi tagliato
le
mani e accecato, vi daremo in pasto ai cani.
Poi, mentre i teppisti se n'andavano, uno di loro si
voltò e, tirando un boomerang tagliente, tagliò le
corde
che li tenevano sospesi, facendoli cadere rovinosamente
a terra.
Dovettero passare tre giorni in ospedale e Alessandro
andò a trovarli:
Ho capito che i Teppisti Gialli sono molto forti, ma
io e voi assieme potremmo batterli con un piano preciso!
Ho anche altre notizie! Uno di Livorno dice di aver
visto uno che risponde perfettamente alla descrizione
di
Daniele! Se torna lui siamo a cavallo!
Hanno solo avuto fortuna! Disse Boggione.
Non è vero! Sono terribilmente forti e abili
ma noi li batteremo! Disse Takeshi.
Quando uscirono dall'ospedale formulavano piani, facevano
turni maggiorati di pattuglia e stavano sempre
All'erta per non farsi sorprendere dai Teppisti Gialli.
Alessandro era tornato con loro e li aiutava.
I Teppisti Gialli fecero altre scorrerie, ma in posti
lontani e la Squadra Avventura arrivava sempre a fatto
compiuto.
Perché vanno così lontani da qui a fare
atti di vandalismo, hanno forse paura di noi? Disse
Boggione.
Non credo! Forse penseranno che Spetters si trovi nei
posti che attaccano! Disse Alessandro.
Domenica a parte quelli di guardia, i membri della
Squadra Avventura si concessero una pausa portando
seco un cercapersone per chiamate urgenti.
Alessandro andò con il suo amico Riccardo a
pesca. Non era un bravo pescatore come lui , ma era
intenzionato ad imparare il più possibile da
lui. Era inoltre intenzionato anche a chiedergli di
unirsi a loro perché lo vedeva un ragazzo in
gamba e c'era bisogno di tutto l'aiuto possibile. La
pesca apparentemente poteva sembrare una cosa inutile
per combattere il male, eppure anche un bravo pescatore
poteva essere utile per qualche missione.
Riccardo aveva già preso dieci pesci ma Alessandro
neanche uno.
Sei veramente un bravo pescatore, come diavolo fai?
Sembra che tu abbia un sesto senso!
Già! Devi sapere che io non ho rivali! Niente
che sta sotto l'acqua può sfuggirmi!
Senti Riccardo! Ne ho parlato con gli altri e sono
d'accordo! Desidero metterti al corrente di una cosa
che
però devi giurare di mantenere segreta!
Ha per caso a che vedere con i tuoi improvvisi impegni?
Vedo che sei perspicace! Infatti io e pochi altri costudiamo
finché possiamo un segreto anche se temo che
prima o poi sarà noto a tutti!
Fate parte di una società segreta per caso?
Disse Riccardo stralunato.
Si può anche mettere in questo modo, ma non è quello
che intendi tu (rise) stai tranquillo!
Però prima che potesse continuare fu interrotto
da due ragazzi un po' montati, i quali ritenevano che
quello
Lì era un posto buono per pescare ed era sprecato
per gente come loro.
Alessandro era infuriato, ma cercò di fingersi
calmo pregando i ragazzi di andarsene.
Ah! Ah! Ah! Ma allora sei cretino! Noi vogliamo pescare
qui!
Sentite ragazzi, io non ho voglia di fare a botte con
nessuno! Io sono calmo, non rompo le scatole a nessuno
e voglio essere amico con tutti, ma se insistete sappiate
che divento un po' meno calmo a volte e cretino lo
dite a quella troia di vostra madre e alla puttana
della vostra sorella visto che siete in tema d'offese!
Sentite che coraggio! Imbecilli! Sloggiate o ve la
faremo vedere noi!
Ve la siete voluta voi! Dammi la mano se hai coraggio!
Il ragazzo, con espressione gasata e ridente diede
la mano ad Alessandro pensando di stritolargliela con
una leggera pressione e farlo piangere e supplicare
(aveva un opinione molto alta di sé) e poi forse
lo avrebbe lasciato andare umiliato. Cominciò a
stringere pensando di vedere sul volto d'Alessandro
una smorfia di dolore ma invece vide che stranamente
restava tranquillo. Pensò che forse fingeva
ma che non avrebbe potuto fingere ancora per molto.
Iniziò a stringere sempre più forte ma
nonostante tutto Alessandro restava calmo. Com'era
possibile ciò? Forse non ci aveva messo abbastanza
forza e ci mise tutta quella che aveva concentrandosi
al massimo anche se sapeva che così facendo
gli avrebbe rotto la mano, ma dopotutto era lui che
lo voleva fingendo di non sentire nulla. Alla fine
Alessandro parlò: scusa amico, ma non dovevi
stringere e tentare di farmi male? Cosa aspetti a iniziare?
Mi sto annoiando! Coraggio! Almeno mettici un minimo
di forza!
E- è impossibile! Ci ho messo tutta la forza
che ho! Dovresti a quest'ora avere la mano rotta come
minimo!
Forse devi essere uno di quei casi che non ci riesce
agguantarci le mani in modo da farsi male!
Dai, prova con tutte e due allora!
Velocemente il ragazzo provò a stringere con
tutte e due le mani a piena forza ma Alessandro continuava
a rimanere calmo. La cosa preoccupava non poco il ragazzo,
ma tentò di non darlo a vedere fingendo di aver
messo poca forza e pensando che presto avrebbe ceduto.
Ma il tempo passava e Alessandro restava calmo. Il
ragazzo lo guardava tristemente e Alessandro sene accorse.
Daii! Come non ce la fai! Ti aiuto anch'io, dai stringi
un pochino! Disse Alessandro aiutandolo con l'altra
mano a stringere.
D'accordo lo ammetto! Non riesco a farti nulla ma neanche
tu a me! Abbiamo la stessa forza si vede!
Si ,si Disse Alessandro a bassa voce.
Alessandro mise una leggera pressione sulla mano (fino
a quel momento aveva tenuto la mano morta) ed
Una smorfia di dolore apparve sul volto del ragazzo,
ma cercò di stare tranquillo. Era sì terribile
il dolore
che sentiva ma forse Alessandro era al massimo e presto
si sarebbe arreso se non avesse mostrato segni di
dolore.
Ah! Ah! Ah! E' inutile lo vedi? Era come dicevo io!
Non riusciamo ad agguantare la mano in modo da farci
male!
Ora stringo appena, o se stringo di più?
Ah! Non farmi ridere! Sei al massimo della forza!
Ma che dici? Ho solo contratto lievemente la mano che
avevo rilassato completamente mentre tu stringevi.
Ah! Ah! Buona questa, davvero buona!
E' vero, ah! Ah! Ah! Disse Alessandro mettendo un altro
pochino di pressione alla mano.
Il ragazzo sentiva il dolore che aumentava velocemente
ma non voleva farlo vedere.
Hai visto? Nonostante ti sforzi non sento nulla, ah!
Ah! Aaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhh!!!!!! Bastaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!
Mi stritoli la manoooooooo!!!!!!!
Poi il ragazzo si chinò piangendo e chiedendo
pietà. Alessandro strinse un altro pochino poi
lo lasciò andare.
H- hai messo tutta la tua forza vero?
Macché! Ho solo esercitato una leggera pressione!
Disse Alessandro.
E i ragazzi andarono via a testa bassa e uno di loro
aveva la mano tutta rossa.
Più tardi, mentre andavano via, Alessandro incontrò nuovamente
quello al quale aveva quasi rotto la mano.
Parlarono a lungo e finirono per diventare amici.
Sera:
a Pisa Gianna stava tornando a casa e per fare prima
aveva preso una stradina deserta e buia. Però col
buio non è salutare prendere certa strade
isolate, infatti alcuni stupratori drogati sbucarono
improvvisamente da dietro i bidoni della mondezza
e dopo averla imbavagliata le tirarono giù le
mutandine.
Non ti agitare bambola! Ci arrapi parecchio e stiamo
per farti la festa!
Gianna, piena di terrore li guardò: erano tre
capelloni tutti sudici che puzzavano di marcio, avevano
la barba lunga, un alito che potava fare da insetticida,
e i loro sguardi erano crudeli. Non c'era alcun dubbio,
dopo averla derubata e stuprata l'avrebbero messa a
tacere.
Uno di loro tirò fuori un coltello.
Niente di personale piccola! Solo che ci arraperai
di più con uno sfregio in mezzo alla faccia!
Però il desiderio del criminale non si realizzò,
infatti poco prima che potesse raggiungere il viso
della ragazza la mano che reggeva il pugnale iniziò a
bruciargli e il pugnale gli cadde.
Era stato Spetters il rosso, il quale, dopo aver gettato
dell'acido sulla mano del teppista, li guardava tutti
e tre in modo malevolo. Uno prese la pistola, ma Spetters
concentrandosi gliela fece esplodere in mano e lui
dovette cercare per terra le sue dita. Quello ancora
sano corse via, ma Spetters con una sassata gli mandò in
frantumi la colonna vertebrale e il criminale strisciò per
terra.
Spetters guardò i tre stronzi feriti e per un
attimo sembrò che avesse pietà.
N- non volevamo ucciderla! Volevamo solo divertirci
un po' con lei! Ti prego lasciaci vivere.
Siiii!? Allora non vi ucciderò, ma voglio anch'io
divertirmi un po' con voi!
Poi prese il boccetto dell'acido e lo gettò in
faccia ai criminali, poi, non ancora soddisfatto li
evirò.
Ecco! Ora potete andare! Sono sicuro che certi desideri
non li avrete più! Inoltre con gli occhi bruciati
dal l'acido dubito che potrete rappresentare ancora
qualche minaccia!
Poi la mente di Spetters fu assalita da ricordi, ricordi
che prepotentemente, inesorabilmente tornavano a galla.
Lasciò perdere i criminali e la ragazza e corse
via nella notte. La ragazza sputò addosso ai
teppisti poi chiamò la polizia.
FINE EPISODIO