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SPETTERS IL ROSSO 04
Daniele Orlandini

Sete di vendetta


(Nota: siccome il racconto è sito temporalmente subito dopo IL RITORNO DI DANIELE della serie Spetters il rosso, ne consegue che il presente si riferisce a quel periodo e non hai giorni nostri.)

IL passato:
Daniele si trovava prigioniero e ferito in una piccola stanza assieme ad altri uomini. I loro volti erano rugosi, segnati dalla sofferenza e dal dolore. Daniele li osservava sperando di trovare una traccia di speranza in loro, invece vedeva invece solo la più nera disperazione.
Nonostante ci fossero poche speranze di fuggire, Daniele non voleva rassegnarsi e interrogò nuovamente i suoi compagni di prigionia:
Avete detto che con i loro esperimenti ci stanno preparando, ma preparando per che cosa?
Uno di loro parlò:
ho saputo l'altro ieri cose terribili, sono sfuggite a uno di loro mentre mi facevano il trattamento preliminare
Daniele sentì un brivido attraversargli la schiena, ma continuò:
di che cosa si tratta esattamente?
L'uomo si girò lentamente dall'altra parte:
Meglio che tu non lo sappia amico, credimi!
Ti prego! Devo sapere, solo così potremmo avere qualche speranza.
ti uccideranno! Tuonò un altro.
Coosa?! Disse Daniele seriamente preoccupato.
Si, ti uccideranno, ma poi, mediante un trattamento segreto ti riporteranno in vita.
Si, proprio così! Riporteranno in vita il tuo corpo dotandolo anche di straordinari e misteriosi poteri.
Vogliono renderci dei superuomini? Disse Daniele con leggera incredulità.
Già, vogliono creare dei superuomini malvagi e spietati per scopi loro, come già hanno fatto in passato.
Daniele a quel punto si esaltò: Ah! Ma io non starò al loro gioco amico! Fingerò di obbedire, poi, una volta avuti i poteri li stenderò e vi libererò tutti!
Gli uomini però scossero il capo tutti assieme.
Beh? Che ho detto di sbagliato?! Non crediate che mi farò comprare, io Disse Daniele.
No, sei tu che non capisci! Loro infonderanno nel tuo corpo morto una specie di energia spirituale negativa, o qualcosa del genere.
C -che vorresti dire?!
Nonostante la sua domanda , Daniele in cuor suo aveva già intuito la risposta perché già in passato aveva avuto a che fare con un assassino enormemente potente (un tempo suo amico) al quale presumibilmente era stato fatto lo stesso trattamento che era riservato a lui.
Da quel momento non sarai più una persona, ma una creatura inumana che cammina sulla terra per compiere ogni sorta di atrocità, di quelle che nemmeno il più spietato serial killer sarebbe capace di compiere.
Il presente:
Il ragazzo soprannominato Fiore stava come al solito passando per la strada con la sua moto a duecento km orari . I vetri tremavano, la gente si ritraeva al passaggio della sua moto. Lui andava avanti a tutto spiano, incurante di chi gli attraversava la strada (peggio per loro), si sentiva Dio . Improvvisamente nel mezzo alla strada gli si parò davanti la sagoma rossa di Spetters. Non fece in tempo a fare nulla che si ritrovò senza neanche sapere come a volare a forte velocità fino a schiantarsi di testa contro un albero.
La sera dopo al bar di paese Daniele e Alessandro stavano prendendo un caffè, quando furono raggiunti dal loro amico Fabrizio, il quale aveva un espressione preoccupata.
La cosa non sfuggì a Alessandro:
Ehi Fabrizio! Ti vedo un po' teso, che hai? Disse Alessandro.
Teso? Per forza! Con quello che succede ultimamentevi ricordate Fiore?
Fiore ai tempi delle medie era stato un ripetente cronico e nel periodo che era stato a scuola con i tre amici gliene aveva fatte passare di tutti i colori. Essendo più grande di loro si era divertito ad umiliarli in ogni modo possibile lasciando loro un ricordo decisamente amaro della sua compagnia.
Fiore? Certo! Quel testa di cazzo, merdoso e figlio di puttana maiale e finocchio figlio(di nuovo) di una troia maiala pompinara che fa le seghe ai cavalli merdosa e schifosa! Spero che crepi urlando!! Disse Daniele.
Accidenti Daniele! Calmati! Non era mica cattivo sai? Disse Alessandro.
Noo?! E com era secondo te? Disse Daniele.
Era scherzoso! Gli piaceva fare gli scherzi, tutto qui! Disse Alessandro.
Sii?! Bene! Ora lo scherzo lo hanno fatto a lui, cos'è fatto è reso! Disse Daniele repentino.
Sei forse impazzito? Ma che cavolo dici? Faceva molti scherzi pesi e anch'io a volte avrei voluto fargli chissà cosa, ma quello che gli è successo è decisamente troppo atroce! Nessun uomo si merita ciò! Disse Fabrizio.
Perché? Cosa gli è successo? Disse Alessandro con una tranquillità disarmante.
Spetters lo ha attaccato! Prima lo ha fatto volare contro un albero a tutta velocità, poi gli ha aperto il cranio! Lo abbiamo portato all'ospedale mentre il cervello gli stava uscendo dalla testa! Disse Fabrizio.
Tanto lui il cervello non l'aveva mai avuto. Disse Alessandro girandosi e abbozzando un sorriso.
Spetters lo ha anche pugnalato agli occhi! Non sappiamo se e come si riprenderà, i dottori non sciolgono la prognosi.
E che ti devo dire? Se non la sciolgono resterà legata. Disse Alessandro sforzandosi (senza riuscirci del tutto) di rimanere serio.
Fabrizio lo guardò con gli occhi sgranati, mentre cercava di decidere fra se e se cos' era peggio; se la sfuriata rancorosa di Daniele o l'ironia di Alessandro di fronte a una situazione del genere.
Fortunatamente l'arrivo del basso e tarchiato Graziano( un loro amico un po' più vecchio), interruppe le sue elaborazioni mentali circa il decisamente bizzarro comportamento degli altri due.
scusate il ritardo, andiamo a ballare? Ci sono quelle tre che
Si, meglio andare, qui la gente sta a compatire degli stronzi! Disse Daniele ancora furioso.
Tu vieni Fabrizio? Disse Alessandro.
Ma che cavolo dici? Non posso!!! Non lo sai che,devo organizzare assieme agli altri della misericordia un piano per fronteggiare l'emergenza Spetters? Dobbiamo cercare di contenere il più possibile i danni che quell'essere fa.
I danni di Spetters? I benefici che apporta alla comunità vorrai dire!!! Disse Daniele urlando.
Adesso basta! Spetters è un feroce assassino e và fermato. Disse Fabrizio.
Ah! Devo forse ricordarti di quando Fiore ti prendeva a pugni nel capo insultando tua madre, oppure quando ti mise la merendina sul termosifone facendotela struggere?
Ma in quello che male c'era? Invece di mangiarlo il merendino lo poteva bere! Disse Alessandro abbozzando il solito mezzo sorriso.
Daniele e Graziano si misero a ridere mentre Fabrizio, incassando andò via per raggiungere gli altri volontari della Misericordia. Poi i tre amici si diressero verso la discoteca.
Appena giunti in discoteca videro entrare le tre ragazze carine che avevano occhiato l'altra volta.
Ci sono anche loro!Che vi avevo detto? Sono cotte di te Graziano.
Daniele aveva detto ciò per scherzo, perché sapeva benissimo che Graziano era ormai invecchiato troppo per piacere ancora e inoltre buona parte dei suoi capelli lo avevano abbandonato, purtuttavia egli credeva veramente in ciò che Daniele aveva detto, infatti la sua espressione tradiva il fatto che si sentisse oltremodo lusingato e si capiva benissimo che dentro di se si gongolava credendosi un grande playboy. La cosa divertiva Daniele, infatti l'idea che un uomo di mezza età basso, panciuto e spelacchiato credesse di piacere lo faceva morire dal ridere.
I tre raggiunsero le ragazze, le quali si dimostrarono più che propense a scambiare quattro chiacchiere con loro:
Vi facciamo strada, mettiamoci a sedere la che parleremo meglio. Disse la biondina del gruppo sfoggiando un ampio sorriso.
Accipicchia Graziano! Devi venire più spesso con noi, guarda che ragazze conosciamo grazie a te. Mi raccomando! Lascia qualcosa anche a noi, magari quelle più brutte. Disse Daniele ironizzando.
Graziano piegando il capo all'indietro e gongolandosi nella sua stuzzicata vanità rispose con un tono altezzoso: mah? Vedremo, ma non illudetevi troppo! Mi piacciono tutte e tre.
Noooo! Non ci fare questo ti prego! Siamo tuoi amici noi. Disse Daniele sgranando gli occhi simulando sconforto.
Mmm, dai piantala! Se mi va qualcosa vi lascio. Disse Graziano in maniera loffia.
Si sedettero a parlare: Graziano era quello che parlava di più dandosi importanza come al solito, ma le ragazze parevano preferire Daniele e Alessandro, anche perché erano due bei ragazzi piazzati.
Ordinarono da bere mentre cercavano di approfondire la loro conoscenza, ma proprio quando Alessandro alzò il bicchiere passò un ragazzone alto e un po' sdentato che lo spinse facendogli rovesciare addosso la birra.
Oh accidenti! Ma che cavolo fai? Disse Alessandro un po' alterato.
Il ragazzo si girò di scatto verso di lui:
Mezza sega! Stai muto o sarà peggio per te!
Razza di bastardo! Suonagliele per bene. Disse Daniele inferocito
No, è bravo! C'è stato solo un malinteso che ora sarà chiarito! Disse Alessandro.
Ah! Malinteso?! Amico, ritieniti fortunato se esci con le tue gambe! E ora mutoooo!!!!!! Disse il bullo.
Cosa? Alessandro! Quello merita di fare una brutta fine! Ascolta amico, se dici un'altra parola ti farò vomitare le budella! Disse Daniele.
No Daniele! Stai calmo! Lui non è cattivo. Poi si alzò dirigendosi verso il ragazzaccio: ascolta, nessuno ce l'ha con tè! Possiamo fare conoscenza ed essere anche amici, poi magari cerchiamo di capire cos'è che non và!
Cos'è che non và? Che presto ti ridurrò in modo tale che neanche quella puttana di tua madre ti riconoscerà! Disse il bellimbusto.
Alessandro si risentì un poco, me decise di ingoiare il rospo e gli parlò in modo calmo e ancora più amichevole di prima: ascolta, non ho detto che hai qualcosa che non va, ma solo che c'è stato un malinteso! Guarda che noi non ti abbiamo fatto niente! Su! Dai! Siediti che ordiniamo anche per tè e ti faremo conoscere le nostre amiche! Vedi che belle ragazze?
Io quello che voglio melo prendo , bastardo figlio di puttana!
Ascolta, lasciamo perdere tutto, diccelo tu cosa dobbiamo fare e lo faremo, così dimostreremo di esserti amici. Disse Alessandro.
Ah! Cerebroleso! Vigliacco! Figlio di una puttana che va coi negri, finocchio e imbecille! Pthu! Disse il ragazzo scatarrandogli in piena faccia.
Allora Alessandro, non riuscendo(pur provandoci dentro di se) a mostrargli ancora comprensione e amicizia, lo colpì con un violentissimo pugno in faccia facendogli sputare assieme al sangue tutti i suoi denti. Il ragazzo cadde svenuto.
Oibooo! Alessandro! Che colpo! Mitico!!!!! Disse Daniele.
Perlomeno ora potrà far risparmiare lavoro al dentista, si farà rifare la dentiera tutta in blocco. Disse Alessandro.
Poi durante la serata Daniele vide entrare alcune sue vecchie conoscenze e sentì chiudersi lo stomaco. La sua espressione cambiò e si zittì. Riaffiorò nella sua mente qualcosa di represso, solo parzialmente dimenticato, qualcosa che, essendo profondamente radicata nei recessi del suo subconscio, in tutti quegli anni aveva messo radici e, benché non ne fosse sempre stato totalmente cosciente, non gli permetteva mai di essere completamente felice. A causa di ciò sentiva sempre senza capire perché un sottofondo di insoddisfazione in tutto quello che faceva, e sarebbe stato per sempre così se non fosse stata lavata l'onta.
La sera seguente Spetters si aggirava per il paese. Aveva una missione da compiere, una missione di vendetta:
Maledetti! Maledetti bastardi! Io gli piacevo a quella ragazza ma loro, tutti assieme mi fecero fare brutta figura, ridicolizzandomi ai suoi occhi, non è giusto, non è giusto che ora loro vivano felici quando io ho perso quella ragazza! Non è giusto, non è giusto! E che io sia dannato se glielo permetterò!!!
Spetters si trovava davanti al soprannominato Maschera, lui quando era in terza media aveva contribuito a farlo passar male di fronte a quella bellissima quindicenne innamorata di lui, Lo aveva fatto senza malizia, solo per divertirsi un po', ma non per questo l'avrebbe passata liscia, doveva pagare per averlo preso a patte davanti a lei assieme agli altri, ridicolizzandolo, ma la sua sofferenza sarebbe stata senza dubbio minore di quella degli altri e si, forse sarebbe potuto persino restare vivo , un lusso quello che non avrebbe certo concesso agli altri.
L'indomani venne trovato completamente senza pelle, ma ancora in vita. Prontamente venne soccorso e portato d'urgenza in una camera sterile.
Al bar Daniele, Alessandro e Fabrizio lessero la raccapricciante notizia sul giornale:
Mio Dio! Era senza pelle! Senza pelle quando l'hanno trovato! E' stato Spetters, c'è la sua firma col sangue per terra! Povero Maschera, completamente scorticato! Come farà? Disse Fabrizio.
Uhm .. La sua pelle è stata trovata? Disse Alessandro tutto tranquillo.
No, perché lo chiedi? Disse Fabrizio.
Daniele sogghignava dentro di se dell'ingenuità di Fabrizio perché, contrariamente a lui sapeva cosa voleva dire Alessandro e la cosa non poteva fare a meno di divertirlo.
Così almeno potranno rimettergliela! Disse Alessandro
Fabrizio lo guardò con gli occhi spalancati, Alessandro sene accorse ma, anziché ritornare sui suoi passi volle rincarare la dose:
tanto faceva ridere anche prima
Già! Per questo lo chiamavano Maschera! Sembrava che in faccia avesse una maschera! Disse cinicamente Daniele.
Ora almeno potranno chiamarlo Smascherato! Disse Alessandro cogliendo l'occasione.
La sera dopo fu la volta di Casale. Lui lo aveva insultato quella volta sul pulman, urlandogli di smettere quando erano invece gli altri a dargli noia, umiliandolo di fronte a quella ragazza. Per lui non venne mostrata la stessa pietà che fu mostrata per Maschera. Spetters lo obbligò a dichiarare di essere gay mentre lo filmava, poi lo obbligò a farsi sodomizzare da un cavallo e a urlare che godeva, mentre veniva filmato, poi lo decapitò sempre mentre il cavallo lo sodomizzava e il suo corpo l'indomani venne trovato ancora attaccato al cavallo, con una copia della videocassetta dell'accaduto li vicina (altre copie le portò a dei giornalisti per essere sicuro che la cosa sarebbe stata risaputa in tutti i particolari).
Il giorno dopo al bar la notizia era risaputa e, grazie ad alcuni giornalisti alquanto zelanti anche il contenuto della videocassetta.
Fabrizio, Daniele e Alessandro come al solito si erano ritrovati al bar e come gli altri seppero dell'accaduto. Anche Casale, come Maschera era conosciuto dai tre perché alle medie andava alla loro stessa scuola.
Maledetto Spetters! Guarda cos'ha fatto al nostro amico Casale! Disse Fabrizio.
Amico tuo, mio no di certo! Disse Daniele.
Non ti riconosco più Daniele! Un nostro conoscente ha perso la vita e non ti importa niente? Come è possibile? E poi hai visto in che modo è morto? Disse Fabrizio.
E allora? Chissenefrega!!! Fa n culo Maschera ! Fa n'culo Casale! Fa n' culo tutti! Disse Daniele.
Alessandro, tu non dici nulla? Lui rimane tranquillo mentre Spetters trucida i nostri amici in modo così atroce!
Mah? Atroce? Si forse, fino a un certo punto però! Disse Alessandro restando tranquillo.
Che vuoi dire? Non hai visto in che modo ha conciato Casale?
Almeno l'ha fatto morire mentre godeva! Disse Alessandro sorridendo.
La sera dopo fu la volta di Ballatore. Lui l'aveva umiliato con intenzione, visto che la ragazza piaceva anche a lui, per cui la pena doveva corrispondere sia al danno avuto, sia al dolo.
Venne torturato per tre ore di fila, poi i suoi pezzi vennero trovati nei cassonetti proprio da quella ragazza che anni prima gli voleva fregare. Siccome prima era stato inzuppato nella merda di vacca, puzzava anche enormemente quando venne trovato, questo per mettere la classica ciliegina sulla torta alla punizione.
Spetters ricordava nitidamente quella volta quando tornava via da scuola quando venne umiliato. Ricordava ancora che quando arrivò a casa c'era un cibo per cui era sempre andato matto ma che, a causa del magone che gli era venuto non riuscì a gustarselo. Quella ferita non si era ancora rimarginata, infatti se pensava a quello che aveva passato quel giorno stava ancora male. Per questo motivo si sentiva enormemente soddisfatto e appagato nell'infliggere per quanto fosse possibile (perché per punirli adeguatamente avrebbe dovuto farli morire mille volte) la giusta punizione a chi lo aveva umiliato di fronte a lei quella volta, ma c'erano altri che dovevano pagare, mancavano ancora due all'appello: Piero e Vannino. Per nessuna ragione al mondo avrebbe potuto fargliela passare liscia, se lo avesse fatto non avrebbe mai smesso di soffrire per la terribile ingiustizia subita.
Piero aveva avuto un ruolo marginale nella cosa per cui fu fatto fuori in maniera più discreta e tranquilla (venne evirato, inchiodato al muro come Gesù Cristo e gli furono fatti ingoiare i suoi stessi organi sessuali, morì soffocato.)
Diverso discorso poteva essere fatto per Vannino, perché lui era stato quello che aveva organizzato tutto, gli altri erano stati solo dei lacchè. Era lui che avrebbe subito la più atroce punizione.
Spetters non poteva mostrare per lui la stessa pietà che aveva mostrato per gli altri, ma doveva colpire duramente senza esitare e senza fermarsi di fronte a nulla perché solo così ogni debito sarebbe stato pagato.
Quella sera si avvicinò alla sua casa. Vide sua madre che preparava la cena e meditava su ciò che avrebbe fatto. Anche sua madre non era innocente perché in seguito(gettando altra benzina sul fuoco) lo umiliò di fronte ai suoi amici. Ma come dice un proverbio i nodi arrivano prima o poi al pettine e anche in quel caso non ci sarebbero state eccezioni.
Uccise la moglie di Vannino che era nei campi, poi gli pisciò in bocca in segno di disprezzo, la disprezzava perché si era messa con uno come Vannino, mentre lui per colpa sua avava perso chi amava.
Spetters poi decise di lasciar preparare la cena alla madre di vannino mentre andò a fare a pezzi suo marito, uccidendolo in modo relativamente indolore. Poi uccise sua figlia(sorella di Vannino) e suo marito che stavano recandosi la . Fu la volta del fratello invalido di Vannino che venne gettato nella calce viva. Mentre quest ultimo si liquefaceva Spetters ripensò a quando tornò a casa dopo l'umiliazione. C'erano le patate in umido con lo spezzatino, un piatto per cui andava matto ma a causa dell'umiliazione subita non riusciva a mangiare. Da quella volta non era più riuscito a mangiare le patate in umido.
Vannino arrivò a casa dal lavoro per mangiare. Era molto affamato, e sperava che il cibo fosse pronto. Il cibo era effettivamente pronto, ma lui non era certo contento, infatti in casa c'erano i pezzi della sua famiglia trucidata e la testa di sua madre sulla tavola. Vannino vomitò.
In quel momento Spetters sbucò da dietro la tenda.
Ahh! Spetters? Perché?!
Maledetto! Maledetto bastardo! Tu.. e in seguito anche la tua famiglia, mi avete umiliato di fronte a tutti! Io a causa delle umiliazioni che tu e i tuoi amici mi avete fatto subire quella volta non riuscivo a mangiare, per cui ora mangerai il buon cibo che tua madre ha preparato di fronte ai tuoi familiari morti! E lo finirai tutto, tutto!
Poi Spetters gli inchiodò i piedi per terra davanti alla tavola e, servendosi di un ferro rovente, lo obbligò a mangiare di fronte a quell'orrendo spettacolo.
Mangia, mangiaaa!!! Mangia o brucia figlio di puttana! Mangia tutto, e capisci quello che ho provato io quella volta! Disse Spetters togliendosi la maschera.
T.. tu? Com è possibile che tu sia Spetters? Disse Vannino.
Telo dissi che l'avresti pagata cara, tu ridesti perché eri con tutti gli altri! Prova a ridere ora, Ridiiiiiiii!!!!!!!!! Disse Spetters.
P-pietè Da.
Zitoooooo!!!! Ho detto ridiiiiiiii!!!!!!! Tua madre è una puttana, tuo padre un finocchio, tuo fratello scopa tua sorella!!!!!! Sei finocchio, drogato e figlio di una troia che va con i negri, dilloooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Disse Spetters appoggiandogli addosso il ferro rovente.
Così Vannino fece poi, sempre sul punto di vomitare, finì la cena.
H.. ho fatto, ora posso andare? Disse Vannino.
No! Non hai ancora finito di mangiare! Disse Spetters guardando con un ghigno furibondo i pezzi dei suoi familiari
Un ora dopo Spetters lasciò la casa in fiamme di Vannino, mentre quest'ultimo coceva a fuoco lento nel forno delle pizze. Si sentiva appagato e soddisfatto, era come se si fosse tolto un grosso macigno dal di dentro e si sentiva dopo tanto tempo nuovamente in pace con se stesso.
L'indomani Alessandro e Fabrizio andarono a casa di Daniele. Suonarono il campanello. Dopo qualche istante la madre di Daniele andò ad aprire.
Cercate Daniele?
Si, è in casa? Disse Alessandro.
E' a pranzo, entrate prego.
I due entrarono; Daniele era seduto a tavola e li accolse sfoggiando un ampio sorriso, stava mangiando patate in umido..
FINE EPISODIO