libere parole & legatoria cartotecnica su misura

SPETTERS 05
Guerrieri di sangue (nuova versione)

Daniele Orlandini

Martina era tornata a casa dopo una serata in discoteca, soddisfatta dell'attenzione dei ragazzi avuta grazie al suo bel viso e si stava spogliando per andare a letto. Si era messa a seno nudo perché era caldo e camminava a piedi scalzi per la camera. Era proprio in procinto di stendersi sul letto esausta quando sentì un rumore assordante provenire dalla cucina.
Pensando che il gatto avesse buttato per terra della roba corse preoccupata a guardare e vide con orrore che non si trattava del gatto, ma era molto peggio. Era Marco, il suo ex ragazzo che anni prima l'aveva sfigurata con l'acido. Era assieme a Giovanni, detto anche Cirano per via del suo nasone da squalo, oltre ad avere il nasone era anche un po' scemo. Marco invece era pelato, ma alto e palestrato, con un pizzetto molto ben curato. Il suo bel 'aspetto non rispecchiava certamente il suo animo nero.
Anni prima lei era stata con Marco, ma era stata intenzionata più volte a lasciarlo quando aveva scoperto che faceva parte di una banda di ragazzi pregiudicati dediti allo spaccio di droga, al furto, alla violenza e all'omicidio. Non avendo avuto il coraggio di lasciarlo su due piedi, aveva iniziato però a vedere un altro ragazzo. Marco però l'aveva scoperta e reso folle dalla gelosia e dalla rabbia l'aveva sfregiata con l'acido. Ma nella sua furia era stato maldestro e dopo poco fu preso dalla polizia e finì in manette. Lei , grazie alla grande abilità del chirurgo plastico era tornata ad essere bella.
Nel vedere Marco , Martina non riusciva a fare nulla e dalla grande paura si sentiva mancare il respiro, non riusciva a dire una parola.
Ciao Martina, vedo che sei di nuovo bella come un tempo. Disse Marco col suo vocione rimbombante, rompendo il ghiaccio.
C- che vuoi da me? Disse Martina pur sapendo in cuor suo la terribile risposta.
E' tempo di tornare ad essere brutta, mi hai tradito e saperti bella ferisce i miei delicati sentimenti.. Disse Marco sorridendo.
Poi, mentre lei cercava inutilmente la fuga , Marco per divertirsi la lasciò correre un po' per la stanza disperata, poi, proprio mentre stava per riuscire a fuggire con un salto la raggiunse e, tirandole per i capelli il viso all'indietro le gettò dell'acido in faccia, avendo cura di fare più danno possibile.
Mentre Marco le deva l'acido,Giovanni fissava flashiato i bei seni nudi della ragazza e quasi sene innamorò.
Martina urlava disperata mentre riviveva l'atroce esperienza del passato.
Mente cadeva per terra urlando col viso in fiamme, la sua mente passava in rassegna non solo le terribili sofferenze avute in passato, ma anche la chirurgia che l'aveva guarita, quindi, nonostante gemesse per l'atroce sofferenza, dentro di se provava anche la speranza di tornare ad essere bella.
Fu allora che Marco iniziò a parlare urlando come se fosse sordo:
Sai?! Visto che l'altra volta sei tornata ad essere bella, devo arguire che un acido non ti era bastato! E allora, per essere sicuro quasi quasi , TE NE DAREI ANCHE UN ALTRO!!!!
L'ultima frase venne detta da Marco in modo tale che rimbombasse per tutta la stanza, creando quasi una specie di eco che, alla ragazza, ancora semistordita per il dolore parve quasi irreale e non riuscì a capire subito di cosa stesse parlando Marco.
U un altro di cosa? Che mi vuoi dare? Poi, capendo con orrore cosa intendeva Due acidi?! No! Nooo!!!! Disse Martina.
Allora Marco, cantando con la voce da tenore le versò in faccia un altro acido.
E invece si! Sii! Siiiiiiii!!!!! Due acidi.. due acidi. Due acidiiiiii!!!!! E mi metto pure a cantarrrr!!!
Giovanni la guardava ancora con gli occhi spalancati e in silenzio.
Marco, mentre continuava a dare l'altro acido a Martina continuava a cantare sempre con voce da tenore:
un acido qui, un acido là! La la- - la, la la- la! La- la- la, la- la laaaa !!!!!
Poi abbassò leggermente il tono e cantò quasi con dolcezza:
Un acido qui, un acido là, e la faccia completamente brucerà, un acido qui, un acido la e la bellezza alfine per sempre se ne andraaaaaaaa!!!!!!!!!!
Giovanni a quel punto non ce la fece più a tacere e, con voce ancora più alta( ma sgraziata) accompagnò la canzone di Marco:
LA LA LA, LA LA LA!!! LA LA LA, LAA LAA- LAAAAAAAAAAAAAA!!!!!! La bocca di Giovanni faceva una smorfia e il suo sguardo era acceso.
Poi Marco vide un bel gattino persiano.
Ohh!! Che bel micio! Vieni qui gattino, vieni!
Un attimo dopo il gatto fuggì col pelo fumante miagolando e piangendo.
Bah! Sai com'è, mi era avanzato un po' di acido della seconda boccetta, così prima che andasse a male ho voluto darne un po' anche a lui.
Poi, mentre il micio correva disordinatamente e saltava urlando disperato per la stanza mentre struggeva lentamente Marco, divertito urlò:
Corri micio! Grande! Ah! Ah! Ah!
Minchiaa! Rimbalza come una pallina sul muro! Disse Giovanni.
Il gatto, soffrendo atrocemente per l'atroce dolore, fumante continuava a saltare qua e la per la stanza nel vano tentativo di lenire il dolore, e presto la stanza fu piena di fumo e il puzzo di carne bruciata era ovunque.
Minchiaaa! Che puzza! Aaargh! Andiamo via Marco, qua si soffoca.
Eh! E' per via del tuo nasone amico, fattelo scorciare, ah! Ah! Ah! Disse Marco.
Già! Davvero spiritoso. Disse Giovanni abbassando gli occhi.
Essendo da sempre complessato per il suo nasone, Giovanni ci restava male quando venivano fatte battute su di esso, Marco lo sapeva e lo faceva apposta per divertircisi.
Dopo Marco trascinò l'agonizzante Martina fuori, la portò al camion e la gettò nel pianale coperto . Poi partì tutto contento con Giovanni al suo fianco.
Mentre guidava il camion l'entusiasmo che Marco provava gli si poteva leggere in faccia, infatti aveva la bocca allargata in un ampio sorriso.
Dove la porti? Disse Giovanni con curiosità.
Ora lo vedrai. Disse Marco sogghignando.
Mattina:
il camion della spazzatura era arrivato: il netturbino scese per avvicinare il cassonetto al camion. Poi, mentre stava spostando il cassonetto udì un rantolo provenire da dentro.
Sul principio gli venne da pensare ad un animale, poi ricordò la notizia di un bambino gettato nei cassonetti tempo addietro e pensò che potesse anche trattarsi di una cosa del genere. L'ultimo pensiero lo disgustò molto, ma mai quanto l'orrore che vide dentro il cassonetto.
In preda al panico il povero uomo iniziò a urlare, poi folle di terrore corse via senza una meta precisa.
L'autista del camion dei rifiuti lo vide correre e lo chiamò suonando anche più volte il clakson ( e svegliando tutti nella zona) ma l'uomo non ne volle sapere di fermarsi.
Un bambino di 5 anni che ,svegliato dalla confusione, vide dalla finestra ciò che aveva spaventato il netturbino, ebbe uno spavento tale da rimanerne traumatizzato.
Ma che gli sarà preso a quello? Pensò L'autista.
Avesse voluto Dio che la risposta non gli arrivasse mai.
Invece arrivò:
l'uomo vide quella faccia bruciata, informe appoggiata al vetro laterale del camion.
Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
poi, qualcosa si ruppe nella sua mente perché una cosa simile era talmente aliena da risultare per lui inconcepibile. Ormai fuori controllo l'uomo premette il piede sull'acceleratore senza pensare e partì alla massima velocità. Non gli importava di dove sarebbe andato, gli bastava solo fuggire il più lontano possibile da quel 'orrore.
Ma la sua corsa fu di breve durata, infatti dopo neanche cento metri si schiantò contro il muro di una palazzina , fortunatamente per lui la morte fu immediata.
Il muro della casa si sfondò per il tremendo impatto e il camion c'entrò dentro la palazzina facendola parzialmente franare, poi esplose.
Il giorno Dopo, Graziano ,Daniele, Alessandro e Fabrizio, appena entrati al bar udirono subito la gente che commentava il fatto che Martina fosse stata sfigurata di nuovo e gettata dentro i cassonetti facendo quasi venire un infarto al netturbino che il giorno dopo l'aveva trovata gemente li dentro, e causato un incidente che era costato la vita al suo collega .
Mio Dio! Una così bella ragazza
E pensare che era tranquilla perché lui era in galera..
Già, ma l'avevano scarcerato per buona condotta
Proprio l'altra sera ero uscito con lei a prendere un caffè! Quella povera ragazza Disse Daniele con tristezza, poi aggiunse con rabbia; se metto le mani addosso a quel tizio gli faccio vomitare i coglioni
Già, il suo ex gli aveva già dato un acido in passato, ma lei dopo mesi e mesi di sofferenza si era fatta la plastica ed era ritornata normale, ora appena uscito gliene ha dati due ed è scappato! Se lei avesse saputo del suo rilascio si sarebbe premunita, ecco perché ha avuto tutta quella fretta di
di colpirla. Desiderava così tanto punirla e l'ha fatto anche a costo di doversi nascondere . Maledetto! Maledetto lui e la banda di stronzi di cui fa parte. Disse Fabrizio.
Quella povera Martina Una bionda così bella! L'avevo vista l'altra sera in discoteca, lei mi aveva guardato, non aveva segni, la plastica aveva funzionato alla perfezione e ora quel bastardo le ha dato due acidi!!! Che figlio di puttana! L'ha voluta rovinare per sempre! Speriamo che lo ammazzino! Disse Graziano con un querulo.
E si farà due plastiche!!! Disse alla fine Alessandro alzando le braccia e guardando per aria simulando disappunto per i loro lamenti.
C'era una differenza fondamentale fra Alessandro e una persona normale:
a una persona normale sentendo una notizia agghiacciante come quello che era successo poteva certamente venire in mente per un attimo il discorso delle due plastiche, ma poi la sua mente avrebbe scartato velocemente il pensiero e probabilmente a volte non avrebbe neanche fatto in tempo a registrarlo; Alessandro invece non solo l'avrebbe tenuto in mente sottoponendolo alla sua attenzione ma dopo lo diceva incurante dello scompiglio che creava. Ora, se inizialmente lo diceva(forse) così per dire qualcosa, se però vedeva che la gente ci restava male ci prendeva gusto e allora chi lo fermava più?
I suoi amici e anche altre persone li vicine che avevano udito ciò lo guardarono sbalorditi e sconcertati rimanendo in silenzio, non riuscivano a credere alle proprie orecchie, come poteva Alessandro aver detto ciò?
Vedendo il loro sgomento Alessandro, divertito, volle rincarare la dose:
anzi! Fossi in lei me ne farei TRE di plastiche! (Un attimo di pausa per vedere le loro reazioni)si, così almeno se lui ritorna e gli dà altri due acidi è già avvantaggiata e poi deve farsene una sola. Disse facendo un sorrisino.
Poi c'è quel povero bambino che l'ha vista! Dicono che non riuscirà mai a dimenticarlo e che avrà sempre paura del buio. Disse Fabrizio con voce triste.
Vorrà dire che dormirà con la luce accesa. Disse Alessandro.
Fabrizio, vedendo il cinismo di Alessandro provò a far leva sul suo spirito animalista(si era sbagliato con un'altra persona però) e fece il gravissimo errore di parlare del gatto:
poi sai che ha fatto quel bastardo? Gli era avanzato un po' d'acido e l'ha rovesciato addosso al gatto e..
Cosa?! Nooo!!! Disse Alessandro con trepidazione. Allora che ha fatto?! Che ha fatto il gatto?! Ah! Ah! Ha iniziato a struggere?! Chiese galvanizzato.
Gli altri non riuscivano a dire una parola ma Alessandro ormai scatenato non poteva più essere fermato:
Si! Ha iniziato a struggere! Uh! Uh! Uh!Scommetto che saltava qua e la mentre struggeva!! Uh! Uh! Uh! E li ha affumicati tutti mettendoli in fuga! Ahahahaha!!!!Poi non c'è rimasto più nulla! Uh! Uh! Uh! Poi concluse- del resto l'acido bisognava che lo finisse altrimenti andava a male! Disse col sorrisino. E poi, se si salva, potranno fare la plastica anche a lui. Disse alfine con un filo di voce trattenendo una risata in gola.
Daniele, rimanendo male per i discorsi di Alessandro, cominciò a parlare di ragazze da invitare e in questo modo riuscì a portare momentaneamente la conversazione su altri argomenti. Ma purtroppo il suo stratagemma era destinato fin dall'inizio al fallimento perché un simile argomento non poteva essere accantonato così. Daniele lo temeva e vedeva che Alessandro ormai gasato li aspettava al varco(Daniele essendo suo amico d'infanzia lo conosceva bene ormai) e faceva di tutto( in maniera però discreta) perché ricascassero su quel 'argomento.
Ci riuscì raccontando di quella volta che si era bruciato le dita con un acido dal carrozziere dove lavorava. Daniele si sentì morire e provò ad evitare che si ritornasse sull'argomento, ma Fabrizio era caduto nella trappola di Alessandro e parlò troppo alla svelta, prima che Daniele potesse intervenire:
Quella povera Martina. Dopo averla sfregiata orribilmente l'ha anche gettata nella spazzatura quel bastardo.
Ah! Ah! Ah! Ci sono cascati! Finalmente! Ora li sistemo io! pensò Alessandro.

Davvero? Allora sarà meglio che si faccia una bella doccia prima di andare all'ospedale.
Fabrizio e Graziano lo guardarono con gli occhi spalancati non riuscendo a capacitarsi di ciò che avevano sentito, ma Daniele se lo aspettava e il suo sguardo era soltanto rassegnato.
Altrimenti il chirurgo plastico ci muore asfissiato! Disse Alessandro spalancando gli occhi.
Poi Graziano non cela fece più a controllarsi e iniziò a piangere:
io gli garbavo, me l'aveva fatto capire! Stavo per chiederle di uscire con me e ora non posso più farlo.
Puoi chiederglielo lo stesso! Disse Alessandro creando sconcerto.
Daniele sudava freddo, avendo intuito cosa Alessandro stava per dire, ma dentro di se sperava, pregava che non lo dicesse.
E' una cosa troppo orribile per poter essere detta, non può, non deve dirlo e non lo farà!
E invece, senza che nessuno potesse fare nulla per impedirlo lo fece:
Anzi ora è anche meglio! Così sei più sicuro che accetti l'invito. Disse Alessandro simulando(senza riuscirci del tutto) un espressione seria.
La sera dopo Spetters il rosso si trovava in uno scantinato osservando l'uomo al quale aveva amputato mani e piedi che gemeva per terra:
Per l'ultima volta amico parla! So che conoscevi bene Marco, ora mi dirai dove si trova! Parla o ti cavo gli occhi!!! Disse Spetters.
Noooo!!!! E va bene! Ti dirò quello che so! E' capo di una banda di delinquenti, si fanno chiamare i guerrieri di sangue! Ma ora è latitante non ha fatto sapere dove si trova. So solo che si trova con i suoi uomini in un gruppo di case abbastanza isolato.
E' tutto quello che sai? Menti bastardo! So io come farti sputare la verità! Ti friggerò i testicoli! Disse Spetters.
Noo! E' la verità! Lo giuro! Comunque fra tre giorni alcuni dei suoi uomini attaccheranno l'ufficio postale, loro sanno dove si trova! Puoi interrogarli!
Va bene, farò così, poi per lui sarà finita! Disse Spetters.
Sarebbe stato meglio non fossi mai venuto! Verranno in tanti ad attaccarti! Sono tanti e forti, Presto infatti spadroneggeranno e non avranno più bisogno di essere latitanti!prima o poi ti faranno a pezzettini e ti getteranno ai quattro venti!!!
Vuoi forse spaventarmi con questi discorsi?! Molto bene! Loro forse poi mi faranno a pezzi(ma ci voglio essere anch'io) ma tu pensa per te, Infatti hai un problema ben più immediato! Disse Spetters andandosene.
L'uomo rimase per terra sanguinante .Al buio e terrorizzato, presto sentì dei rumori sinistri, l'attimo dopo fu completamente ricoperto di enormi ratti..
Mentre sene andava Spetters udì un urlo disumano e sorrise capendo che i suoi calcoli erano esatti.
Il giorno dopo, i quattro amici(Alessandro, Daniele, Graziano e Fabrizio) si trovarono nuovamente al bar dove un preoccupato Fabrizio ragguagliava gli altri con le ultime notizie:
avete sentito di Marco? Pare abbia riunito nuovamente la sua vecchia banda, i Guerrieri di sangue! Ieri hanno assalito una villa di un ricco imprenditore e non solo lo hanno derubato, ma hanno anche violentato sua moglie e sua figlia, le hanno picchiate fino a ridurle in fin di vita, poi l'hanno inchiodato al muro come Gesù Cristo!
I Guerrieri di sangue? No! Non loro! Sono delle bestie! Non si fermano di fronte a nulla! Prima non era stata provata l'implicazione di Marco nella banda , ma se sono tornati in attività dopo che lui è stato scarcerato beh! Secondo me è lui il capo della banda. Disse Graziano.
Che vengano! Quei bastardi moriranno tutti urlando! Disse Daniele con aria cupa.
Tu non capisci Daniele! Sono delle bestie, sono pronti a tutto. Disse Graziano preoccupato.
Già! Hai sentito che ha fatto uno di loro ancora latitante? Ha messo in forno a cuocere il fratellino di un suo nemico! E poi, quando è arrivata una sua amichetta, ci ha messo anche lei nel forno! Disse Fabrizio con preoccupazione.
Forse avrà pensato che li dentro si sentisse solo. Disse Alessandro abbozzando un sorriso.
Gli altri furono talmente sconvolti da quelle parole che non riuscirono più a dire una parola, accorgendosi di ciò Alessandro dentro di se rideva.
Quella sera Marco , assieme a Giovanni stava giocando col suo enorme cagnone, quando per sbaglio l'animale lo graffiò. Essendo uno che si divertiva a maltrattare sia le persone che gli animali colse l'occasione per maltrattare nuovamente il suo cane. Lo prese a pedate, poi a sprangate mentre il suo amico a quattro zampe lo fissava col suo sguardo implorante, cosa quella che eccitava Marco ancora di più.
Maledetto cagnaccio bastardo! Come osi guardarmi in quel modo?! Ora ti farò pentire di essere nato.
Detto ciò lo trascinò per terra. Il cane agitandosi, inavvertitamente lo graffiò di nuovo.
Maledetto cagnaccio! Ti darò una lezione che non dimenticherai mai!
Poi lo sollevò e sotto lo sguardo spaventato di Giovanni lo gettò violentemente per terra, una volta, due volte, tre. Poi, per nulla pago delle sofferenze che aveva inflitto al suo amico, lo prese e lo gettò in un pozzo senz'acqua.
La bastardo! Cane di merda! Starai li dentro senza ne cibo ne acqua, fino a quando mi piacerà! Disse Marco.
Poverino! Quando lo toglierai? Disse Giovanni un po' dispiaciuto.
Non lo so, anche mai. Disse Marco. Poi, leggendo lo sconforto sulla faccia di Giovanni aggiunse: una volta da bambino ho seppellito vivo il mio cane davanti casa. Ogni tanto appoggiavo l'orecchio per terra, volevo sentire se si lamentava.
E si lamentava?! Chiese Giovanni incuriosito.
Oh si! Si era lamentato per ore, poi smise. Disse Marco.
E poi che hai fatto? L'hai tirato fuori? Chiese Giovanni.
Naaa! L'ho lasciato dov'era, tanto ormai era morto
La povera bestia comunque almeno un po' poteva bere, perché era piovuto un poco in quei giorni e, nonostante il tremendo caldo, sul fondo del pozzo appena un po' d'acqua era rimasta.
Due giorni dopo tre dei Guerrieri di sangue entrarono alla posta, proprio mentre c'era la fila dei pensionati a riscuotere.
Un attimo di attenzione giovanotti! Questo mese farete gentilmente dono delle vostre pensioni alla nostra banda. Disse uno dei guerrieri.
I pensionati si girarono sconcertati verso i giovani armati fino ai denti.
Sapete com è dovete sapere che essendo latitanti c'è bisogno di più soldi. Disse un altro dei teppisti.
Allora voi pretendereste che della povera gente per un mese non mangiasse? Disse un pensionato tutto bendato.
Ah! Ah! Ah! E chi è quello? Il mostro di Frankestein? Disse un teppista.
No! Ma che dici? Non vedi che è la mummia?
Già! Che stupido sono stato.
Eh! Eh! Eh! Mi spiace deludevi ma avete sbagliato tutti e due. Disse il pensionato.
Manonmidire! E chi saresti? Sentiamo.Disse un teppista facendo la voce incuriosita e spalancando gli occhi a presa di giro.
Eh! Eh! Eh! Coraggio! Prova a indovinare. Disse il pensionato.
Poche storie e dateci i soldi, forza! Disse un teppista impaziente.
No! Dai! E' divertente quel vecchietto! Disse l'altro teppista, poi si rivolse al pensionato: dai, chi sei?
Uno che vi pentirete di aver incontrato per il resto della vostra vita, cioè non per molto. Disse il pensionato
Oohhh! Avete sentito? Ci minaccia! Che pauuraaaaaa! Disse il teppista simulando sgomento.
Vi distruggerò, vi farò diventare concime per il terreno. Disse il pensionato.
Adesso mi ha rotto le palle! Diamogli una lezione a quel vecchio rintronato! Disse l'altro teppista.
D'accordo!
Gli saltarono tutti e tre addosso e lo reggevano.
Coraggio! Vediamo com'è fatto sotto le bende! disse uno di loro sbendandolo.
Ma quando videro che era Spetters il rosso fecero un passo indietro e pensarono che forse era meglio se non erano stati tanto curiosi.
Spetters balzò in avanti sbudellando uno di loro con il suo pugnale.
L'ho sempre detto io, la curiosità fa male. Disse Spetters.
Gli altri due iniziarono a sparare a Spetters, ma lui, facendosi scudo del loro compagno ferito li caricò. Poi a uno di loro troncò una mano girandogli la pistola contro e sparandogli. Volò all'indietro con il petto sfondato. L'altro lo colpì con un proiettile alla gola. Spetters, per la dolorosa ferita non ci vide più dalla furia e, dopo esser saltato addosso al teppista, lo colpì a super velocità con il pugnale e, passata la sfuriata, si trovò davanti il teppista in agonia con le costole scoperte.
Accidenti! Almeno uno doveva sopravvivere per dirmi dove si trova la loro base, ma la mia furia ha preso il sopravvento e adesso rischio di perderlo prima di sapere qualcosa! Gli altri due sono sicuramente morti!L'unica mia speranza è quella di far parlare questo qui prima che muoia. Pensò Spetters.
Avanti parla! Non morire! Dimmi dove si trova la base di Marco.
H hai firmato la tua condanna a morte sfidandoci SpettersDisse il teppista morendo.
Noooo! Maledizione! Maledizione! Urlò Spetters sbattendo il cadavere per terra sotto lo sguardo terrorizzato dei pensionati e degli impiegati.
Marco stava scopando con la sua nuova ragazza al suo covo, quando uno dei Guerrieri gli portò la brutta notizia:
capo, scusa se ti disturbo in un momento critico.
Prega che sia per una buona ragione o andrai a far compagnia al mio cane, così quando avrà fame mangerà te. Disse Marco.
Purtroppo è una buona ragione! Quelli che dovevano rapinare le poste hanno fallito.
Davvero?! Com'è possibile? Disse Marco sconcertato.
Pare che abbiano incontrato Spetters il rosso! Li ha trucidati tutti! Disse il guerriero.
Avendo sentito mentre era in prigione storie terribili su questo Spetters , Marco rabbrividì, ma poi riprese il controllo della situazione.
Spetters?! Cos'abbiamo a che fare noi con Spetters? Disse Marco.
Non lo so! Ma sembra che si trovasse camuffato tra i pensionati! Li stava senz'altro aspettando.
Marco si sentì stringere lo stomaco, un conto era se fossero incappati casualmente in Spetters, ma se li stava aspettando voleva dire che gli stava dando la caccia, e avere alle costole un essere simile non era certo una cosa da stare tranquilli, nemmeno per uno come lui.
Ascolta.. senza dubbio lui ha fatto domande in giro su di noi e senz'altro ha interrogato i nostri amici prima di ucciderli! Se è così presto avremo una sua visita Disse Marco.
Non credo abbai fatto in tempo a interrogarli, secondo le testimonianze sono morti tutti e tre quasi subito.
Un altro brivido percorse il corpo di Marco, che essere era uno che poteva far fuori tre di loro così velocemente? Ma almeno non sapeva dove si trovavano ed era già qualcosa, ma per quanto sarebbero stati al sicuro? Non poteva aspettare che si stancasse, no. Dovevano fare loro la prima mossa.
Ascolta! Chiama tutti in riunione, dobbiamo organizzarci per fermare questo Spetters. Disse Marco con risolutezza.
Bene capo! Li chiamerò a raccolta. Disse il guerriero.
Daiii! Torniamo a noi! Disse la ragazza come una cagna in calore.
No, adesso dobbiamo fronteggiare un emergenza. Disse Marco.
Daii! Tanto non scappa mica,vieniiiii!
Non posso, ogni istante è prezioso! Dobbiamo assolutamente impedire a Spetters di trovarci.
Ah! Hai forse paura di lui? Non ti facevo così fifone. Disse la ragazza.
Che hai detto? Disse Marco.
Niente, niente. Disse la ragazza pentendosi di essersi lasciata andare.
Come niente? Hai detto che io ho paura! Disse Marco.
M-ma io io
Marco le diede un manrovescio talmente forte che la fece volare all'indietro .
Io non ho mai paura!!!!! Disse Marco.
Poi le saltò addosso mentre era per terra.
N,, No, fermati ti prego io non..
Non devi mai dire che ho paura!!!! Disse Marco prendendola a forti pugni sulla faccia mentre aveva la testa appoggiata in terra.
Giovanni arrivò dopo che Marco le ebbe spaccato il setto nasale, alcuni denti e il labbro.
La ragazza aveva la faccia letteralmente tumefatta e Giovanni la guardava fissamente.
Che c'è Giovanni?! Disse Marco.
Sono tutti riuniti, ti aspettano.
Si , vado. Disse Marco andando.
Giovanni restò immobile a fissare la ragazza.
C- che vuoi Giovanni Disse la ragazza.
Minchiaaa! Poverina! Guarda come ti ha ridotto la faccia! Disse Giovanni ad alta voce.
Vattene nasone di merda! Non rompermi le palle!!! Disse la ragazza infuriata.
MINCHIAAAAA!!! POVERINAAAAAAA!!! GUARDA COME TI HA RIDOTTO LA FACCIA!!!!! Disse Giovanni urlando e distorcendo la voce.
Poco dopo in riunione Marco parlò:
non possiamo stare qui ad aspettare la sua mossa. Certo, non sa dove siamo, ma sappiamo per certo che ce l'ha con noi. Non possiamo spostarci troppo perché la polizia ci sta cercando e io eviterei al momento uno scontro con gli sbirri. Io non vi chiederei mai di attaccare un essere simile altrimenti, ma siccome ci sta cercando, dobbiamo fare noi la prima mossa così lo spiazzeremo.
Nel gruppo c'erano mormorii e nell'aria serpeggiava perplessità, come potevano affrontare un essere simile?
So di chiedervi molto, ma le scelte sono due: o aspettare che ci decimi piano, piano o attaccarlo e avere una possibilità e, con due opzioni del genere beh! Non serve certo che vi dica io qual è la migliore no? Del resto le possibilità che non ci trovi mai sono decisamente minime.
Le parole di Marco suonavano sensate, era meglio affrontarlo che aspettarlo così i Guerrieri fecero segno di si col capo.
Bene, allora gli daremo la caccia. Domani sulla sera andrete in forze al bar centrale del paese ove si pensa abiti Spetters e torchierete la gente affinché vi dica ciò che sa di lui, mentre alcuni di voi staranno fuori a vedere se arrivano gli sbirri. Non dovreste avere problemi, nemmeno lui, chiunque sia, può battervi tutti assieme. Certo! Guarisce in fretta (almeno stando a quello che ho sentito dire) ma se lo colpirete duramente e bene non ci sarà più nulla da fare per lui. Si, potremmo anche stare quaggiù ad aspettarlo, ma allora sarà più difficile ucciderlo, perché tenterà di beccarci uno a uno, o comunque a piccoli gruppi per volta, mentre se lo attaccherete in massa non avrà altra scelta che arrendersi. Disse Marco.
La sera dopo una trentina di Guerrieri partirono per una spietata caccia all'uomo.Le loro magliette erano tutte rosse come il sangue ed erano tutti armati di catene, coltelli, bastoni e alcuni di loro avevano anche una pistola. Siccome Marco era ancora ultraricercato per via della storia dei due acidi, rimase alla base, con il suo amico Giovanni e un paio di uomini di guardia alla base.
Torneranno con la testa di Spetters. Disse Marco.
Minchia! Ma ne sei sicuro?! Vedi che lui è un diavolo! Non hai sentito di come ha ridotto i tuoi uomini che avevano fatto quella rapina?! Disse Giovanni spaventato.
Marco sorrise: si, si! Certo che l'ho sentito, ma il fatto è che loro non erano preparati ad affrontarlo, mentre questi altri si.
I loro ragionamenti furono interrotti dai lamenti disperati del cane nel pozzo.
Cosa?! Incredibile! E' ancora vivo! Disse Marco facendo un espressione stupita. Poi la sua faccia si rilassò: già! Che stupido che sono! Deve aver trovato un po' d'acqua residua nel fondo.
Ma non sarebbe ora di liberarlo? Minchia senti come sta soffrendo poverino? Disse Giovanni xon aria triste.
No! Quel cane di merda! Non lo voglio più vedere! Che ci crepi li dentro! Disse Marco contrariato.
Allora Giovanni, avendo fallito il suo tentativo di far leva sulla pietà di marco, fu costretto ad essere sincero: Minchiaaa! Ma vedi che poi ci si muore dalla puzza qui!!! Disse Giovanni preoccupato.
Ah! Ah! Ah! Lo sapevo che era quello il problema! E ti capisco sai? Con quel tuo nasone sentirai la puzza amplificata! Ah! Ah! Ah! Disse Marco col suo vocione rimbombante.
E dai, smettila! Disse Giovanni spingendolo.
Ma Marco ormai ci aveva preso troppo gusto a prendere in giro il suo amico un po' scemo.
Ah! Ah! Ah! Vedrai che ci si morirà dalla puzza, ah! Ah! Ah!
Quella sera al bar Alessandro e Fabrizio stavano parlando tra loro.
Ma Daniele? Non aveva detto che veniva? Disse Fabrizio.
A me aveva detto che non lo sapeva, che poteva anche avere degli impegni..
La loro conversazione s'interruppe quando videro entrare un bel po' di ragazzi tutti vestiti con una maglietta rosso sangue e armati. Gli sguardi della gente erano tutti fissi su di loro.
Accidenti! Chi credi che siano quelli? Non saranno mica i Guerrieri di sangue? Disse Fabrizio.
Che mene importa? Basta che stiano nel suo e io starò nel mio. Disse Alessandro.
Dapprincipio ordinarono da bere. Poi, uno di loro strattonò il barista e gli fece una domanda:
cosa sai di Spetters il rosso? Parla disgraziato.
N -nessuno sa chi sia! E' un assassino che bisognerebbe eliminare. Disse il barista.
Di questo cene stiamo occupando. Disse il ragazzo lasciandolo.
Poi iniziarono a buttare tutto all'aria, ruppero il telefono e iniziarono a molestare i clienti del bar, impedendo a chiunque di andarsene.
Uno bruciò la mano di una ragazza con la sigaretta accesa:
dov'è Spetters? Parla o tela infilo in un occhio.
Fabrizio si preoccupò:
Mio Dio Alessandro! Dobbiamo fare qualcosa! Vuole infilarle la sigaretta nell'occhio!
See. .. ma tanto ne ha un altro. Disse Alesssandro.
Fabrizio lo guardò dubitando della sua sanità mentale.
La ragazza con la mano bruciata giurò di non conoscere Spetters.
Il teppista sul momento la guardò male. Poi si rilassò, e spense la sigaretta in un bicchiere.
Sai una cosa bambola? Ti credo! Comunque voglio divertirmi un po' con te. Disse calandosi le mutande.
No! Basta! Se non vuoi intervenire ci pensò io! Disse Fabrizio avvicinandosi furtivamente al teppista.
Il teppista, sorridendo, mise in bella mostra i suoi genitali invitando la bella a un assaggio. Ma il suo sorriso mutò rapidamente in una smorfia di dolore quando si sentì strinare i testicoli.
Era Fabrizio, il quale, dopo essersi accucciato sotto il tavolino con l'accendino gli aveva strinato gli organi di riproduzione, dopodiché gli prese in mano i testicoli e, serrandoli con forza iniziò ad allungarglieli.
Noooo!!! Ahhhhhh!!! Bastaaaaa!!! Ti pregooooooo!!!!!! Urlava il teppista.
Ma ormai Fabrizio ci aveva preso gusto e, incurante delle ritorsioni che potevano esserci, gli allungò di un quarto di metro i testicoli.
Simultaneamente un teppista si avvicinò ad Alessandro con una catena e, dopo averla sbattuta violentemente sul tavolino lal quale era seduto lo minacciò:
amico! Mi hanno detto che hai avuto contatti ravvicinati con Spetters! Sia in discoteca che quando ha eliminato quei militari che ti avevano aggredito! Farai bene a vuotare il sacco e a dirmi tutto ciò che sai prima che mi arrabbi.
Ascolta, io posso capire che hai dei problemi, so che non sei cattivo e quindi non voglio spaccarti la faccia. Però ora siccome io sono qui che non rompo le palle a nessuno, farai bene a tornare dov'eri. Disse Alessandro con estrema gentilezza.
Coosaaa?!! Ho sentito bene?! Osi minacciarmi?!!!! Disse colpendo ripetutamente il tavolo con la catena.
Alessandro inghiottì e si alzò tendendogli nuovamente una mano amica: ascolta, io non voglio picchiarti, voglio solo stare tranquillo, non ho nulla contro di te, perché ti ostini a non capire?!
Nooo!!! Sei tu che non hai afferrato bene la situazione! Figlio di puttana!!
Ascolta! Mia madre lasciala fuori, se no sono dolori, capito?! Disse Alessandro in tono leggermente più duro.
Cosa? Ancora mi minacci?!! Bene! L'hai voluto tu! Disse attaccandolo con la catena.
Alessandro però afferrò la catena con la mano, e con un possente pugno in faccia lo fece volare all'indietro. Il teppista cadde stordito e sputando sangue.
Vedi?! Te l'avevo detto che non volevo picchiarti, ma tu hai insistito! Comunque non te lo volevo dare così forte, sia chiaro! Ma anche tu avresti dovuto capire quando era il momento di piantarla! Io non telo volevo dare, ma non mi hai lasciato altra scelta. Comunque non volevo picchiarti tanto forte, ma tu.
Improvvisamente nel bar irruppe la figura rossa di Spetters.
Bene ,bene! Cos' abbiamo qui? Disse Spetters.
Spetters! Ma avevamo messo tre di noi fuori dal bar, perché non hanno dato l'allarme? Disse uno dei teppisti a un altro.
Quelli?! Mah? Pare che siano diventati tuttuno con l'asfalto. Disse Spetters.
Noooo!!! Gli hai fatto la fotografia?!! Disse Alessandro tutto eccitato.
Già! Si! Ah! Ah! Ah! Disse Spetters non riuscendo a trattenere una risata.
Spetters! Era proprio te che desideravamo incontrare. Disse uno di loro facendo roteare la catena.
Bene, pare che il vostro desiderio si sia avverato. Disse Spetters.
Già! E devo dire che ne siamo enormemente soddisfatti. Dissero tutti assieme guardandolo come si guarda una preda.
Si, si! Lo vedo! Però attenti, a volte la realizzazione di un desiderio porta con sé altre cose sempre legate ad esso un po' meno piacevoli. Disse Spetters.
PER ESEMPIO?! Disse uno di loro alzando il fucile verso Spetters.
Dieci minuti dopo:
i teppisti si trovavano tutti per terra in pozze di sangue; uno di loro era senza occhi, senza naso e aveva le budella di fuori, un altro era senza braccia e con un pezzo di spina dorsale fuori dalla schiena e l'ultimo aveva il cranio scoperchiato, la lingua strappata ed era stato privato dei genitali, uno aveva le budella attorniate al collo a mo di collana, un altro aveva un coccio di bottiglia piantato in testa. Alcuni si trovavano spiaccicati sul soffitto, altri smembrati e sparsi ai quattro angoli della stanza, altri senza pezzi di gola, ecc., ecc.
per esempio anche questo. Disse Spetters con tranquillità.
Poi Spetters si rivolse al teppista steso ai piedi di Alessandro.
Ahh! Spetters pietà! Disse il teppista.
Alessandro guardava la scena tutto eccitato.
Parla! Dimmi dove si trova Marco o sarà peggio per te! Disse Spetters.
Si! Si! Si trova a Toiano! Ormai sono rimasti solo in quattro, ci aveva mandati tutti qua a cercarti! Voleva coglierti di sorpresa!
E invece la sorpresa a quanto pare l'avrà lui. Disse Alessandro.
Toiano! Il paese disabitato! Come ho fatto a non pensarci? Poi Spetters, facendosi più serio si rivolse nuovamente al teppista:Parla avanti! Era appena uscito di galera! Perché ha voluto sfigurare Martina a costo di diventare nuovamente ricercato? Disse Spetters.
Aveva paura che scappasse se sapeva che era libero! Per questo ha voluto agire subito. Disse il teppista.
Ma allora perché non l'ha uccisa? Non sapeva che l'avrebbe denunciato? Disse Spetters.
Perché lei doveva vivere, lui non la voleva morta, voleva saperla sfigurata e sofferente! Marco è uno che si diverte a far soffrire sia le persone che gli animali, è fatto così! Pensa che ha gettato il suo cane nel pozzo quasi una settimana fa e da allora non gli ha più dato da mangiare. Quella povera bestia abbaia implorante, ma lui non si intenerisce, ci si diverte a sentirlo soffrire.
Una bizzarra idea si fece strada nella mente di Spetters.
Bene! Mi sei stato di grande aiuto! Disse Spetters spiaccicandogli la testa contro il muro come se fosse un uovo.
Poi, lasciando il teppista col cervello sparso sul pavimento Spetters si apprestò ad andare a Toiano.
Dai Spetters! Fammi venire con te! Voglio fare due risate, dai! Disse Alessandro.
Mmm.. Va bene! Prendi una moto di loro e andiamo. Disse Spetters.
Mentre andavano Fabrizio fermò un attimo Alessandro:
ho chiamato l'ambulanza, credi che qualcuno di loro possa essere salvato?
Mah? Di sicuro i pezzi ci sono tutti, non si sa dove, ma ci sono tutti. E digli di procurarsi una spatola, per levare quelli spiaccicati. Disse Alessandro andandosene abbozzando un sorriso.
Arrivati a nei pressi di Toiano, Alessandro e Spetters spensero le moto e scesero.
Ascolta Alessandro, potresti occuparti dei due di guardia? Vorrei arrivare da Marco nel modo più silenzioso possibile.
Nessun problema, ma quale destino hai in serbo per lui?! Disse Alessandro tutto eccitato.
E' una sorpresa. Disse Spetters facendo un sorriso.
Alessandro distrasse le guardie e le mise fuori gioco facilmente.
Spetters si avvicinò all'abitazione illuminata ove si trovavano Giovanni e Marco.
Giovanni era preoccupato:
non sono ancora tornati! E se Spetters li ha sconfitti?!
Non temere amico! Sono in numero sufficiente per costringerlo ad arrendersi! Ti assicuro che da stasera non sentiremo più parlare di Spetters. Disse Marco.
Su questo sono d'accordo. Disse una voce dietro di loro.
Chi?! Cosa. Disse Marco.
No, niente! Dicevo che sono d'accordo sul fatto che da stasera non sentirete più parlare di me, dato che sarà l'ultima sera che passerete in questo mondo. Disse Spetters mostrandosi.
Vai uomo! Fagli vedere chi sei! Attaccalo! Disse Marco spingendo Giovanni addosso a Spetters.
Noooo!!!!! Fece Giovanni preoccupato.
Un tremendo diretto fece sparire il nasone di Giovanni e lo mise a tacere.
E' solo un povero scemo, non vale la pena perdersi con lui più di tanto! Vergognati ! Ripararti dietro di lui fatti sotto! Dimostra che sei un uomo.. Disse Spetters a Marco.
Marco preferì tentare la fuga, ma Spetters, implacabile, prese un pesante mobile che si trovava nella stanza e glielo tirò dietro. Il mobile si ruppe addosso a Marco, il quale cadde dolorante e sanguinante, con quasi tutte le ossa del corpo rotte.
Mentre per terra si dimenava e piangeva, Spetters si avvicinò a lui.
Ahhh!!! Spetters! Che vuoi farmi?! Pietààààààà!!!!!!!!!!!
E' ora di dar da mangiare al cane, non trovi?! Disse Spetters.
Sperando di salvarsi Marco lo assecondò:
Si! Si! Stavo per portarglielo quando mi hai attaccato! Ora non ci riesco però. Disse Marco.
Ci penserò io, accompagnami da lui. Disse Spetters tirandolo su.
Seguendo le indicazioni di Marco Spetters trascinò quest'ultimo vicino al pozzo ove si trovava la povera bestiola affamata.
S-si! E' la dentro.. sai com'è credevo di insegnargli (sbagliando ora mene rendo conto) la disciplina, sai com'è! Disse Marco.
Ora però è meglio dargli da mangiare. Disse Spetters.
Già! Il cibo per cani è laggiù, se vuoi prenderlo Disse Marco.
Non credi che abbia diritto a un po' di carne fresca dopo tutto questo tempo?! Disse Spetters.
Certo che si! Ma Poi un terribile dubbio prese forma nella mente di Marco:no! Nooo!!! Noooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E invece si! Disse Spetters sollevando Marco con le mani sopra la testa.
Poi lo gettò nel pozzo dal cane affamato.
Ecco la tua cena!! Disse Spetters.
Le urla disperate di Marco che veniva sbranato accompagnarono Spetters. Mentre quest'ultimo si allontanava, incontrò Alessandro:
Sistemate le guardie? Disse Spetters.
Un gioco da ragazzi. Ora non tenermi sulle spine.. Ti sei già occupato di Marco? Disse Alessandro.
Spetters lo guardò lungamente, senza parlare, come se stesse pensando a cosa dire.
Poi, finalmente: era in bocca a un cane.
Cosa? Ma dai! Mi prendi
Alessandro sorrise scetticamente all'inizio, poi, guardando il pozzo gli venne un dubbio:
Cosa?! Nooooo!! Disse tutto eccitato: O cosa gli hai fatto?!Ah! Ah! Ah! Cosa gli hai fatto?! Nooooo!!!!!!!! Non ci posso credere!!! Ah! Ah! Ah! Disse Alessandro

FINE EPISODIO.