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SPETTERS IL ROSSO 06
Daniele Orlandini

 

La minaccia di Spetters

Lari, un giorno come un altro di settembre. Erano appena ricominciate le scuole e l’autista di pullman Mario stava accompagnando i ragazzi , mentre il fattorino Antonio, un omino basso, pelato e cattivo stava controllando i tesserini e i biglietti di eventuali persone sul veicolo, desiderando ardentemente di trovare qualcuno che sgarrava per sfogare su di lui la sua rabbia e la sua frustrazione di essere brutto, infatti come molte delle persone basse aveva il cuore troppo vicino al buco del culo.
Era tutto in regola per il momento ma uno strano uomo( un barbone probabilmente) vestito di stracci e con un cappello sulla faccia che si trovava tutto solo sul fondo del veicolo destò la sua curiosità.
“Dammi il biglietto zoticone, sbrigati!” Disse Antonio con arroganza,
“Mi dispiace, non ce l’ho.” Disse l’uomo
Soddisfatto per aver trovato ciò che voleva, Antonio decise di darci dentro con lui e, urlando come un forsennato, aggredì verbalmente l’uomo, insultandone anche la famiglia.
Mario dal canto suo non era meno stronzo di lui(erano davvero una bella accoppiata) e, sentendolo sbraitare intervenne, anche se in maniera un po’ più soft:
“non stare a perdere tempo con gente del genere, scendilo e basta.”
“A me certa gente fa incazzare di brutto, ptuh! Barbone di merda! Io ti…” Disse Antonio zittendosi di colpo.
Non sentendolo più parlare, Mario ebbe il sospetto che fosse successo qualcosa e lo chiamò:
“Antonio? Devo fermarmi? Vuoi scenderlo?”
Nessuna risposta.
“Antonio! Porta qui il tuo testone pelato, forza!”
Venne immediatamente accontentato, in quanto la testa di Antonio rotolò ai suoi piedi, fra le urla terrorizzate dei passeggeri.
Sul momento Mario non realizzò bene la situazione e guardò la testa inebetito, solo in un secondo tempo, quando finalmente si rese conto della situazione, iniziò a urlare a squarciagola.
Per il terrore perse il controllo del mezzo e andò a finire in un burrone.
Tramortito, ferito e con il veicolo che stava per incendiarsi Mario, assieme a quelli che potevano farlo, stava strisciando fuori dall’autobus, ma venne bloccato dalla figura rossa di Spetters.
“Ahhh! Spetters! Cosa vuoi da me?”
“Tu in passato mi levasti il tesserino! Io ero stato malato e non avevo potuto rinnovarlo, ma tu non volesti sentire ragioni! Melo levasti facendomi passare male da tutti gli altri studenti che erano sul pullman! Ora sarai tu a passare male ! Assieme a quell’ebreo di merda di Antonio che ti aizzava quel giorno a fare peggio, ridicolizzandomi davanti a tutti. Passerai male e poi morirai bruciato!”
Disse Spetters.
Il giorno dopo al bar la notizia dell’accaduto fece scalpore, e anche i quattro amici(Alessandro, Graziano, Daniele e Fabrizio) si trovarono a commentarla.
“Accdenti quello Spetters! Ha decapitato Antonio, pisciato in testa a Mario in presenza a tutti, poi lo ha tenuto dentro il pullman finche non si è incendiato! E’ morto urlando.” Disse Graziano preoccupato.
“Io facevo parte della squadra di soccorso con l’ambulanza. Quasi tutti i passeggeri sono usciti, ma tre sono rimasti intrappolati dentro, non c’è stato nulla da fare..” Disse Fabrizio.
“Spetters è proprio una minaccia! Uccidere degli innocenti.” Disse Graziano.
“Ma non li ha uccisi lui! Stando ai fatti è stato Mario a perdere il controllo del mezzo e a precipitare.” Disse Alessandro.
“E che vuol dire questo? E’ stato Spetters a fargli perdere il controllo! Lanciandogli la testa del suo amico!” Disse Graziano.
“Gliel’ha tirata addosso?” Disse Alessandro.
“No, per terra, ma..” Disse Graziano.
“Ma niente! Spetters non voleva causare l’incidente! E’ stato Mario che, spaventandosi, ha messo la vita di tutti in pericolo, compresa quella di Spettes.” Disse Alessandro.
“Compresa quella di Spetters? Ma dai..” Disse Fabrizio.
“Si! Compresa quella di Spetters! Perché se rimaneva incastrato e bruciava, moriva anche lui come tutti! Non è stata colpa di Spetters, anzi! E’ stato Mario che ha tentato di uccidere Spetters.” Disse Alessandro.
“Si, ma Spetters aveva ucciso Antonio decapitandolo, te ne sei forse dimenticato?” Disse Graziano.
“Quello lascia perdere! Possono esserci state un gran mucchio di ragioni che non sappiamo! E poi ci sono delle testimonianze che dicono che Antonio gli aveva sputato addosso e aveva tirato fuori un coltello quindi ci sta anche che si trattasse di legittima difesa.” Disse Alessandro.
Le loro conversazioni vennero interrotte da due poliziotti, i quali volevano parlare con Alessandro.
“Si ? Posso fare qualcosa per voi?” Disse Alessandro.
“ Credo di si! Siamo qui per indagare sull’assalto di Spetters al pullman.”
“ ‘Assalto ‘ beh… intanto bisogna provare che si tratti effettivamente di un assalto.. e poi io cosa c’entro?” Disse Alessandro.
“Beh.. ultimamente lo hai aiutato a mettere fuori gioco i Guerrieri di sangue, sei andato anche con lui alla loro base.”
“Già, salvando la vita almeno ai due di guardia! Probabilmente Spetters nella sua giusta rabbia li avrebbe potuti uccidere accidentalmente per proteggersi.” Disse Alessandro.
“Si, e te ne siamo grati anche se purtroppo non sei riuscito a salvare il loro capo.”
“ E che vi devo dire? Cercava di uccidere Spetters, non dimenticatelo! Purtroppo nella colluttazione è caduto nel pozzo dove aveva tenuto per settimane il suo cane senza mangiare. E’ morto prima che qualcuno capisse cosa gli stava succedendo.” Disse Alessandro.
“Già, già… di lui sono rimaste a malapena le ossa…” Disse uno dei poliziotti disgustato.
“E anche a Giovanni non è andata molto bene, Spetters gli ha dato un pugno talmente forte da fargli sparire il naso.” Disse l’altro poliziotto.
“Ah! Così almeno non avrà bisogno di farsi scorciare il naso.” Disse Alessandro.
I poliziotti rimasero allibiti e Daniele si mise a ridere.
Poi, ripresoli controllo della situazione, un poliziotto parlò:
“Comunque dovremmo farti delle domande, potresti venire in centrale con noi?”
“Certamente.” Disse Alessandro amichevolmente.
In centrale:
“dunque.. tu in passato hai militato in un gruppo di eroi, mi potresti dire qualcosa di ciò?” Disse il commissario.
“Non capisco cosa c’entri comunque.. d’accordo. Eroi comunque è troppo! Diciamo che quando un enorme gorilla è fuggito dal circo seminando il panico io e un gruppo di ragazzi ci siamo adoperati per fermarlo e, avendo visto che lavoravamo bene insieme abbiamo deciso di continuare a giocare per un po’ ai super eroi, roba di quando eravamo ragazzini comunque….” Disse Alessandro facendo il modesto nonostante dentro si sentisse gasato da quei discorsi.
“Alla faccia dei ragazzini! Ci risulta che abbiate sventato minacce di ogni genere! Avete anche fermato dei nazisti che volevano scatenare la terza guerra mondiale.” Disse un poliziotto spalancando gli occhi.
“Oh! Niente, niente!” Disse Sorridendo Alessandro,” diciamo che ci siamo trovati a sentire delle trasmissioni sospette per caso e abbiamo indagato, per il resto.. abbiamo avuto solo fortuna.”
“Poi a noi risulta che tuttora riunite periodicamente la vecchia banda.” Disse il commissario.
“Va bene, ma è solo un modo per riunirsi tra vecchi amici. Ormai è da un pezzo che non giochiamo ai super eroi, tutti noi abbiamo altre cose a cui pensare. “ Disse Alessandro.
“ Proprio ora che c’è la minaccia di Spetters.. Almeno avreste potuto darci una mano.” Disse un poliziotto.
“Minaccia? Mah? Io non sono affatto convinto che sia una minaccia! Ha steso solo delinquenti, e in un paio di occasioni mi ha anche salvato la vita.” Disse Alessandro.
“Non è una minaccia? Ma che dici! Anche se lasciamo da parte il massacro avvenuto al bar ai danni dei Guerrieri di sangue, e gli innumerevoli massacri di cui è accusato a Torino, ha commesso un sacco di altre stragi nella zona, anche a scapito di innocenti! Hai dimenticato forse cosa ha fatto a Vannino? Gli ha trucidato in modo orribile famiglia e amici e poi lo ha infilato nel forno delle pizze a cuocere lentamente! “ Disse il commissario sbattendo la mano pesantemente sul tavolo.
“Non urli, non sono sordo! “ Disse Alessandro in modo rude. Poi , dopo alcuni secondi di silenzio addolcì il suo tono:” che ne possiamo sapere di cosa c’era stato realmente tra Vannino e Spetters? Come possiamo giudicare senza sapere i fatti? L’unica cosa è che, siccome conosco Vannino dai tempi delle medie , posso affermare con certezza che era una grande testa di cazzo, per il resto non posso pronunciarmi.”
“Vorresti forse dire che ha ragione Spetters?!” Disse il commissario spalancando gli occhi.
“Ragione? E chi sono io per decidere chi ha ragione? Ognuno ha le sue ragioni e noi non abbiamo il diritto di giudicare, no.. quello che volevo era solo supporre un possibile movente.”
Il commissario sospirò:
“Va bene, va bene, ma vorremmo delle informazioni su questa persona che è piombata in questa zona a sconvolgere le nostre vite. Tu hai avuto spesso modo di vederlo in azione, che mi puoi dire?”
“Mmm.. Intanto c’è una cosa che mi sembra collegata a lui, in quanto è accaduta quasi contemporaneamente al suo arrivo, ma dovete avere la mente aperta al paranormale perché la cosa possa avere una qualche importanza per voi.” Disse Alessandro.
I poliziotti e il commissario si guardarono abbozzando un sorriso, poi quest ’ultimo si rivolse nuovamente a Alessandro.
“Amico, dopo aver visto cosa ha combinato Spetters io non solo ho la mente aperta al paranormale, ma crederei persino a uno che mi dice di aver visto il diavolo.”
“Bene, allora c’è questo, quando il nostro amico Daniele era scomparso, noi pensammo di riunire la banda a tempo pieno fino a quando non l’avessimo trovato (sempre tenendo però l’esistenza del nostro gruppo segreta alla maggior parte della gente) ma tutte le piste da noi seguite non portavano a niente di concreto . Così decisi di andare con alcuni amici da un medium per vedere se riusciva a scoprire dove si trovava ed eventualmente se era vivo o morto. Il medium si concentrò, ma ci fu un interferenza: il medium percepì un essere potentissimo, qualcosa di così tremendo e orribile che lo fece andare fuori di testa. Io ne parlai con gli altri della banda e pensarono tutti che si trattasse di Spetters. “ Disse Alessandro.
“Già, verrebbe a tutti da pensarlo.”Disse il commissario.
“E poi ora che ci penso, c’è anche un'altra cosa, successa un po’ di tempo fa, molto prima di quando Daniele scomparve, una cosa che forse è possibile collegare a Spetters: Allora giocavamo a tempo pieno ai super eroi, infatti tranne alcuni, eravamo perlopiù ragazzini. Durante una delle nostre imprese, ci trovammo ad affrontare un tipo incappucciato che si faceva chiamare L’Uomo nero.”
Il commissario rabbrividì: Ricordava fin troppo bene l’uomo nero, o The Blackman, uno spietato serial killer armato di accetta che compiva orribili carneficine e che sembrava impossibile da uccidere. Molti dei suoi amici erano morti nel vano tentativo di fermarlo.
“Voi riusciste a fermarlo?! Noi credemmo che fosse semplicemente scomparso! Perché non lo faceste presente?” Disse il commissario.
“ Lo facemmo, ma in modo molto discreto. L’Uomo nero era un nostro amico un tempo, ma era stato catturato da una misteriosa setta di adoratori del male che lo aveva reso quello che era. In punto di morte raccontò molte cose e tra l’altro raccontò che avevano sperimentato su di lui qualcosa di terribile, potenziandolo e infondendogli dell’energia negativa onde far camminare il male sulla terra, disse anche che non lo avevamo ucciso noi, ma che era già morto dal momento che lo avevano trasformato, non so cosa volesse dire ma anche al medium, durante il suo delirio sfuggì un discorso strano, mi parve rammentasse di un morto riportato alla vita per ospitare il male.” Disse Alessandro.
“Mmm, interessante! Secondo la tua teoria quindi Spetters altro non sarebbe che un ricettacolo del male.” Disse il commissario.
Alessandro restò un attimo in silenzio e storse la bocca, poi parlò:” dico solo che potrebbe essere quello che hanno cercato di farlo essere. Comunque la mia teoria è che la stessa setta che rapì il nostro amico trasformandolo nell’Uomo nero abbia fatto lo stesso con colui che ora veste i panni di Spetters, riuscendo però solo in parte nell’intento, perché Spetters è buono!!!” Disse Alessandro gridando l’ultima frase.
Il commissario sgranò gli occhi contrariato da quel ultimo discorso, pur tuttavia non volle perdere tempo a rimproverarlo perché a lui serviva conoscere il più possibile i fatti.
“ L’Uomo Nero aveva un fattore rigenerante fortissimo, non facevi in tempo a ferirlo che già la sua ferita si richiudeva era impossibile da uccidere. “ Disse il commissario.
“Già, ma Daniele riuscì a vincerlo usando un pugnale malese. Come ben sapete sono pugnali fatti in modo tale che se uno ne viene colpito la ferita non può rimarginarsi più. Daniele pur con riluttanza glielo conficcò nel cuore, uccidendolo in pochi minuti.” Disse Alessandro.
“E quella setta? L’avete cercata? Affrontata?” Disse il commissario.
Alessandro abbassò lo sguardo, poi parlò:” l’abbiamo cercata a lungo si, specialmente Daniele, ma anche noi allora, eravamo decisi a trovarla. Poi Daniele partì militare e quando tornò noi ormai eravamo cresciuti, cambiati e non avevamo più voglia di giocare ai super eroi. Daniele si infuriò, lui voleva ancora combattere, ma noi trovavamo sempre delle scuse.”
“ A proposito di Daniele, a voi che siete suoi amici ha mai raccontato cosa gli era successo? Perché è scomparso per così tanti mesi?” Disse il commissario.
“ Ha risposto sempre in maniera evasiva, una volta ha detto che aveva avuto una specie di amnesia e che si era perso. Chissà? Forse aveva sbattuto la testa, o forse si era fatto male volendo giocare al super eroe.” Disse Alessandro.
“Una volta mi sembra che abbiate fatto indagini sulla zona recintata non molto distante da qui.” Disse il commissario.
“Se si riferisce a quella zona dichiarata da un po’ di tempo stato indipendente la risposta è si! Ma non abbiamo potuto provare nulla, inoltre non ci hanno lasciato entrare a dare un occhiata.”
“Li regna il regime totalitario e del terrore, è normale ce abbiate avuto dei sospetti.” Disse il commissario.
“Anche Daniele li aveva avuti, voleva a tutti i costi entrare di nascosto, ma sarebbe stata una follia.” Disse Alessandro.
“E dei terribili Teppisti gialli cosa mi dici? Ho saputo che li hai affrontati e sei stato picchiato. Non dicesti l’altra volta che volevano Spetters e che sarebbero tornati per affrontarlo?” Disse il commissario.
“Già, me n’ero dimenticato con tutto quello che è successo! Strano che non siano ancora venuti.” Disse Alessandro.
“Te lo dico io il perché! Sono stati presi di sorpresa dall’esercito che li ha respinti.” Disse il commissario.
“Uhm.. Meno male! Quelli picchiavano sodo, altro che i Guerrieri di sangue.”
“Respinti, non certo sconfitti. Hanno successivamente attaccato il plotone che li aveva respinti, decimandone le fila. I soldati sono stati costretti a ritirarsi.” Disse il commissario.
“Accidenti, allora sono dolori. Presto arriveranno qui e se non trovano Spetters cominceranno a trucidare la popolazione. E non possono essere fermati. Ho sentito dire che ognuno di loro equivale a Spetters. Si immagini cosa potrebbero fare tutti assieme!” Disse Alessandro.
Un brivido di terrore percorse la schiena del commissario, come era possibile andare avanti se esistevano simili minacce? Ma sia quel che sia lui e i suoi uomini avrebbero fatto il loro dovere fino in fondo, non poteva permettersi di essere vile, lui era un commissario di polizia e doveva dare l’esempio.
Epilogo:
I Teppisti Gialli guardavano con soddisfazione l’ennesimo massacro che avevano compiuto.
Erano infatti entrati nel campeggio e avevano ucciso uomini, cavato occhi, sbudellato, decapitato e affettato gente, bruciato bambini, stuprato e squartato donne. Per terra c’era sangue dappertutto, e le interiora delle loro vittime erano sparse un po’ ovunque. Ormai si sentivano invincibili e non avrebbero mai più avuto remore, si divertivano troppo a fare stragi. Presto avrebbero ucciso Spetters perché loro volevano mantenere la supremazia e non c’era posto per uno come lui.
“Quando andremo fratello?” Disse Anton
“Presto, molto presto! Ormai siamo pronti. Presto attaccheremo il suo paese e quando avremo finito non ci lasceremo alle spalle che rovine fumenti e cadaveri.” Disse il loro capo.
Avevano tutti la faccia dipinta di giallo, e brandivano armi insanguinate e con pezzi di persone ancora attaccati sopra alcune di esse. Sorridevano sulle loro moto ruggenti e bramavano di affrontare Spetters .Volevano ucciderlo, e mettere la sua testa imbalsamata a mo di trofeo sulla moto del loro capo, gli sarebbe servita per incutere ancora più paura alle loro vittime.

FINE EPISODIO