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SPETTERS IL ROSSO 07
Daniele Orlandini

 

L'assalto dei teppisti gialli

Era una bella giornata estiva degli ultimi giorni d’agosto. Alessandro e Daniele, invece di andare in spiaggia come al solito, si erano recati in montagna, alle Pizorne. Erano assieme a due ragazze che avevano conosciuto in discoteca,(cosa che gli riusciva di frequente), mentre gli altri due loro amici si erano presi un bel due di picche ed, essendo a corto di donne, uno ( Graziano, quello di mezza età)era rimasto in casa chiedendosi come fosse possibile che avessero resistito al suo fascino, mentre Fabrizio si era buttato a capofitto nel volontariato, andando a una riunione importante della misericordia, per nessuna ragione sarebbe andato a reggere il lume agli atri due fusti.
La sera prima al bar:
“Allora Graziano? Domani accompagni quella mega-modella con te in montagna?” Chiese Daniele.
In realtà sapeva benissimo che Graziano era stato rifiutato e anche in maniera poco gentile da Vanessa (infatti successivamente era andata da Daniele incazzata a lamentarsi per quel vecchio bavoso di Graziano che aveva osato farle delle avanche e lo aveva avvertito, minacciandolo di morte, di non osare più presentarle amici del genere) , ma si divertiva a cadere dalle nuvole per divertirsi alle spalle di Graziano.
“No, no, non credo proprio.” Disse Graziano imbarazzato,
“Cosa?! E perché mai?! Forse che non ti piace?!” Disse Daniele fingendo stupore.
“Ci crederesti? Mi ha detto di no! So che è difficile da credere ma è proprio così.” Disse Graziano.
Una risata silenziosa sfuggì da Daniele e Alessandro, mentre Fabrizio, essendo stato anch’esso scartato da una del gruppo, era un po’ contrariato per come si divertivano con Graziano.
“Non è possibile, tu mi prendi in giro.” Disse Daniele sforzandosi di tenere un espressione seria.
Ad Alessandro sfuggì un'altra risatina.
“No, no! Forse è andata proprio così! Lei si sente troppo inferiore a te, inoltre forse ha paura delle vendette di tutte le altre che sperano di uscire con te!” Disse Daniele come colto da una rivelazione improvvisa.
Alessandro a quel punto non cela faceva più a non ridere, per cui andò fuori dal bar per non farsi vedere.
“Che vuoi dire Daniele?” Disse Graziano pompandosi.
“Che è stata minacciata! Probabilmente le altre hanno visto come la guardavi e, temendo che le chiedessi di uscire l’hanno avvertita di non farlo, perché ti volevano loro!” Disse Daniele.
“Ne sei certo? Come puoi dirlo?” Disse Graziano credendoci veramente.
“Ehm, una volta ho visto che le parlavano in maniera minacciosa le altre tre che ti dissi l’altra volta, quelle che sbavavano per te sai? “ Graziano annuì facendo sfuggire un'altra risatina a Daniele , il quale era preoccupato che di questo passo avrebbe finito per tradirsi, comunque si riprese e continuò tentando di tenere l’espressione più seria possibile (un impresa titanica) :”Ebbene, mentre parlavano ammiccavano verso di te e lei venne via in lacrime.” Disse Daniele.
Alessandro mentre rientrava sentì l’ultimo discorso e quasi stava per uscire nuovamente per l’attacco di risate che stava per prendergli, ma poi riuscì a trattenersi. Era troppo curioso di vedere se Graziano ci credeva fino in fondo.
E infatti ci credeva, si poteva vedere chiaramente dalla sua espressione il suo ego che saliva alle stelle, divertendo oltre ogni dire Alessandro e Daniele.
Poi però, mentre si gongolava nella sua vanagloria, si affacciò nella sua mente un oscuro interrogativo e lo fece presente ai suoi amici:
“se però tutte sono gelose, finiranno sempre per prenderle quelle che vogliono uscire con me.”
Ci fu una risata trattenuta a stento, poi Daniele gli rispose:
“va bene, vorrà dire che con te verrà quella più forte.”
“ma se garbo a tutte, ci sarà sempre confusione quando qualcuna vorrà venire con me, e la disputa per decidere quale sarà potrebbe durare molto a lungo.”
Questa volta Daniele non cela fece a trattenere la risata e dovette voltarsi velocemente.
“Che ti devo dire? Questo è il prezzo che si paga a essere belli! Io e Daniele non abbiamo questi problemi, noi dobbiamo sudarcele le donne.” Disse Alessandro ironicamente.
“Pfhh… Ah! Ah! Ah! Ahahahahahahah!!!!” Fece Daniele.
Prima però che Graziano potesse chiedere il perché della risata Fabrizio intervenne.
“Così voi due domani andate a divertirvi vero?” Disse Fabrizio.
“Già! Ci tocca!” Disse Alessandro sorridendo.
Essendo una mezza calzetta insignificante, Fabrizio era segretamente geloso che Daniele e Alessandro piacessero, per cui doveva assolutamente cercare di ostacolare il loro entusiasmo e far risaltare la sua immagine.
“Si andate! C’è Spetters! Ci sono i Teppisti gialli in giro, ma a voi cosa importa? Andate a divertirvi pure in montagna, tanto c’è chi pensa a proteggervi!”
Però, se voleva farli sentire in colpa aveva certamente sbagliato tutto, perché Daniele si sentiva tutto fuorché in colpa per non essere volontario alla misericordia ma anzi, riteneva questi ultimi dei falliti che volevano sopperire con il loro eroismo alle loro carenze(calvizie, bassezza,età avanzata,carenza di donne, povertà,ecc,ecc.), senza riuscirvi.
“No! Che vuoi dire?! Che sei alla Misericordia?!” Disse Daniele facendo la voce misteriosa.
“Qualcuno che pensi alla società ci vuole, mentre gli altri vanno buttare via inutilmente il loro tempo con delle smorfiose!” Disse Fabrizio serio.
“Sempre meglio che buttarlo via con dei puzzolenti spelacchiati! Ah! Ah! Ah!” Disse Daniele.
“Basta! Piantala! Noi tutti abbiamo il dovere di occuparci di ciò che ci minaccia!” Disse Fabrizio.
“Ah1 Ah! Ah! Va alla misericordia! Mentre noi irresponsabili siamo a pomiciare, lui che ha la testa sulle spalle va con uomini pelati e sudati a servire gratis lo stato, ah! Ah! Ahahahahah!!!!!” Disse Daniele.
“Si! Si! Ridi, ridi! Ma ti ricordo che alcuni dei Teppisti Gialli sono stati avvistati proprio alle Pizorne! Vedrai che se li trovate poi vedrete le cose in un altro modo.” Disse Fabrizio seccato, con una voce talmente scoppiettante che pareva una marmitta ingolfata.
“Oohhhhhh!!! Che paura! Tremo tutto! Guardate! Tremo tutto! Ahahahahah!” Disse Daniel facendo il pagliaccio e mettendosi a tremare per burla.
“Vai, vai! Vedrai poi telo danno loro. E sai! Io a salvarti non ci vengo.” Disse Fabrizio scaldandosi.
“Pfh! Che venghino! Non ho certamente paura di teppisti che si dipingono la faccia con strisce gialle!” Disse Daniele.
“Sappi che si dice che ognuno di loro è pari a Spetters! E sono tanti, assai tanti!” Disse Fabrizio spalancando gli occhi nel tentativo di spaventare Daniele.
“Anche se fossero milioni, non avrei nulla da temere, in quanto andrebbero tutti incontro allo stesso fato, ossia quello di essere riempiti di lividi.” Tuonò solennemente Daniele ammiccando Fabrizio col dito.
In montagna:
Daniele si era imboscato con la ragazza del momento, mentre Alessandro era rimasto li dove si erano accampati con Michela. C’era molta gente accampata in tenda li attorno e, siccome era quasi mezzogiorno, alcuni erano intenti a cuocere la carne alla brace, altri a preparare la pasta. Alessandro e Daniele invece, essendo notoriamente pigri, si erano portati da casa alcuni panini da mangiare a mezzogiorno.
Mentre Alessandro iniziava a baciare Michela, udirono un rombo di moto. Alzarono lo sguardo e videro sette motociclisti con due strisce di vernice gialla sulla faccia, una per guancia, ed erano armati di spranghe, catene e coltelli.
“Mio Dio Alessandro! Devono essere i terribili Teppisti Gialli!” Disse Michela.
“E allora? Non ti preoccupare, tanto non ti fanno mica nulla.” Disse Alessandro tranquillamente.
“Bene, bene! Ci sarà da divertirci!” Disse uno col coltello.
Iniziarono a fare gli scemi, a sputare e a fare sgassate con le moto, facendo mangiare la polvere a tutti quelli nelle vicinanze.
Poi uno di loro vide che stava impolverando una ragazzina di tredici anni ben fatta , in particolare aveva un bel sedere.
“Ohhh! Che bella bimba! Complimenti signora.” Disse rivolto alla madre.
La ragazzina , infuriata per i capelli pieni di polvere, non avendo capito con chi aveva a che fare fece l’impertinente e rispose a tono:
“E tu invece sei un pagliaccio, brutto, zoticone, maleducato e puzzone.” Disse sculettando.
“Mio Dio! Lo ha provocato.” Disse Michela.
“Certo però…. Gliene ha dette quattro la ragazzina.” Disse Alessandro sorridendo.
Il teppista si guardò intorno, poi, afferrata la ragazzina le tirò giù i pantaloncini e la mise a sedere sopra la graticola che arrostiva la carne.
“Ahh!!! Basta!!!!” Disse la ragazzina.
Sua madre e sua padre tentarono di intervenire, ma vennero presi a sprangate.
“Mio Dio Alessandro, guarda quella povera ragazzina…” Disse Michela.
“Mmm.. Snif!” Snif! Sento odor di sederino arrosto.” Disse Alessandro creando sconcerto in Michela.
Dopo averle fatto arrostire un po’ il sedere, il teppista la lasciò andare e lei corse via col sedere fumante, fra le risate dei teppisti.
“Mmm, guarda come corre!le hanno messo proprio il fuoco al culo!” Disse Alessandro.
“Ma che gentaccia! Poverina!” Disse Michela.
“Va bene, ma lei aveva fatto la smorfiosa e si dava tante arie, lui le ha dato una ridimensionata.” Disse Alessandro.
Uno di loro iniziò a spogliare una ragazza, uno prese a catenate un uomo che cercava la pistola, alcuni si divertivano a incendiare delle tende e un altro inchiodò le mani di una donna per terra. Michela era terrorizzata, ma Alessandro rimaneva tranquillo.
Poi un teppista, riconoscendolo, si diresse da Alessandro.
“Ehi! Ma io ti conosco! Ti dissi che volevamo Spetters, dov’è? Dimmelo o faremo fuori tutti.”
“Ascolta, io non tele voglio dare, però stai nel tuo perché altrimenti potrei innervosirmi e la situazione potrebbe prendere mio malgrado una piega spiacevole.” Disse Alessandro.
“Oohhhhh! Fai il duro?! Stai attento a te amico!” Disse il teppista.
“ No, ti sbagli! Io non rompo i coglioni a nessuno e sono amico di tutti, però a volte possono esserci dei malintesi che portano la situazione a livelli sgradevoli. Io non ti voglio picchiare, perché secondo me battersi non dimostra forza, ma debolezza. La vera forza sta nella calma, perché a parole si può sempre risolvere tutto.” Disse Alessandro.
“Ohhh!!! Te la fai sotto vero?” Disse il teppista facendo lo spaccone.
“Niente affatto, solo che ritengo che non ci sono scuse plausibili da ambo le parti per venire alle mani, bisogna dimostrare di essere superiori a certe cose.” Disse Alessandro.
“Ti stacco la testa bastardo!” Disse il teppista.
Alessandro inghiottì il boccone amaro, poi parlò:” ascolta, a me non piace fare a botte e non tele voglio dare, perché poi non mi sentirei a posto con me stesso. Mi sentirei sconfitto anzi, per non essere riuscito ad evitarlo, quindi ti prego di evitare simili espressioni e di limitarti nelle offese.” Disse Alessandro.
Il teppista, sconcertato si mise la mani sulla faccia, poi parlò:
“ascolta, una volta una ragazza non voleva fare quello che dicevo e dopo un po’ fissava i pezzi della sua faccia sul pavimento!” Disse alzando la voce in tono minaccioso.
“Mmm…. Devo proprio dire che aveva perso la faccia!” Disse Alessandro abbozzando un sorrisino.
Il teppista, sbalordito, non sapeva se dovesse essere divertito o infuriato per la battuta di Alessandro, poi decise di passare all’azione. Afferrò Michela e iniziò a leccarla.
“Ehi! Che fai? Smettila!” Disse Alessandro.
“Perché? Hai forse problemi?” Disse il teppista.
“Guarda che non è mica un gelato!” Disse Alessandro sorridendo.
Intanto la ragazzina col sedere bruciato, correndo per l’atroce dolore aveva sbattuto in Daniele e Serena che stavano facendo cose che è meglio non dire.
“Accidenti ragazzina! Cos’è successo?” Disse Daniele.
“I Teppisti dipinti di giallo, loro mi hanno fatto questo.”
“Accidenti! Serena, tu prenditi cura di lei, io vado a vedere.” Disse Daniele.
“Non andare! Potrebbe essere pericoloso.” Disse Serena rivestendosi.
“Ah! Non preoccuparti! Li renderò concime per il terreno!” Tuonò Daniele.
Intanto il teppista stava continuando a leccare Michela e le aveva anche tolto il reggiseno.
“Ahh! Alessandro! Fermalo! Fai qualcosa!!” Disse Michela.
“Ah! Ah! Ah! E che ci posso fare? Ormai ti ha preso per un gelato! “ Disse Alessandro.
Il teppista a sua volta iniziò a ridere e lui e Alessandro risero assieme.
Poi di colpo il teppista diede un forte schiaffo ad Alessandro facendo sberleffi provocatori.
Alessandro smise di scatto di ridere e lo fissò inebetito, non riuscendo a capacitarsi di cosa era successo. Solo dopo alcuni istanti, quando si rese finalmente conto di ciò che gli aveva fatto, lo sbalordimento cedette il posto alla rabbia e Alessandro lo colpì con un forte pugno al petto.
Il teppista fece un volo di sette metri, fino a sbattere violentemente contro un grande albero e tutti(teppisti e vittime) rimasero di stucco.
Alessandro raggiunse come una furia il teppista per terra e iniziò a prenderlo a calci:
“ Bastardo! Ora ti spacco il culo! Le mani le metti al culo di quella troia che ti ha messo al mondo, capito?! Io te lo avevo detto che non te le volevo dare e ora invece per colpa tua mi è toccato dattele! Ma perché dovete sempre costringermi a venire alle mani? Perché?!!!” Disse Alessandro furibondo e piangente.
“Ehi amico, ora io ti..” Disse finalmente un altro teppista.
“Te stai fermo se no ci sono anche per te! Già mi ha fatto incazzare lui e ora non sono in vena di discussioni.” Disse Alessandro bloccandolo con la mano.
“Ehi! MA con chi credi di aver a che fare?! “ Disse un teppista caricandolo.
Alessandro col sangue agli occhi e paonazzo dalla rabbia lo afferrò sollevandolo da terra e lo mise a sedere sulla graticola.
“Te stai zitto e mettiti qui seduto e stai buono!”
“Ahhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!” Fece il teppista.
Stavano per saltare tutti addosso ad Alessandro quando videro la figura rossa di Spetters sbucare dai cespugli.
“Spetters! Era proprio te che volevamo trovare.”
“E siete stati alfine esauditi! Però rimpiangerete questo momento per il resto delle vostre vite!”
Disse Spetters.
“Oooohhh Che paura! “ Disse uno di loro facendo delle smorfie.
Stavano per attaccare Spetters ma Alessandro, preso dal furore, ne sollevò uno sopra la testa e lo scagliò con forza contro altri due. Spetters con un tremendo fendente sbaragliò uno di loro, poi dopo aver preso a uno un bastone glielo conficcò in bocca facendoglielo uscire dalla nuca assieme a della materia grigia.
Uno stava per colpire Spetters con un pugnale, ma Alessandro, tempestivamente prese una delle loro moto e con essa lo travolse.
“Alessandro, potresti lasciarne qualcuno anche a me?” Disse Spetters.
“Non contarci amico! Mi hanno fatto davvero incazzare!” Disse Alessandro.
“Lo vedo amico, lo vedo! “ Disse Spetters mentre staccava la testa ad un altro.
La battaglia finì ovviamente con i teppisti tutti trucidati in vario modo(strappo della colonna vertebrale, viscere estirpate, pezzi sparpagliati sul terreno, ecc, ecc,) fatta eccezione di quello stordito inizialmente da Alessandro.
Il teppista si risvegliò con Spetters davanti che lo guardava in malo modo. Provò ad attaccare, ma Spetters gli stritolò una mano col piede.
“Maledetto bastardo! Ho visto cosa avete fatto a quella ragazzina! Non avrò nessuna pietà e il tuo fato non si discosterà di molto da quello dei tuoi compagni merdosi!”
“Ahhh! Pietà Spetters! Ti sbagli.. io non c’entro in tutto questo! Li avevo seguiti per una bravata, ma non facevo parte del gruppo! Solo che quando mi sono accorto con chi mi ero messo ho avuto paura, così sono stato al gioco, ma avrei voluto andarmene! Ti prego, devi credermi!”
Spetters allora si fermò un attimo a riflettere, poi parlò:
“dove sono accampati gli altri e il capo dei Teppisti gialli? Dimmelo bastardo!!!”
“Io non lo so! SI spostano continuamente per non farsi trovare!Ci avrebbero ricontattati in settimana per riunirci a loro, ma non ci ha detto dove andavano, telo giuro!”
Siccome era risaputo che quello era il modo di agire dei Teppisti gialli, Spetters gli credette, inoltre non contava molto sulla sua testimonianza, perché contava comunque di riuscire a rintracciare presto il loro capo dato che anche loro gli davano la caccia, certo, se fosse riuscito a sapere dove si trovavano al momento avrebbe fatto prima, ma.. pazienza.
Però il padre dalla bambina col sedere ustionato era molto infuriato con quei teppisti, e anche se quello non era direttamente responsabile delle torture subite dalla ragazzina, non voleva per nessuna ragione che la passasse liscia e, vedendo Spetters intento a riflettere ebbe la paura (del tutto infondata) che volesse lasciare andare il teppista senza torcergli un capello (ah! Ah! Ah! Molto ingenuo, nevvero?) , per cui, acciocché evitare ciò, urgeva prendere opportune contromisure:
“Spetters! Non credergli! E’ stato lui a ustionare mia figlia sulla graticola!”
“Cosa?! Così sei stato tu?! Brutto figlio di puttana!!!” Disse Spetters.
“No! Mente! Non sono stato io! Non è vero! Diglielo anche tu che c’eri! “ Disse guardando implorante Alessandro.
“Si! Invece è vero!” Disse Alessandro seccamente guardando avanti.
Il teppista si sentì percorrere da un gelido brivido e il padre della ragazzina, avendo visto la sua vigliaccheria ormai ci aveva preso gusto e volle rincarare la dose.
“E ha detto anche che sei finocchio, stupido e floscio e che non vedeva l’ora di trovarti per farti mangiare i coglioni! “
“Cos’hai detto?! Ora ti sistemo io!” Disse Spetters.
“No! Non è vero! Diglielo anche tu! Ti prego!” Disse a Alessandro.
“Si è vero!” Disse seccamente Alessandro.
Spetters guardò il teppista infuriato poi gli prese entrambe le braccia e gliele strappò.
Il teppista cadde per terra sanguinante e dolorante.
“Così ora le mani le terrai a posto.” Disse Alessandro.
“Ahhhh!!!! Maledetto Spetters! Figlio di una cagna in calore! Bastardo! Stronzo! Finocchiooooo!!!!!”
Spetters guardò Alessandro in faccia con un espressione interrogativa e Alessandro a sua volta fece un espressione rassegnata.
“Eh! Certa gente non riesce proprio a capire.” Disse Alessandro.
“No, ma io gli darò una mano a farlo.” Disse Spetters.
Poi prese il teppista e lo premette a lungo contro la grata incandescente affumicando tutta la gente intorno.
“Ahhh! Bastaaaaaaa!!!!!!”
“Invece ancora, ancora! Così almeno impari cosa provava quella ragazzina, bastardo!” Disse Spetters.
Poi lo lasciò andare e cadde per terra orrendamente ustionato e sanguinante.
“ Va via! Torna pure dal tuo capo e digli che sono ansioso di incontrarlo.” Disse Spetters.
“Lo lasci andare libero?” Disse Alessandro sorpreso.
“Si, perché almeno il suo capo, vedendo come è ridotto capirà cosa lo aspetta a mettersi contro di me.” Disse Spetters.
“Lo hai visto? Nonostante tutto quello che hai fatto ti lascia in vita! Io non sarei stato altrettanto generoso, ricordatelo!” Disse Alessandro.

Fine ep.