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SPETTERS IL ROSSO 08
Daniele Orlandini

 

Martina

Qualche giorno fa:
Giovanni, steso dal tremendo pugno di Spetters , vide quest ‘ultimo spezzare le ossa al suo amico Marco. Dopodiché vide Spetters che afferrò Marco dolorante e , dopo avergli spezzato la colonna vertebrale in più punti per fare in modo che non potesse più muoversi, lo gettò dentro il pozzo dove c’era il suo cane tenuto a digiuno da una settimana circa. Sentì il suo amico urlare mentre Spetters si allontanava soddisfatto. Dopo accadde l’impensabile: il suo amico Marco uscì dal pozzo e col dito davanti al naso gli fece cenno di stare zitto……
Giovanni si svegliò tutto sudato nel lettino, all’ospedale. Era ricoverato da più di una settimana ed erano già 5 giorni( da quando si era svegliato ed aveva appreso del fato del suo amico per mano di Spetters) che faceva quello strano sogno. Sognava che era ancora cosciente( mentre invece era già in coma per il pugno di Spetters) quando il suo amico veniva gettato nel pozzo dal cane che lui stesso voleva far morire di fame e che quest’ultimo poi riusciva(contrariamente a quello che gli era stato detto) a salvarsi, e si chiedeva che significato potesse avere tutto ciò.
Ora:
Daniele e alcuni suoi amici(Alessandro, Graziano, Fabrizio e anche Manichini) invece di andare in discoteca come al solito, quella domenica avevano deciso di andar a trovare Martina, la ragazza sfigurata dal defunto Marco con ben due acidi. Avrebbero voluto farlo prima, ma i dottori avevano detto che non poteva ricevere visite. Solo recentemente Fabrizio aveva appreso che potevano vederla e aveva informato subito Daniele.
Arrivati la, Daniele si sentiva un nodo allo stomaco: Infatti, nel vederla a letto bendata in quel modo e sapendo cosa le era capitato dentro di se soffriva atrocemente, ma cercò di mantenere un atteggiamento gioviale e allegro in modo che Martina si sentisse più a suo agio.
“ Ciao Martina, eravamo tutti ansiosi di rivederti, ma fino a ora celo avevano impedito, come stai?” Disse Daniele.
La ragazza rispose con una voce lenta, cavernosa e rauca, gli acidi infatti avevano anche compromesso la sua capacità di parlare.“Ora che vi vedo …sto meglio, siete… i migliori ragazzi che abbia mai conosciuto.”
“Ah! Lo puoi dire forte! E il meglio del meglio chi è?” Disse Daniele facendo lo smargiasso.
“Ah! Ah! Ah! Non farmi ridere …..che mi faccio male altrimenti.” Disse Martina.
“Ah! Ah! Ah! Bene Daniele! Non c’è che dire! Ti ha dato una bella ridimensionata!” Disse Manichini.
“Zitto tu! Vecchiaccio!” Disse Daniele in tono scherzoso.
“Via, via Daniele, sai benissimo che il meglio fra noi è Graziano.” Disse Alessandro abbozzando un sorrisino.
“ohh Già! E’ vero! Ma subito dopo ci sono io, Eh! Eh! Eh!” Fece Daniele strizzando l’occhio.
Graziano sorrise dandosi importanza, non rendendosi conto si stavano divertendo con lui..
“Allora ragazzi….che mi dite? Ho… saputo …che Marco è morto, me …lo hanno detto i dottori e …le infermiere, ma quando.. ho chiesto come nessuno ha voluto rispondermi… forse mi nascondono… qualcosa? Forse che… ci sono dei dubbi sulla sua morte?” Disse Martina.
Alessandro sorridendo sadicamente parlò a bassa voce fra una risata e l’altra:” no, non credo proprio ci siano dubbi.”
“Perché? In.. che modo è morto?” Disse Martina.
“Beh.. diciamo che è diventato cibo per cani!” Disse Daniele con gioia.
“No! No! Fermo!” Lo interruppe Alessandro:” Lasciala raccontare a me che ero andato là con Spetters! Guarda Martina, ti giuro che credevo di non farcela dalle risata, telo giuro!” Disse Alessandro iniziando a ridere a crepapelle.
Martina sempre più incuriosita gli chiese di raccontare tutto.
“Ah! Ah! Ah! Tu la fai facile, se ci penso non smetto più di ridere! Ah! Ah! Ah! Allora devi sapere che i suoi amici ci avevano attaccato al bar. Dopo un po’ arriva Spetters e li fa fuori tutti. Poi vado con lui al covo dove si nascondeva Marco. Dopo ci dividiamo e quando raggiungo Spetters vedo Giovanni svenuto per terra col naso praticamente sparito, ma Marco non lo vedo. Allora chiedo a Spetters dove si trova e lui mi dice che l’aveva visto in bocca a un cane. Io lipperlì pensavo che fosse un modo di dire, poi vedo il pozzo! Mi viene a mente che uno dei suoi amici aveva raccontato che aveva gettato il suo cane nel pozzo tenendolo a digiuno per una settimana! Allora un dubbio si affaccia nella mia mente e ti giuro che pensavo di morire dalle risate. Poi pensai che non poteva essere, forse mi sbagliavo. Allora mi affaccio al pozzo e cosa vedo? Marco che gemeva sul fondo che il cane lo mangiucchiava voracemente! Ah! Ah! Ah! Non cela facevo più dalle risate!Ah! Ah! Ah! “
“Ah! Ah! Ah! Mi fai davvero .. ridere! Erano giorni che non .. mi divertivo così”
“Quel verme! Ha avuto quello che si meritava!” Disse Daniele.
“Poi Spetters mi disse che gli aveva sbriciolato le ossa! Gli aveva spezzato la colonna vertebrale affinché fosse impossibilitato a muoversi, poi aveva ritenuto che anche quel povero cane così maltrattato dovesse avere la possibilità di vendicarsi di un padrone così malvagio che lo aveva tenuto a digiuno e quale giustizia sarebbe stata migliore del fatto che lui stesso gli fornisse da cibo? “ Disse Alessandro.
“E gli è servito assai da cibo! Di Marco sono rimaste a malapena le ossa e le forze dell’ordine hanno anche dovuto addormentare il cane per poterle prendere.” Disse Fabrizio con aria triste.
“ Puah! Avrebbero dovuto lasciarlo li!” Disse Daniele.
“Per quanto malvagio, Marco non meritava quella fine, non posso dire di approvare ciò che Spetters gli ha fatto, mi dispiace.” Disse Fabrizio.
“Io si! Marco mi ha rovinato la faccia! Sono un mostro, un mostro! Spero che lui marcisca all’inferno.” Disse Martina piangendo.
Daniele provò a consolarla:
“Su, non fare così adesso. La scienza ha fatto un sacco di progressi, vedrai che riusciranno a curarti le cicatrici.” Disse Daniele.
“No! Non è possibile! Mi avevano già una volta fatto la plastica! Il chirurgo mi ha detto che dopo due acidi non è più possibile intervenire come in passato, l’unica cosa che possono fare al momento è fornirmi una maschera.” Disse Martina agitandosi.
Allora intervenne Manichini: “Si ma ci sono altri modi! Ora lasciando perdere la protesi facciale che anche secondo me non è una soluzione, esistono rimedi alternativi e innovativi che potrebbero aiutarti, Il laser per esempio, alcuni tipi di plastica sperimentali, alcune creme che possono coprire in parte gli avvallamenti della faccia, delle tinture apposta anche, per tingerti la parti più oscurate in modo da dare alla tua faccia un aspetto più omogeneo… non dico che faranno miracoli e nemmeno che riusciranno a recuperare al cento per cento tua faccia, ma vedrai che col tempo riuscirai ad avere un aspetto quantomeno guardabile.”
Nooo! Lo sapevo! Dovevamo venire solo io e Fabrizio, soltanto noi due!” – Pensò Daniele.
Infatti sarebbero dovuti andare solamente loro due, Daniele infatti si era raccomandato di non far venire ne Alessandro ne Manichini perché sapeva che avrebbero senz’altro detto qualcosa di inopportuno. Fabrizio si era detto d’accordo, però gli era scappato detto con Graziano e prima che fosse stato possibile impedirlo anche gli altri due erano stati informati.
Ormai la frittata era fatta, il primo discorso inopportuno l’aveva detto Manichini e Daniele era certo che ne sarebbero seguiti altri.
Speriamo che Alessandro abbia ignorato il discorso di Manichini, speriamo che Alessandro abbia ignorato il discorso di Manichini, speriamo…..
Ma purtroppo non era certo da lui non tener conto di una cosa del genere….
“La fila per vederti non la farà nessuno, sia ben chiaro.” Disse Alessandro.
Solo io e Fabrizio! Dovevamo essere solo io e Fabrizio! Solo io e Fabrizio, io e Fabrizio, io e Fabrizio, solamente io e Fabrizio……
“Questo naturalmente, a meno che tu non vada a lavorare alla fiera.” Disse Alessandro.
No! No! Noooo! Fermati ti prego! – Pensò Daniele essendo ben consapevole di cosa stava per dire.
“In quel caso addirittura pagheranno per vederti.” Disse Alessandro con disarmante tranquillità.
Tutti lo fissavano incapaci di rispondere, tuttavia il peggio doveva ancora venire, infatti in quel
momento entrarono una donna e un bambino:
“Scusate lei è Martina?” Disse La donna.
“SI è lei.” Disse Graziano.
Un sospetto atroce si fece strada nella mente di Daniele:
Noo! Fa che non sia chi penso! Signore ti prego! Fa che non sia chi penso!
E invece, purtroppo….
“Salve, questo è mio figlio, ha visto Martina col viso bruciato per strada e ne rimasto talmente traumatizzato che ha paura ha stare solo di notte, per colpa di questi suoi terrori notturni la mia bolletta della luce è salita alle stelle, così l’ho portato qui per tentare di aiutarlo a superare la cosa.”
“ E .. e in che modo?” Disse un Daniele assai preoccupato.
“ Seguendo il consiglio dello psicologo, facendolo parlare con la causa scatenante dei suoi incubi! Lui infatti è convinto che la ragazza sia un diavolo e che aspetta che sia solo al buio per portarlo via.” Disse la donna.
“V.. va bene, ma non stancarla.” Disse Daniele preoccupatissimo per la piega che la cosa stava prendendo.
“Vieni amore, vieni qui. Vai dalla ragazza che ti ha creato tanti incubi, non è un diavolo, ma una alla quale un uomo cattivo ha fatto tanto male.”
“N.. no! Non voglio! Ho paura.”
“Se non lo fai avrai paura per sempre, coraggio! Affronta la cosa che ti fa così tanta paura, su amore, vai.”
Il bambino si avvicinò lentamente e tremante verso la ragazza tutta bendata. Aveva paura, una paura folle e non riusciva a dimenticare ciò che aveva visto quella terribile mattina.
“Su coraggio amore, poi la mamma ti fa un regalino.”
Il bambino si avvicinò ancora più vicino e Martina allungando la mano verso di lui lo chiamò:
“Vieni.. bel bambino…. Vieni…” Disse con voce rauca.
Il bambino si bloccò all’istante inebetito. Per alcuni attimi rimase immobile, poi, come se avesse il diavolo alle calcagna, corse piangendo verso la madre.
“ Mamma! Mamma! Il mostro! Il mostro con le puppe!” Disse il bambino.
Tutti rimasero a bocca aperta per quel discorso inopportuno, tutti naturalmente escluso Alessandro.
Daniele si accorse quasi subito di ciò e per un attimo si preoccupò, ma poi pensò che la sua preoccupazione fosse infondata:
No, no, non lo dirà, non direbbe mai una cosa del genere – Pensò Daniele.
E invece, purtroppo:
“Il mostro con le puppe! Ah! Ah! Ah! Però… Precoce il ragazzino! “ Disse Alessandro.
Nooooo!!!! Solo io e Fabrizio! Soltanto noi due dovevamo venire, soltanto noi due!
“Purtroppo il dottore lo aveva detto, potrebbe volerci molto tempo perché superi il trauma, io ci avevo provato ma…” Disse la madre del bambino.
“ Suggerisco di costellare la sua cameretta con le immagini di Martina dopo l’acido, così piano piano ci si abitua.” Dissse Alessandro.
Solo io e Fabrizio! Dovevamo esserci soltanto io e Fabrizio! – Pensava Daniele ad oltranza.
Mentre la madre se ne andava col bambino per un attimo ci fu silenzio nella stanza, un silenzio successivamente rotto da un vocione distorto e assordante:
“Un acido qui, un acido là! LA LA LA , LA LA LA, LA LA LA, LA LA LA!”
“Giovcanni?! Come ti permetti?! Morirai per questo!” Disse Daniele con voce tetra.
“No, no! Minchiaa! Mi dispiace Martina! Io avevo cercato di fermarlo, ma è stato inutile, lui è uno che si diverte a maltrattare persone e animali.” Disse Giovanni detto Cirano.
“Ah! Vedo che il nasone ti è rispuntato Cirano!” Disse Alessandro.
“Giaaa Minchiaaaa!!! E’ rispuntato! Se voglio scorciarmelo con la plastica ci vogliono otto milioni!” Disse Giovanni.
“Ehm! Meglio che la lasci a lei la plastica, ne ha più bisogno di te.” Disse Alessandro.
Solo io e Fabrizio! Dovevamo esserci solo io e Fabrizio!
“Già, lo so. Martina, io spero che tu guarisca. Pensa che il mio amico gli ha dato due acidi e si è messo a cantare urlando a squarciagola! Non ho potuto fare niente, ma mi veniva quasi da piangere .” Disse Giovanni.
“Non mi risulta che ti sia disperato più di tanto per quello che è successo.” Disse Daniele con durezza.
“No, questo è perché io non ci sto tanto con la testa! Anche ora, ho cantato senza riflettere ! E Marco lo sapeva, per questo mi aveva portato, sapeva che avevo una cotta per Martina ma che una volta lì non sarei stato in grado di impedirglielo. Lo ha fatto apposta per farmici stare male, a volte è un vero stronzo!” Disse Giovanni.
“Era se mai, ora ha fatto la fine che meritava.” Disse Daniele sogghignando.
“Cosa? No! Ti sbagli! È ancora vivo! L’ho visto! E’ ancora vivo!” Disse Giovanni con preoccupazione.
“ Ma che dici? Spetters l’ha ucciso, lo sanno tutti! Non può essersi salvato, lo ha gettato nella buca col cane…” Disse Daniele perplesso.
“ No, è sopravvissuto! E’ uscito dalla buca dopo che ve ne siete andati.” Disse Giovanni con convinzione.
“Certo, come no! Dopo che il cane l’ha digerito e cacato forse, ah! Ah! Ah!” Disse Alessandro.
“Te lo sarai sognato Giovanni, lui è morto, non esiste alcun dubbio che sia sopravvissuto, telo sarai senz’altro sognato.” Disse Daniele.
“No, no. Dapprincipio si me lo sognavo, ma l’altra sera, quando mi sono svegliato melo sono trovato davanti! Mi ha detto: Giovanni, li ho ingannati tutti, presto io e te saremo di nuovo una squadra. Ora io sono avvantaggiato perché loro mi credono morto. Ora mene vado, ma tornerò non temere amico.”
“Cielo! È flippato! Il pugno di Spetters deve avergli provocato dei danni cerebrali irreversibili.” Disse Alessandro.
“Ma se lui ti ha detto che è avvantaggiato perché lo crediamo morto, non l’hai messo un po’ in difficoltà rivelandoci che è vivo? Potremo dirlo a Spetters!” Disse Daniele divertito con ironia per prendere in giro Giovanni.
“No, no! Mi ha detto che potevo rivelarlo tranquillamente perché tanto nessuno mi avrebbe creduto. E Non si sbagliava a quanto vedo.” Disse Giovanni.
“Nooo! E invece si sbagliava sai? Qui tutti ti crediamo veeroo?” Disse Daniele con aria misteriosa sfottendo Giovanni.
“Eeee! Ma ceertoooo!!!” Disse Alessandro.
“Tuuu ci credi vero? “ Disse Daniele a Fabrizio.
“eddai piantala! “ Disse Fabrizio ridendo.
“No! E’ una cosa seria! Marco è sempre vivo e bisogna fermarlo.
“Ah! Ah! Ah! Dai Daniele falla finita.” Disse Manichini.
“Ah! Ah! Ah! Digli a Marco che stia attento che ora vado a chiamare Spetters, ah! Ah! Ah!” Disse Daniele.
Anche Martina si mise a ridere, ma Giovanni era preoccupato.
“Martina, come ben sai non ci sto tanto con la testa, ma sono preoccupato ! Marco mi ha anche detto che non ha ancora finito con te, sono venuto qui per avvertirti perché tengo a te.” Disse Giovanni.
Daniele lo guardò perplesso, infatti pareva veramente che a Giovanni importasse di Martina, ma non era possibile ciò o non avrebbe mai permesso che Marco le avesse fatto ciò, che fosse scemo fino a quel punto?
Giovanni continuò: “vedi, io a volte per via di ciò che ho sono un testa di cazzo e non riesco ad evitarlo, però non voglio che Marco ti faccia ancora del male. Io farò di tutto per impedirglielo ma a causa di ciò che ho difficilmente potrò aiutarti più di tanto, stai attenta, ti prego.”
Dopo Giovanni se ne andò lasciando Martina e il gruppo di amici perplessi.
“E’.. è matto! E’ davvero convinto che Marco sia ancora vivo.” Disse Daniele.
“Probabilmente soffrirà di allucinazioni. Lo ha detto anche lui che non ci stava tanto con la testa e il pugno che ha preso da Spetters avrà peggiorato le cose.” Disse Manichini.
“Già! Spetters gli aveva fatto sparire letteralmente il naso con il pugno! Dapprincipio i dottori pensavano addirittura che non si svegliasse, poi con un intervento chirurgico hanno evitato il peggio, ma hanno detto subito che sicuramente avrebbe aggravato le condizioni già critiche del suo cervello con danni permanenti.” Disse Fabrizio.
Dopo un po’ gli amici salutarono Martina e sene andarono.
Passarono un paio d’ore e l’infermiera portò un pacco a Martina.
“Cos’è?” Chiese.
“Da parte di un tuo ammiratore.” Disse l’infermiera.
Con curiosità Martina aprì il pacco e rimase inorridita.
“Chi te lo ha dato? Chi.. chi era?” Disse Martina con agitazione all’infermiera.
“Calmati! Io non lo conosco! Era un bel ragazzo.. alto, bel fisico da culturista.. rasato a zero e col pizzetto. “ Disse l’infermiera.
“ M..Mio Dio! Allora.... allora è vero….” Disse Martina.
“Vero che cosa?” Disse L’infermiera.
“ Marco… Marco è sopravvissuto!” Disse Martina.
Nel pacco c’era uno specchio e un biglietto dove c’erano scritte le seguenti parole:
CIAO MARTINA, QUESTO E’ PERCHE TU POSSA AMMIRARE LA TUA BELLEZZA AH! AH! AH!