ARTARIAGRAZIE
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Ho sempre pensato che prima o poi l'avrei fatto. Sentivo che c'era qualcosa che premeva nelle mie mani, per uscire, ma non trovava la strada. Pensavo, forse sono io, forse ancora non ho fatto il mio disegno, non l'ho ancora tracciato con i colori giusti e quindi non l'ho ancora davvero compiuto. Poi ho compreso che era il posto, un posto dell'essere, era quello che mancava, un posto dove arrivi e dici, eccolo, questo è il posto che cercavo, questo dove poter respirare e chiudere gli occhi e lasciare che ogni piccolo movimento del torace sia visibile e sentibile, dove lasciare che i suoni entrino liberi, senza barriere e senza opporre resistenza alcuna e insieme facendoli uscire non facendoci caso, dove le immagini possono poter parlare senza che nessuno le senta o ci faccia caso, dove ogni lettera che hai ancora liquida nel cervello possa trasformarsi in inchiostro denso e poi uscire da quelle mani lì, che aspettano frementi e tremanti, e che si posino su fogli di carta leggeri e inconsistenti, che assorbono e che trattengono ma anche lasciano passare e traspirare, evaporando ogni traccia. Un posto pieno di colori che riesca ad essere foglio di carta velina, delicato e leggero e trasparente, bianco e poi improvvisamente colorato e poi ancora bianco con qualche piccola macchia di inchiostro qui e là e poi ancora bianco. Eccolo allora. L'ho trovato e le mani, prima di ogni altro senso, lo hanno riconosciuto, gli occhi poi lo hanno sentito proprio come fosse una superficie liscia e assolutamente abbagliante di luce e le orecchie lo hanno sentito parlare con suoni e lingue musicali miste di lettere ingarbugliate e sfuggenti e poi ancora lineari e precise come lame a volte e il muscolo pulsante pure lo ha misurato, ma non ne ha trovato nè inizio nè fine, solo il ritmo quasi a sincro del battere e del levare di un proprio sentire e ancora i lampi d'argento del grigio che avvertiva una dimensione di bianco morbida e avvolgente dover far correre ogni più nascosto volo del pensiero, indaco di blu.
Tutti i colori delle mani, nulla senza il bianco della tela.
Arta.