Del perfetto viaggio: #DA2112 [vermelho]
Esco a piedi, a cercarti. Faccio la strada che da casa mia porta alla tua strada, la stessa. Il pezzo da casa mia alla tua strada tu non lo fai, non l'hai mai fatto. Sono vestito come in un giorno normale, è quasi natale. Non vengo per farti gli auguri, ma per una promessa per cercarti. Il tratto che non fai mai è quello dei soldati. Quello dopo è la tua strada, cambia per tre cose: è in discesa, poi in salita, poi in discesa: scende dopo una curva, risale dopo una curva, riscende in cima ad una curva: si muore davvero.
per questo tu e gli altri siete liberi di pensare la vecchia vita a casa, mentre ci camminate.
[,penso]
Eccomi: la curva inizia la discesa. Uscite da qui, c'è un pezzo di strada rotta, l'inizio di un asfalto, la fine anzi, rotto alla fine dove finisce. Entro, piano. Si vede un muro di cemento, non si vede dalla strada, lo vedo per la prima volta, davanti ci sono rami. Alzo i piedi per non strisciare, non fare rumore.
In mano ho niente, ho il mio zaino verde su una spalla.
ho paura da ora. Ma sono venuto a cercarti, una cosa che non c'entra col coraggio nel mondo di qua, una cosa curiosa, di curiosità.
[ho paura, arrivo al cemento]
Tocco il muro, come fosse un amico, per un momento, credo sia il vostro riparo.
È dietro dove credo che stiate, dove sei… Cemento. Cessi rotti, vetro. Vengo dietro, piano: non so dov'è l'ultimo passo tra la mia vita e la minaccia, che sono. Che so.
ci sei tu, subito.
[vero?]
Tre passi, fine del cemento. Vedo di là, sento voci. Sento voci, vedo: un bambino, una donna, due bambini, mezzo passo ancora.
fanno silenzio
mi guardano
Uomini.
Mi fermo.
voci
[dico voce]
Uno mi viene incontro a saltelli, Oh! che c'è!
[non mi ascolta]
[non ti vedo]
Che c'è!
Un altro pure lui mi viene contro,
faccio passi indietro, quello mi spinge, faccio ancora passi, due tre sto per cadere, sono tutti lì, provo a dire ma non mi ascoltano.
Sono stati veloci, subito mani e voci forti. Sbatto su un ferro uscito dal cemento, lasciato fuori lì, sulla faccia vicino alla bocca, da dietro. Mi buca quasi, mi tengo la bocca, uno mi mette una mano in faccia, un altro mi spinge. Mi spinge abbastanza che se restassi in piedi sarei forse, quasi, forse dovrei scappare: invece cado. Non capisco cosa urlano nella loro voce, non sento dolore, solo suono.
[sul naso, forte]
fine, non vedo
lacrimo, ora sì, fa male. Perché non vedo più, credo che mi colpiscano a calci e che uno mi sputi, e che una donna o un bambino da dove volevo andare urli cose da ridere, vendetta, ma no. Solo suono, solo rimbalzo di suono, basta.
/
È a pochi passi casa mia, un pezzo di strada che non hai mai fatto. Dove sei. Qui dietro non si vede, si passa e non si vede, non ti salva nessuno, che piova, geli di notte, tuo figlio tua moglie muoia, ti pestino e muori, non ti salva nessuno. Penso nel sangue
[penso a mio figlio, mio figlio da stasera, amore mio]
]mi penso per un istante[finirà, alla fine][finisce
forse un colpo forte sarebbe meglio, l'ultimo da sentire nel frastuono, che finisce, improvviso, Improvviso.
Improvviso:
Corolla.
Da dietro il muro di cemento. dalla strada. li toglie,
li leva… li ferma, ti sento, ti sento, ti ho trovato, ti sento…… ti sento
Amicu,
mi passi la mano sugli occhi.
:
Corolla.