Guerra strada gelosiO, polvere.
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Artaria che è stata attaccata ancora, e tutti noi rinchiusi dentro ai nostri buchi, oppure fuori, che guardavamo la nostra casa bianca in mezzo alla campagna, vederla smembrarsi, vedere. Che è da sola, non possiamo entrarci, oppure ci siamo sepolti. Entrambe le cose svuotano, perde peso la massa di noiArti, l'osso si sbriciola.
Artaria così mi ha dato il senso dei paesi in guerra. Un senso ovvio, la compattezza versata via. Uno scolo, per quello che è diverso dall'immagine di una città vera, o di un muro: cose di pietra, aggregati di strati di corpo duro, il cemento. Artaria smembrata e noi tappati dentro o sfollati fuori, mi dà il senso dello scolo liquido, una casa da lontano che scola liquida, dagli occhi scola via la sua acqua, il Noi.
I paesi in guerra, Noi che man mano si ritira, immagino una cosa simile ai bacini d'acqua man mano che questa Terra li perde, il mare che si ritira per sempre. Il tempo che ci vuole, che ci mettono gli abitanti di una città bombardata da quando si sentono Noi più di prima, e si stringono più forte, anche gli uni che non amavano gli altri; il sangue comune secca però, le bombe hanno aperto il tessuto al sole ed il sole secca, luce esplosiva, puzza di asfalto, decisioni di altrove come una carta imposta. Il sangue secca, ognuno da solo man mano, parte.
Stamattina non c'era Corolla come molto spesso: la malta colata non smette solo col partire, sarebbe un distacco di una volta, ce lo ricorderemmo anche noi che siamo qui da sempre. Prosegue senza fine, invece, e Corolla non è più regolare come all'inizio, nemmeno più così dritto e pulito negli occhi, per come me ne sono innamorato.
Non c'era, quindi.
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C'era l'altro dell'altro lato dell'incrocio, bellissimo e giovane. Che mi guarda e mi saluta coi tre diti giunti a sinistra e portati diritti alla fronte, sugli occhi: la propria luce che si accende per me, che ti saluto, e te la dono. Accendere una luce per te, perché ti vedo, e fare il gesto di donartela, da lontano, quante migliaia di macchine tra me e te ci siano non importa: ti vedo per spiraglio a sufficienza perché la luce filtri.
Due volte me l'ha fatto.
Stamattina no, era di qua dal suo lato, dal lato di Corolla che non c'era. Su un marciapiede come una persona normale, parlava con una persona normale, un uomo giovane, serio, lui sorrideva. Non l'avevo visto, ero troppo dietro rispetto al suo lato solito, o avevo intravisto una zingara al suo posto, piove, la pioggia ai semafori è per gli zingari: per un pelo, proprio per la coda dell'occhio l'ho visto dal mio lato, sul lato della strada su questo marciapiede normale a parlare con questo. Non mi sono voltato, troppo, mi avrebbe visto spiare, spiare con chi sei che ti fa sorridere, e non ti dà una moneta, ed è più vicino di quanto serva alla luce per spedirsela, è proprio lì di fronte a te, ti guarda fisso e serio, ti ascolta.
tu.
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C'è polvere oggi nell'aria, ho tutto il vetro di fango fine, fine.