libere parole & legatoria cartotecnica su misura


ultravioletta stereofonica

i'mAge:saltuAria

 

[oggi, 8 marzo del 14]
Mi metto giù: mi metto giù. A braccia larghe, più larghe che si può.
Volo schienatterra, ultraviolettastereofonica.
un quarto di sale un quarto di mare.
Oggi mi salta, è più immatura. Che balla, sedia gialla.
nana nana nauá,
nana nana nauauá

 

/

[8 marzo del 14, notte, mi ricordo]
Ritorno su, mi svegliano. Mi raccontano di una cosa che non si può fare, e delle conseguenze di notte, nei sogni. Di come nei sogni ci vada diritto diritto quel divieto, quel
contrario. E non cado io, assisto: ad un impianto che si sgretola. E non sono rumori di sassi che si presentano a scendere al mare: è pietra che si scassa. Quel che ho, mi dicono, quel che hai è quel che hai.

 

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[marzo, settembre, piove da 14 ore]
Sono venuto da te, in ritardo. Mi hai dato il piatto del giorno di un mese fa, freddo come un sasso. L'ho ingoiato senza fiatare, tanto era scottante il suo significato. Mi hai detto Che resti un segreto: un piatto stravolto indigesto subìto, da coprire di sabbia. Nel mio stomaco. Dici che ce la faccio?
Ce la faccio, sì, perché la carne che c'è dentro è la tua e sei un parto della stessa polpa mia madre, sei mio fratello. Il sangue nel piatto è il tuo che io mi ricordo, per esservi passato dentro l'identico pezzo di un uomo, breve, poi ognuno via, per la sua strada.

 

/

[taglia]
Ho un amaro in bocca che manco i cani. Mi bevo il pompelmo ma non passa. Limoni, vaffanculo, stasera non ne ho. Non si sente nulla.

 

/

[Nulla, non si sente]
Il mondo è di quelle notti che fanno odio per quanto ti tradisce una notte, nemmeno una donna lo fa così perché se ti ha tradito almeno ha goduto, questa notte invece è buia, senza sensi, immobile, muta. Se un boia parlasse, avesse uno sguardo, non si sentirebbe il rumore dei nervi che stanno per morire, ti distrarrebbe: no, devi morire prima di spasimi plissettati, delle vene della fronte che si piegano all'indentro, poi le tempie. Poi il tempo vero che è proprio una persona, ha i pantaloni. Poi l'ultima striscia di forza dall'alto in basso, quella senza qualità, che non può cambiare idea: passiva, ti ammazza una forza passiva, in discesa, stanca, ti racconta, l'ultimo tratto, che tu l'ultimo secondo prima sei stanco di vivere: ti sei stancato tutto, un istante ancora, nulladinulla, quanti denari/ZAC~

 

/

[domani è quasi primavera e guerra, che colore]
Duello.
Un bacio.
I piedi e la schiena di marzo, del prossimo marzo, della bomba che seppelliremo qui sotto.
Tu nel frattempo baciami.
Tirami, fortissimo. Vedi come sto? prendimi le mani, apri, aprimi ancora le braccia e tirami, stendo il collo, la bocca, sotto, mi tira le guance, la gola.
Un bacio, che non ci arrivi per un nulla.
Un bacio, fatti prendere, no.
No.

 

/

[ ]
Stenditi giù, SenzaSenso, figlio mio: dormi, che ha un senso dormire.
Stenditi…

Mi metto giù.
Dormi con me, papà?

Mi metto giù, SenzaSenso, mi metto giù.

E posso sognare, papà?

Non puoi SenzaSenso, hai brutti ricordi, ce li hai.

[sogna pure figlio della mia carne di madre, che non lo diremo: Che resti un segreto. Nana nauauá, dolce]
~ mi inseguono, mamma, mi inseguono i cani… mamma, papà, mi prendono, mamma, uno mi prende……
~ mi ha preso, mamma. Mi sta mordendo, mi taglia. Papà…
~ mi taglia via, mamma, non sento nulla.

Nulla, SensaSenso: nulla, sveglia, non è Nulla, non si sente, figlio, è un sogno.

Abbracciami, abbracciami papà… c'è un signore senza occhi, senza parola…

Sono qui figlio, stai con me… qui, sotto di me.
Dormi SenzaSenso, sei stanco, sono stanco anch'io.

[domani è l'otto marzo, fra un anno parto per la guerra]
~ volo schienatterra, ultraviolettastereofonica
~ volo in cielo, li sorvolo, mi vedono il mio aeroplano i miei nemici
~ sfreccio, saetta: sono una scia, un graffio nell'azzurro, colore di colore di colore
~ prendimi, se puoi, arrivami la mia macchina infernale
~ prendimi, ti sfioro col muso rovente di questo aereo, baciami che stai per morire
~ eccomi, plano
~ vengo, fortissimo



~
{levetta, tirala: zac ~

NO!