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IN BILICO
Mia


Oscillazioni.
Mutamenti e pulsioni improvvise.
L'anima che reclama vibrazioni.
Desideri obliqui.
Perennemente in bilico.
Stati d'animo variabili.
Sigarette fumate a metà.
Senza una direzione.
E dunque in tutte le direzioni possibili.
Raramente stabile, tesa costantemente verso due opposti, strattonata verso due direzioni.
La calma, la stabilità.
L'oblio, il delirio.
Due anime nello stesso corpo.
Una strada buia e questo corpo che cammina.
Perennemente in bilico.
In un gioco infinito con tutte le infinite variabili, con tutte le infinite possibilità.
Confusamente sempre in piedi, nonostante tutto, in equilibrio sui pensieri e sui desideri, giocando con l'istinto, litigando con il passato, scrutando il presente, ignorando il futuro.
Perennemente in bilico su un filo sottile.
La gonna che ondeggia ad ogni passo, il rumore quasi impercettibile dei suoi passi sull'asfalto ancora umido per la pioggia, le insegne a neon che danno alla notte in città quell'atmosfera da fumetto futuristico postatomico.
Quella voglia di luoghi nascosti, energie sotterranee.
E i suoi capelli blu che sotto la luce dei lampioni sembrano quasi viola.
Quella voglia di rubare al tempo che passa una notte che prenda a schiaffi la noia.
Perennemente in bilico tra la quiete e il movimento, tra la stabilità e l'ignoto, il desiderio di calore e le sferzate di gelo improvviso.
Questa notte si è sentita chiamare, perennemente in bilico, questa notte ha scelto da che parte cadere e la voglia di rubare al tempo che passa una notte che prenda a schiaffi la noia le ha invaso la testa come una sostanza vischiosa, non lascia spazio a nient'altro, e una luce che conosce fin troppo bene le si è accesa negli occhi.
Questa notte ha scelto da che parte cadere e sarà spietata, ruberà il tempo che le serve, si riprenderà lo spazio che le hanno portato via.
E adesso è un corpo che cammina da solo nella notte, perché questa notte non vuole dare spiegazioni, non vuole rendere conto a nessuno, non vuole preoccuparsi di nessuno.
E' un brivido, un guizzo, una scarica che passa veloce dallo stomaco al cervello, dal cervello ai muscoli. Questa notte qualcosa la chiama, qualcosa si è svegliato. Questa notte non si può' fermare. E' un brivido, un istinto a cui non può resistere, una necessità primordiale. E' un bisogno di luci e suoni, movimento e sudore, valicare il limite dei pensieri, valicare il limite della fisicità. E questa notte non vuole essere buona, non vuole essere responsabile. Questa notte vuole sentire i bassi delle casse direttamente nello stomaco, vuole sentire intorno la sua gente, piercing, calze bucate e capelli colorati. Vuole sentire l'odore di muri scalcinati e bere vodka e succo di frutta nei bicchieri di plastica. Ballare senza preoccupazioni. Ballare per il gusto di ballare. Suoni ripetuti, bassi e spilli elettronici, tappeto perfetto per un viaggio senza fine, onde sonore in cui nuotare come nel mare di notte quando la spiaggia la distingui appena, e il cielo si confonde, e i punti di riferimento non ci sono, e l'equilibrio è qualcosa di tuo, e il tuo corpo è il baricentro, e il tuo corpo è tutto quello che hai, il tuo corpo è tutto quello che ti serve. Suoni e luci, lasciati trasportare dalla corrente senza provare a resistere, seguire l'onda che ti porta a riva, e quella che ti porta a largo, andare a fondo e tornare in superficie.
Cammina veloce per le strade della sua città, sta andando dove sa che può trovare quello che cerca. Una fessura nella superficie, un labirinto sotto la chiarezza, entrerà come Alice nella tana del coniglio e passerà una notte nel paese delle meraviglie.
E' per questo che ha truccato i suoi occhi di blu.
L' anima, questa notte, reclama vibrazioni violente, e il corpo è alla ricerca di movimento.
Cammina veloce, le mani in tasca, gli occhi che guardano avanti alla ricerca della tana, alla ricerca del suo coniglio bianco, cammina veloce.
Ed è buio nella tana del coniglio, scende le scale come avesse occhi da gatto, la in fondo i bassi picchiano e lei li sente. Ed è pieno di luci lì, nel paese delle meraviglie, in fondo a quelle scale buie.
E non perde neanche un minuto, giusto il tempo di spogliarsi, ed è subito in mare, ed è subito nuotare, viaggiare, ridere, saltare, scivolare a cavallo di un suono, lasciarsi portare dove vuole senza opporre resistenza, un delirio, un estasi, un'assenza di gravità in assenza di fisicità.
Balla bambina, balla, che questa notte è la notte per te.
Balla bambina balla, non ti fermare non avere paura, balla finché le gambe avranno la forza di muoversi. Salta bambina, salta, lascia che il tuo corpo se ne vada, lascia che la tua testa si distenda sul tappeto di suoni e di luci. Ridi bambina, ridi, scuotiti, scomponiti, corri, afferra quel suono, seguilo, non ti vergognare, non ti spaventare, viaggia bambina, viaggia, rompi le catene, lasciati tutto alle spalle, salta ora, salta. Scomponi il tuo corpo ed ogni pezzo mandalo all'inseguimento ognuno di un suono diverso , di un ritmo diverso. Balla bambina balla, stanotte non hai nient'altro da fare, stanotte non hai nient'altro a cui pensare. Salta bambina salta. Vivi bambina, vivi. Salta, suda, scuoti i tuoi fianchi, salta finché il fiato non si spezza. Balla bambina balla, entra nel ritmo dei colpi ripetuti.
Nella tana del coniglio, nel paese delle meraviglie.
Niente oscillazioni dell'anima questa notte.
Niente sigarette fumate a metà.
La tua voglia di delirio ha preso il controllo.
Hai deciso da che parte cadere.
Senza rete di protezione.
Domani si vedrà.