SUONI
Mia
Brulichio sommesso di bisbigli e sospiri.
Fumo di sigarette in dense nuvole contro la luce bianca dei riflettori.
Corpi in movimento, corpi in attesa, corpi alla ricerca di un proprio spazio.
E poi via le luci.
Buio.
E di colpo, a seguire il buio, il silenzio. Per un attimo nemmeno un sospiro.
E di colpo, a squarciare il silenzio, lo scrosciare di un applauso, luci viola, luci blu.
Di nuovo silenzio.
E finalmente.
Suoni,
in crescendo.
Piccoli suoni, leggeri, che si disperdono nell'aria. Che rimbalzano sui corpi e sugli oggetti.
Suoni
vibrazioni
note.
Note che costriuscono una storia.
Note che costruiscono sensazioni.
Suoni in equilibrio.
In un crescendo di intensità e profondità.
Suoni ad inventarsi un nuovo spazio.
Temporalità momentaneamente sospesa.
Potenza di suoni che oltrepassano il confine della comune percezione.
Suoni.
Nell'aria come onde, nello spazio come corpi palpabili, vibrazioni sulla pelle a tagliare la carne senza dolore per un processo naturale di battito che cerca battito, di ritmo che cerca ritmo, in un crescendo di muscoli in movimento, e braccia e gambe, e ventre colpito dall'onda, e petto che rimbalza per il ripetersi di suoni cerebrali, sirene e campane, campane a festa per uno stato di estasi fisica, mentre dentro l'anima si scioglie, e scivola lungo le gambe fino ai piedi, la senti che scivola, che scorre, sale nelle braccia fino alle mani, controcorrente nella testa, anima che segue il ripetersi di quei suoni, la musica.
L'anima.
La senti uscire dalle tempie e scorrere lungo il viso come fosse acqua. Ondeggiante sensazione di benessere e madre che ti culla su piccoli suoni in piccoli ripetersi.
E poi salta, che il suono salta. Salta, salta, fino a dove non lo so, ma di sicuro più su. Salta finché vuoi. Salta, che ti importa dove ricadrai? E dondola, dondola, chiudi gli occhi e apri le mani, apri la pelle, lascia entrare il ritmo, lascia entrare il tripudio, apri la porta, butta giù il muro, taglia le corde che ti legano i polsi e le caviglie, gonfiati di suoni e come mongolfiera vola. Segui i suoni che si rincorrono, che si perdono, che iniziano e finiscono, che si scavalcano, che si accavallano, che si confondono.
Lasciati confondere.
E se stai bene, o se stai male, non importa, non importa perché la vita vibra. Questa vita. Non un altra. E' vita che ti chiama, e tu rispondigli, chiudi gli occhi e perdi il senso, forse non esisti ma ti senti, e allora ascolta, ascolta le vibrazioni, ascolta le onde sonore, ascolta parole che ti parlano di cose che vedi, ascolta suoni e parole come se li respirassi, ascolta il tuo copro che ride, forse non esisti, allora trasformati, trasformati in parola, trasformati in suono, e guarda il tuo copro, corpo che non è mai stato così tuo, corpo che a guardarlo non vorresti fare altro che conservarlo così, trasformato in vibrazione, immerso in questo stato di estasi fisica, sospeso in quest'attimo di quiete mentale. E guardati, guardati ti dico, stai tremando, tremando di gioia, stai fremendo, fremendo per un altro suono ancora, un'altra onda. Guardati, hai gli occhi umidi per questo stato di estasi fisica, per quest'attimo di quiete mentale. Sei una vibrazione, sei un suono, non sei nient'altro che questo, ci sei dentro, ci sei in mezzo, sei una nota, sei un passaggio perfetto, sei suono che insegue suoni, guardati, stai tremando, tremando di gioia, guardati, stai fremendo, fremendo per un altro suono ancora, ancora uno, solo uno.
Ecco.
Ora puoi tornare.
Guardati, hai gli occhi ancora umidi per quello stato di estasi fisica, per quell'attimo di quiete mentale.
Suoni in dissolvenza.
Silenzio.
Buio.
Luci.
Sospensione.
Applausi.