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“Imaginaria” - Almamegretta - 2001

Una voce che scaturisce dall'anima si fa cupa e sorda o si eleva al cielo, ha l'odore intenso dei solari vicoli di Napoli, che si fondono ad echi scuri provenienti da Bristol. E' l'incomprensibile e costante magia della musica napoletana che coglie il presente e lo filtra attraverso la propria sensibilità.
“Imaginaria”, quinto e "ultimo" album degli Almamegretta (così come li ho conosciuti, nella formazione che ho amato) mischia le carte e afferma che è possibile la convivenza fra tante culture musicali e non solo, senza per questo appiattirle. E' un album diretto, con sonorità spesso spiazzanti, dure e aspre, ma senza forzature. Dodici titoli per oltre settanta minuti di musica, che passano in modo sinuoso da sonorità in quattro quarti a penetranti profumi d'oriente, poi, il basso si fa pulsante, le chitarre disegnano linee melodiche ad effetto e la voce quasi va aggiungersi agli altri stumenti... "A volte mi sembra che questa gente non sappia vivere. Qui si lavora molto. Più hanno e più vogliono avere. A dire il vero per me questa non è felicità”.
“Imaginaria” è un continuo fluire di suoni, ispirazioni e radici diverse.

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